Utente 493XXX
Egr, Dottore questa è la mia storia clinica: nel 2003, dopo macroematuria, si rileva calcolo ureterale ostruente con idronefrosi ( causa uretere inginocchiato e meato ureterale a " coda di topo"); operato di litotrissia e posizionamento di stent ureterale per trenta giorni.Tolto lo stent cominciano sintomi irritativi molto importanti: nei primi mesi minzione frequentissima ( a volte ogni 10 minuti ! ); in questi anni sono andato avanti con periodi di relativo benessere ad altri con luts insopportabili. Si era ipotizzata una stenosi del collo vescicale dopo uretrocistografia retrogada e minzionale ma non confermata da urotc, ecografia e parziale cistoscopia non conclusa per intolleranza allo strumento: il quadro urodinamico risultava di tipo ostruttivo. nel 2011 psa alterato tot. 7,28 . Biopsia negativa, Risonanza multiparametrica con bobina endorettale negativa. nel 2015 psa normale : tot. 3. oggi psa 2,03 ( ma con assunzione di combodart ). da un anno ai sintomi irritativi si sono aggiunti quelli ostruttivi. prostata molto grande : quasi 100 ml ( con calcificazioni) per formazione nodulare paramediana e SN riferito ad adenoma con diametro massimo di mm 55. Di notte mi alzo praticamente ogni ora e riesco a urinare con fatica dopo alcuni minuti. Mi sono recato al pronto soccorso poichè avevo lo stimolo continuo a urinare e non riuscivo ma da un controllo ecografico in vescica v'era una quantità irrisoria di urina o quasi niente.
Venerdi 18 maggio 2018 sarò operato per disostruzione prostatica con laser Olmio ( holep) al San Raffaele di Milano , anche se il mio urologo di riferimento preferirebbe facessi un intervento a cielo aperto considerate le dimensioni della prostata. Il mio dubbio concerne il vero e proprio terrore per i sintomi irritativi post intervento laser : considerato che questi sintomi ( come sopra rappresentato) li conosco bene, . la domanda è : conviene il laser o il cielo aperto ? oltretutto ho anche un calcolo precipitato in vescica dopo colica renale un anno fa che deve essere frantumato e tolto durante l'intervento di disostruzione.
Ringrazio anticipatamente e resto in attesa.. . ,

[#1] dopo  
Prof. Alessandro Sciarra

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Buongiorno,
riassumendo la sua lunga storia.
Voluminosa iperplasia prostatica di circa 100 grammi in fase ostruttiva e con importanti sintomi delle basse vie urinarie irritativi ed ostruttivi.
L'indicazsione alla chirurgia non si discute. Casomai e' da sottolineare come sia utile arrivare all'atto chirurgico prima di questa fase.
L'invasivita' della chirurgica aumenta con l'aumentare delle dimensioni della prostata e della cronicizzazione dei sintomi.
La persistenza della sintomatologia, lo sviluppo di complicanze aumentano con il ritardare l'intervento.
Sulla tipologia dell'intervento oramai la tradizionale adenomectomia transve4scicale della prostata e' stata praticamente abbandonata a favore delle tecniche endoscopiche. In caso di prostate intorno od oltre 100 cc di volume una enucleoresezione transuretrale con laser ad holmium e' la scelta migliore.
Le complicanze possibili con la vecchia ATV sono di gran lunga superiori.
la persistenza di una sintomatologia irritativa dopo intervento e' possibile e dipende proprio dalla cronicizzazione di sintomi da parte del muscolo vescicale.
L'ostruzione cronica allo svuotamento vescicale causata da una prostata che nel tempo aumenta di dimensioni fino a 100 cc di volume determina dei danni sulla muscolatura vescicale che in una prima fase sono reversibili una volta tolta l'ostruzione ma poi rimangono irreversibili.
Dopo intervento sara' quindi importante valutare nel breve e lungo termine la rezione della sua vescica a questa procedura.

Un cordiale saluto
Prof Alessandro Sciarra
Prof. Alessandro Sciarra

[#2] dopo  
Utente 493XXX

Egr. prof. Sciarra
Ho finalmente eseguito intervento disotruttivo con laser Holep. Lo stesso è stato molto lungo in quanto il chirurgo si è dovuto fermare molte volte perchè tossivo. Tolto il catetere dopo due giorni ,ma non riuscivo a mingere. Rimesso catetere per altri quattro giorni con antinfiammatori e antibiotici. Alla rimozione del catetere finalmente riesco a mingere ma con sforzo come se dovessi andare di corpo. il flusso inzialmente è potente, ma appena smetto antinfiammatori si presenta nuovamente difficoltà di minzione e debbo aumentare lo " sforzo". Nessun residuo minzionale . La vescica, all'esame ecografico ,si presenta con loggia prostatica libera e collo aperto ma le pareti sono edematose e, al doppler, vascolarizzati per flogosi post operatoria. Mi dice il chirurgo che se non c'è residuo minzionale non debbo ripostare il catetere. Considerato che ho assunto molti oki mi hanno proposto tachipirina 1000 e ancora antibiotici ( ciproxin). ogni tanto emetto qualche strisciolina di pelle sanguinolenta ( scorie post cicatrice? )Presumo che finchè la vescica non si disinfiamma e ritorna " autonoma" dovrò continuare la cura. Assumo anche un integratore denominato "Proidema crono " che, pare, sia molto efficace. la sera aggiungo una supposta di topster. Vorrei un suo parere in merito e se non sia il caso , come suggerito da un amico che ha avuto gli stessi problemi, di assumere cortisone. lo stimolo a urinare, rispetto a prima è molto migliorato . Ringrazio e resto in attesa.Ho 64 anni.