Utente 236XXX
Buonasera, sono un giovane di 27 anni e da diversi mesi avverto dei problemi.

Ho aumentato notevolmente il numero di volte che faccio pipi nella giornata (non bevo tanto, normale, direi un litro al giorno) ma soprattutto dopo essere andato in bagno ho sempre la sensazione di non essermi svuotato del tutto e mi rimane lo stimolo e succede spesso che dopo pochi minuti torno in bagno convinto di doverla rifare, ma esce poco o niente. Questo soprattutto la sera prima di dormire. Non metto in dubbio che la componente psicologica non aiuti, però ho la sensazione che non sia normale.
Non ho dolori e bruciori, il flusso il più delle volte é normale e "arriva" subito,
ma altre volte é palesemente piu fiacco e non arriva subito, come se volessi fare pipì io a tutti i costi (ma perché sento lo stimolo)

Ho effettuato un' ecografia addominale dalla quale é emersa una prostata leggermente piu grande, ma comunque nei valori considerati standard (non ricordo la dimensione perché non ho il referto, potrei sbagliare, mi pare fosse 40mm). Il mio medico ha pensato potessi avere una prostatite ma le analisi del sangue e delle urine sono tutto ok.

Non so se serva dirlo, ma soffro inoltre di rettocolite ulcerosa, in fase quiescente da qualche anno, ma con assunzione giornaliera di farmaci, e quindi effettuo regolarmente analisi del sangue e delle urine (2-3 volte l anno).

secondo voi é il caso di preoccuparsi e di farsi controllare meglio da un urologo?
Oppure cercare di non pensarci risolve? Alla mia età mi sembra un po precoce per avere problemi del genere. Grazie mille per la disponibilità

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

certo è arrivato forse il momento di sentire in diretta un bravo urologo od andrologo.

La sua situazione clinica è particolare e, in qualche modo, da considerare "complessa"; in questi casi, senza una valutazione clinica diretta, è purtroppo impossibile formulare una risposta corretta, cioè capire la causa del suo problema e dare quindi una indicazione su quali passi successivi fare sia a livello diagnostico ma soprattutto terapeutico.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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