Utente 220XXX
Fino al Maggio 2011 il PSA è stato sempre normale. Nessuna sintomatologia.
In questo mese, pur non avendo alcun disturbo, gli esami hanno dato i seguenti risultati: PSA tot 4,46, PSA libero 0,521, Rapporto 0,12.
Eco prostataT.R.: volume stimato 28 cc(25 g circa). Alcune nodulazioni anteriori di ipertrofia con calcificazioni peri-nodulari. Porzione ghiandolare posteriore omgenea. Capsula integra, vescicole seminali indenni. Uretra prostatica sottile, lievemente deviata posteriormente, con normale imbutizzazione del cono d'efflusso.
Minimo residuo post-minzionale (23cc).
Vescica indenne da alterazioni.
L'urologo ha consigliato terapia con Levofloxacin 500 mg e Bromelina, che ho fatto per un mese circa (più di come prescritto).
Ottobre: PSA tot 4,64, PSA libero 0,55, rapporto 0,12; Urinocoltura negativa. Nessuna sintomatologia.
E' indicata la biopsia? Ripetere la terapia? Fare solo controlli a distanza?
Grazie.

[#1]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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I principali fattori che ci indicano se eseguire o meno la biopsia prostatica sono: PSA (totale e libero), ecografia prostatica transrettale e presenza di aree sospette rilevate dalla visita digitale della prostata, perciò molto dipenderà anche da quest'ultimo e fondamentale elemento di valutazione.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#2] dopo  
Utente 220XXX

Nel Novembre 2011 l'Urologo, dopo avermi visitato, mi ha prescritto ancora un ciclo di terapia con Bactrim per 15 gg; il PSA eseguito dopo una settimana dalla sospensione risultava in aumento ( tot. 5,56, rapporto 0,12), pertanto programmava una biopsia TR, che è stata eseguita il 12 Gennaio all' Osp. S. Andrea di Roma.
Referto Es. istologico: "Microfocolaio di adenocarcinoma della prostata del diam max di mm 1,3 somma 6 (3+3 sec. Gleason) nel 10% del 'medio paramediano destro'.
PIN di alto grado su atrofia in corrispondenza del 'medio laterale destro'.
In sede 'apice destro' si osserva PIN su atrofia.
Restanti prelievi sede di prostatite cronica e spinta proliferativa":
Opzioni terapeutiche proposte: sorveglianza attiva, radioterapia, prostatectomia radicale. Nuova rivalutazione clinica.
In sostanza, dovrei scegliere io.
Alla mia età, avendo già superato bene nel 2002 un intervento di emicolectomia dx per adenok, temo la prostatectomia radicale (risolutiva!) non per l'intervento in sé, ma per i possibili effetti sulla funzione sessuale e sulla continenza vescicale.
Escludo assolutamente la radioterapia.
Sarei tentato di aspettare almeno 4-6 mesi, ripetere PSA e biopsia e poi decidere in base ai nuovi risultati.
E' ovvio che qualsiasi scelta mi deve consentire di affrontare serenamente la vita.
Pertanto, il mio quesito vero è: esiste un centro di urologia o una metodica chirurgica che possa "garantire" il minimo degli effetti collaterali temuti?
Eventualmente, farmaci come il Viagra aiutano nel caso di riduzione della funzione sessuale o sono nulli nello specifico?
Attualmente assumo Omnic per una maggiore frequenza della minzione.
La ringrazio sentitamente.

[#3]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Gentile utente,

in caso di prostatectomia radicale o di radioterapia nessun medico al mondo vi può garantire la completa assenza di incontinenza urinaria e/o di deficit erettile; in tali casi si può solo parlare di percentuali che sicuramente sono migliori per quanto riguarda la continenza (superando il 95% a 6 mesi) rispetto alla funzionalità erettile la cui valutazione in percentuale è difficile in quanto dipende dai parametri presi in considerazione. Per quel che rigurada le tecniche chirurgiche (chirurgia tradizionale, laparoscopia e chirurgia robotica) sembra che quest'ultima offra dei risultati funzionali ed estetici migliori.
Fare o non fare la prostatectomia radicale?
Siccome purtroppo ad oggi non si conosce la possibile evoluzione di questo tipo di tumore (cioè ci sono quelli "tranquilli" e quelli "aggressivi" orientativamente valutati in base al Gleason nel suo caso 3+3), gli scandinavi avevano ipotizzato di aspettare e vedere quello che succedeva (watchful and waiting), ma dal mio punto di vista alla sua età è improponibile considerato che con l'intervento si ottiene una altissima precentuale di guarigione se organo-confinato ed alle fasi iniziali (tale valutazione la si ottiene dalla valutazione clinica = visita + RMN + scintigrafia ossea + punteggio Gleason).
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#4] dopo  
Utente 220XXX

