Utente 473XXX
Sono costantemente controllato dall’urologo in seguito ad un intervento di pieloplastica del novembre 2017 con rimozione dello stent nel gennaio 2018. Sino ad oggi il decorso sembra essere regolare.
A metà marzo iniziò ad avvertire dei forti dolori tra l’ano ed i testicoli con un bruciore al pene.
Rivoltomi al mio urologo di fiducia e dopo aver visionato gli esiti delle analisi del sangue (PSA 0,41) e la assenza di infezioni nelle urine mi sottopone ad uroflussometria e visita della prostata.
La uroflussometria rilascia esiti nella norma (età anni 48) e l’esame manuale della prostata la evidenzia solamente congesta.Mi prescrive spermiocoltura e Permixon per due mesi e dieci giorni di Topster.
La spermicoltura evidenzia la assenza di infezioni. Inizio la cura ma questa non sortisce effetto alcuno.Proseguo con ulteriore ciclo di Topster ma nulla. Si passa così prima alle Oki supposte e poi alle Orudis senza avere alcun effetto( in totale tra due cicli di Topster,uno di Oki ed uno di Orudis) Tengo a precisare che durante la terapia ed in corso della stessa ho avuto giorni nei quali non sapevo più cosa fosse il dolore per poi ritrovarmi immediatamente con dolori lancinanti nella zona dell’ano/genitali.
Di fronte a tale situazione ritorno dall’urologo che mi risottopone a visita a mi trova sempre la prostata congesta. Mi riprescrive la spermiocoltura che eseguo in due giorni consecutivi ed in due diversi centri.Uno mi da esito negativo l’altro rinviene nel campione lo Stphylococcus haemolyticus.L’urologo mi prescrive Rifadin 300per 10 giorni anche se il mio medico di base è di avviso contrario in quanto ritiene che trattasi di semplice contaminazione.Ad oggi ho terminato anche il ciclo ci Rifadin continuando ad oltranza il Permixon e non ne ho ricevuto beneficio alcuno. Anzi.Per altro si è anche aggiunta una sorta di”spellamento” epidermico del glande che ha aumentato ancora di più fastidi ed i bruciori. Ho timore di richiamare L’urologo il quale mi risponderà che “passerà “ ma intanto continuò a soffrire tantissimo e sono completamente disorientato. Qualcuno mi dice che avrei dovuto sottopormi a terapia con antibiotici chilonoloci(cos’è il nome errato) e qualcun altro mi dice che anche i problemi di schiena e di postura potrebbero influire. Il dolore è atroce. Attendo consigli. Grazie di cuore a chi mi risponderà.

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Dr. Paolo Piana

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La positività della spermiocoltura deve essere sempre presa un po "con le molle" poiché le possibilità di contaminazione sono davvero molto elevate. E' indispensabile pertanto correlare attentamente il tipo di batterio individuato, i disturbi presenti, eventuale febbre, e molti altri fattori. La manifestazione al glande è molto probabilmente una sensibilizzazione all'antibiotico, questa si risolverà certamente in breve tempo. Dubitiamo fortemente che il suo sia un problema di origine infettiva, pertanto eviteremmo quanto possibile l'assunzione di ulteriori antibiotici, se non strettamente necessario. Una volta escluse le altre pobbili cause (gli esami di base sono già sufficienti) il dolore andrebbe trattato in quanto tale, pertanto con antidolorifici "puri" (non anti-infiammatori) che agiscono sul sistema nervoso centrale. La secelta dei farmaci e lo schema terapeutico è assai meglio conosciuto dai nostri Colleghi specialisti in terapia antalgica. Noi a distanza non possiamo dire molto di più.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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