Utente 398XXX
Buongiorno,
scrivo perchè sono preoccupata per il mio compagno, e non capisco più se la nostra ansia ci offusca le idee oppure c'è da preoccuparsi davvero: Il tutto comincia con degli esami del sangue di routine che sono perfetti, a parte una candida curata dal medico di base con medicinali appositi. Diciamo che da questo momento in poi, il mio compagno entra in uno stato di ansia, perchè abituato a non avere mai nulla.
In concomitanza con la candida, comincia a sentire una sensazione di appesantimento al pube, un fastidio.
Esegue così:
-esami delle urine NEGATIVO
-tamponi uretrali per malattie veneree NEGATIVI
-Visita urologica : viene visitato e stabilito che non ha nulla (viene inquadrato dall'urologo come soggetto ansioso) e non vengono richiesti altri accertamenti.
- dopo due settimane decide di sentire un secondo parere: secondo questo urologo , ha un piccolo edema (prostatite benigna).
Lo tranquillizza , ma gli prescrive esame del PSA ( che il primo urologo non aveva ritenuto necessario vista l'età (39) ) , esame citologico delle urine in tre campioni, e flussometria.
Voglio sottolineare che lui non ha fastidio ad urinare, non ha dolore, non ha sangue, "SOLO" questa sensazione di appesantimento..
Ho letto per cosa si fa l'esame citologico, e sinceramente mi sono molto spaventata....
In questi 3 mesetti lui ha perso 3 kg, ma non so se li ha persi per l'ansia, o se possono essere sintomo di qualcosa.....
Non riesco ad essere lucida...
Potete aiutarmi?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettrice,

non entri pure lei in un tunnel di ansie e paure inutili.

Gli esami, da lei riferiti, sono generalmente indicati più per tranquillizzare il medico nell’escludere una possibile, anche se non frequente, problematica oncologica almeno all’età da lei riferita.

Detto questo si ricordi comunque che sempre la visita medica specialistica in diretta rappresenta il solo strumento valido per poterle dare un’indicazione diagnostica mirata e poi eventualmente una prospettiva terapeutica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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