Grazie, la sua risposta puntuale mi è senz'altro utile.
Può aggiungere qualcosa riguardo alla domanda sul Viagra? La percentuale di effetti collaterali dopo l'intervento, in base alle statisitche, è comunque temporanea sempre, anche 6 mesi, o può essere anche definitiva?

[#5]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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[#6] dopo  
Utente 220XXX

Gentile dottore,
alla fine sono riuscito a fare, poco più di un mese fa, l'intervento in laparoscopia robotica (Prof. Gallucci, I.R.E. RM). Il grado istologico sec. Gleason è 7 (3+4).
Sigla finale: UICC 2009: pT 2c. Indenni tutte le strutture adiacenti alla prostata.
Buona risulta la continenza vescicale.
Pertanto, ora sono interessato alla evoluzione della DE.
Mi è stato prescritto Cialis 5 mg 1 c die ed, eventualmente, quello a più alto dosaggio al bisogno. Poiché non ho una partner convivente (vive pure lontano), ancora non ho iniziato la terapia consigliata, ho solo usato una volta sola Levitra 20 mg, con scarsi risultati per l'erezione, pur avendo avvertito bene l'orgasmo (strano averlo senza eiaculazione!).
La mia partner è a conoscenza del problema, mi aiuta molto e tutto sommato il rapporto è soddisfacente anche senza erezione.
Mi devo accontentare? Posso sperare in un miglioramento dell'erezione? L'operatore può dirmi qualcosa circa le strutture vasculo-nervose più o meno salvate?
Soprattutto, è utile assumere Cialis 5 mg ogni giorno, anche se non ho rapporti frequenti?
Naturalmente ho letto tutto il suo articolo, chiedo solo qualche chiarimento.
Quanto tempo devo aspettare l'efficacia di questa terapia, prima di pensare al Caverject?
Grazie.

[#7]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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La cosa più importante in fase di rabilitazione è stimolare l'organo per evitarne la atrofia. Se poi aggiungiamo una terapia faramcologica allora diciamo che è la situazone ottimale. La assunzione di faramci pro-erettivi è consiglata anche senza una partner sessuale fisssa ed in genere serve a miglorare il tono penieno (basale è una specie di ginnastica faramcologica). Per quanto riguarda la terapia iniettiva essa va sempre presa in considerazone in seconda linea se non si è soddisfatti della prima linea o se troppo costosa.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#8] dopo  
Utente 220XXX

Gentile Dottore, sono a dieci mesi dall'intervento e questa è la situazione. Incontinenza vescicale pressocché assente (ma non è stata mai importante). DE: in terapia, ormai, con Cialis 5 mg/die e Viagra 100 mg al bisogno, ho già da qualche mese erezione spontanea notturna, in progressione. Con la mia partner consapevole e molto partecipante va benino, nonostante un po' di ansia da prestazione, anche se stranamente l'erezione non avviene con il contatto diretto dei sessi, ma con altri modi. Purtroppo, per lunghi periodi, come ora, non siamo insieme (sono in Africa per alcuni mesi) e questo credo che incida non positivamente sul miglioramento finora evidente e progressivo. Caverjet 10 mg è stato deludente e molto doloroso, ero arrivato a 1/4 di fiala per avere un'azione accettabile senza dolore. Inutile? Continuo, comunque, con Cialis 5 mg die, restando ottimista sul futuro? Sono entusiasta dell'intervento in robotica. Grazie

[#9]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

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Gentile utente,
la riabilitazione sessuale post-operatoria è lunga ed impegantiva e richiede quindi una terapia costante nel tempo che può richiedere anche alcuni anni. Sulla tipologia di farmaci è bene continuare la cura e seguire quanto indicato dal suo medico
Cordiali saluti
Gino Scalese