Utente 119XXX
Salve a seguito di visita fatta oggi, la specialista dopo avermi fatto eseguire gli esami del psa con valore 0,55. trus 40 ml regolare, ecografia scrotale regolare, eco addome completo, reni e vescica regolari eccetto un piccolo diverticolo di 13 mm in parete laterale sn, ha riscontrato che
UFM irregolare con abbondantissimo RPM circa 40% (Qmax 8 ml/sec), genitali regolari, Prostata di medie dimensioni fibromatosa, consiglia la resezione endoscopica prostatica.
Mi ha spiegato che con questo intervento non ci sarà se non ho capito male la fuoriuscita dello sperma così come stà avvenendo assumendo il farmarco urorec 8 mg.
Non ho capito se avendo un rapporto lo sperma va in vescica oppure non ci sarà più nessuna produzione e quindi non sentirò più lo stimolo come se stia eiaculando oppure continuerà ad andare in vescica?
Mi ha provvisoriamente in attesa dell'intervento cambiato farmaci, la notte Omnic 0.4 e a pranzo Avodart, con uroflussometria e visita urologica fra tre mesi se il quadro UFM e clinico rimanga invariato. La stessa specialista mi ha detto di sperare che questi nuovi farmaci risolvano il problema, mi preoccupa l'intervento, leggo di molti disagi ed effetti collaterali e la cosa mi mette un pò in ansia, non ho fatto queste domande durante la visita perchè era sinceramente scioccato! Mi farebbe piacere un vostro chiarimento e informazioni esaustive, che sono convinto non mancheranno. Ringrazio in anticipo e vi auguro una buona serata. R.M

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Tutti gli interventi diretti al collo vescicale / prostata ne modificano stabilmente l'anatomia e condizionano pertanto l'eiaculazione in modo variabile. Il liquido seminale continua ad essere prodotto, ma all'atto dell'eiaculazione viene proiettato in vescica in senso retrogrado (trovando il collo vescicale aperto), piuttosto che incanalato nell'uretra verso l'esterno. Questa è la dinamica della cosiddetta "eiaculazione retrograda", che comunque in misura altrettanto variabile si manifesta anche assumendo farmaci della famiglia degli alfa-litici (silodosina, tamsulosina, eccetera) che lei ha asunto nell'ultimo periodo. L'eiaculazione retrograda non porta particolari problemi dal punto di fisico, ad essere compromessa può essere al limite la fertilità, cosa che oltre una certa età può non essere più prioritaria. E' comunque ovviamente corretto parlarne chiaramente con il paziente.
Per quanto riguarda le indicazioni all'intervento, quello che spinge a consigliare la disostruzione non è il volume della prostata, ma i disturbi ad urinare, specie quando le comuni terapie non sono (più) in grado di compensare la situazione in modo accettabile. In questo caso, sostituire il farmaco è un tentativo lecito, ma non è realistico attendersi modificazioni così significative. Le indicazioni pososno pii essere condizionate anche dalla comparsa di complicazioni (ritenzione acuta completa, sanguinamento, infezioni). Resta comunque un intervento comunissimo, eseguito oggigiorno quais sempre per via endoscopica con degenze molto brevi, in particolare quando eseguiti con il laser. I risultati a distanza sono comunque perlopiù indipendenti dal tipo di tecnica adottata.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 119XXX

Egr. Dott. Piana come sempre le vs risposte sono molto semplici da capire e complete oltre che veloci. Così come lei ha rimarcato, il parlar chiaro al paziente da parte dello specialista, che mi opererà è da parte mia molto apprezzata, e in questo concordo con lei. Per quanto riguarda la metodologia dell'intervento la resezione verrà fatta con il resettore bipolare, e anche qua lo specialista mi ha dato garanzie, ho sentito parlare molto bene della tecnica laser, ma quest'ultima tecnica impedisce l'eventuale possibilità di fare la biopsia del materiale asportato, sono un pò confuso dalle due metodologie, mi devo ovviamente fidare dello specialista, dal momento che con lui mi trovo molto bene. Ma quale delle due crea meno di complicazioni? Spero vista l'età di avere un buon recupero post operatorio ma con questa tecnica in genere quanto dura l'intervento? grazie di tutto gentilissimo come sempre e chiaro nella risposta. Cordiali saluti. R.M.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Ovviamente la durata dell'intervento è l'ultima cosa di cui tener conto, comunque varia dalla mezz'ora all'ora, in dipendenza dalla grandezza della ghiandola. Con un PSA di 0,55 alla sua età l'esame istologico del tessuto asportato non ha alcun interesse pratico. Come le abbiamo già scritto, le differenze fra una tecnica e l'altra sono tutto sommato minime, parliamo di un giorno in più od in meno di catetere e di degenza, comunque enormemente abbreviata rispetto a 20-30 anni ga qualdo la maggioranza degli interventi veniva eseguita con la chirurgia a cielo aperto.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 119XXX

Grazie ancora Dr. P.Piana la terrò informata del prosieguo degli eventi. Penso che l'intervento sarà fatto verso settembre non credo prima, tenga conto che a luglio sarò rivisitato per vedere se la nuova terapia darà risposte migliori della precedente, ma credo che non ci saranno miglioramenti significativi da far evitare l'intervento, che a questo punto è la soluzione migliore. Le farò sapere. Cordiali saluti e grazie ancora per la sua cortese disponibilità! R.M.