Utente 171XXX
Esimi medici,
sono una biologa di 36 anni. Dal 1989 soffro di una forma di artrite sieronegativa tenuta a bada da sempre (con alti e bassi) con la Salazopirina. Nel 2003, i previsione del mio matrimonio e di un'eventuale gravidanza ho sospeso la cura. Nell'ottobre 2004 è nata la mia splendida bambina ma dopo soli 3 mesi sono ricominciati i sintomi specifici del male: gonfiori, dolori, immobilità articolare e presenza di elevata quantità di liquido. Poichè ero in allattamento, i gentilissimi medici dell'Istituto di Reumatologia dell'ospedale S. Carlo di Potenza, diretti dal dott. I. Olovieri (che non smetterò mai di ringraziare) mi hanno praticato l'artrocentesi e le infiltrazioni nelle articolazioni interessate (entrambe le ginocchia e talvolta le caviglie), fino alla somministrazione, dal Novembre 2005, di un farmaco "biologico": il REMICADE o INFLIXIMAB, visto che le altre terapie orali (cortisone e/o Metotrexate) sortivano effetti temporanei e avevano affaticato il fegato, fino a transaminasi oltre 150. Questa terapia, una infusione ogni 8 settimane, mi fa stare meglio, anche se, al bisogno, assumo 1/4 o 1/2 pasticca di Medrol, visto che altri antinfiammatori non hanno l'effetto sperato. Ora vorrei programmare una gravidanza e non riesco a sapere con certezza se esiste e quanto dura il tempo di sospensione di questa terapia, se è dannosa per il feto, e quali potrebbero essere le terapie in caso di lievi manifestazioni di dolore e gonfiore in gravidanza.
Certa di una vostra solerte risposta, vi lascio i miei più cordiali saluti.
CINZIA VARLOTTA

[#1] dopo  
Dr. Mauro Granata

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Gentile dottoressa la rivista Arthritis Research & Therapy ha appena pubblicato una review sull’argomento dal titolo “Human pregnancy safety for agents used to treat rheumatoid arthritis: adequacy of available information and strategies for developing post-marketing data” di Chambers CD e altri. In questa pubblicazione che prende in considerazione i possibili effetti indesiderati sulla gravidanza dei farmaci utilizzati nel trattamento della artrite reumatoide viene considerato anche l’Infliximab.
Dalla lettura del testo si apprende che le scarse informazioni attualmente disponibili, pur non evidenziando un apparente aumento dei rischi, non permettono di trarre conclusioni definitive sulla sicurezza di questo farmaco in gravidanza. Mi scriva una mail se è interessata a ricevere il PDF dell’articolo ma tenga presente che il Centro che la segue è uno dei Centri di eccellenza nazionale per quanto riguarda il trattamento delle malattie reumatiche ed è in grado di rispondere a tutte le sue domande. MG
Mauro Granata

[#2] dopo  
Utente 171XXX

gent.mo professore,
la ringrazio molto per la risposta eusastiva: le sarei grata se potesse inviarmi l'articolo in questione.
Sono perfettamente consapevole della ottima reputazione di cui gode il Centro di reumatologia di Potenza, ma visto che una gravidanza è il pensiero più importante per me in questo momento ho pensato di richiedere ulteriori delucidazioni. Lo staff medico è ottimista e lo sono anch'io: a Ottobre l'ardua sentenza.
Infinite grazie.

[#3] dopo  
Dr. Mauro Granata

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Gent.ma non sono a conoscenza del suo indirizzo di posta elettronica. Invii una mail al mio indirizzo così che io possa risponderle in via confidenziale e inviarle l'articolo. MG
Mauro Granata