Utente 512XXX
Buongiorno,
mi chiamo Alessandro, ho 50 anni e dopo anni di sofferenza causa prostatiti febbrili, cisititi e ricoveri ospedalieri ho deciso di operarmi di prostata sperando di migliorare la mia qualità di vita.
A questo punto mi trovo davanti a due tipi di intervento, laser Holep oppure laser verde, sarei grato se qualche urologo potesse farmi chiarezza della diversità dell'intervento, il mio obbiettivo sarebbe quello di pulire il più possibile la prostata, il mio dubbio rimane quello di sapere quale dei due interventi riesce a fare questo.
Questi sotto sono i referti di due ecografie transrettali e una risonanza con mdc
Ringrazio anticipatame
Prima ecografia "prostata aumentata di volume x2 ad ecostruttura diffusamente disomogenea con diametri rispettivamente di 27x45x30cm, presenza di numerosi foci di sclerosi calcifica periadenomatosa ed intradenomatosa,all'ecocolordoppler presenza di segnale colore ampiamente diffuso a tutta la ghiandola prostatica"
questo il risultato della seconda "vescica scarsamente distesa. Note di fibromatosi del lobo medio e calcificazioni periuretrali diffuse. Nei tessuti molli perighiandolari a livello dell'apice prostatico,sul versante destro, si rileva area di alterazione ecostrutturale tubulariforme a carattere ipo-anecogeno con minimi segnali di flusso vascolare periferico,di non univoca interpretazione(strutture vascolari parzialmente trombizzate?aree di flogosi perighiandolare?).
risonanza magnetica con contrasto col seguente referto"Prostata di dimensioni aumentate(diametro trasv. circa 5cm) a densità disomogenea in assenza di ascessualizzazione.Asimentria del plesso venoso periprostatico(dx>sin)A destra,dopo mdc,si apprezza piccola immagine tubuliforme ipointensa in tutte le sequenze compatibile con ectasia vascolare priva di flusso(gavacciolo venoso trombizzato.
Test di Stamey e dopo massaggio prostatico mi viene trovata ceppo ESBL+ germe sentinella.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Da quanto ci riferisce pare individuare una situazione di carattere infiammatorio cronico, piuttosto che tipicamente ostruttivo. Questo è coerente con la sua età relativamente giovane e con le dimensioni della prostata, certamente non eccessive. In questi casi le indicazioni operative vanno poste con estrema cautela, a pena di non ottenere un risultato soddisfacente. L'intervento, qualsiasi esso sia, ha principalmente uno scopo disostruttivo, teso quindi a facilitare il flusso di urina. Altri disturbi irritativi (es. dolore pelvico cronico) non si giovano dell'intervento e potrebbero pradosalmente anche peggiorare. Pertanto riterremmo essenziale che, prima di prendere qualsiasi iniziativa, gli accertamenti venissero completati con l'esecuzione di una indagine urodinamica (studio pressione/flusso) che oggettivi la presenza di una ostruzione significativa.
Ciò premesso, tutte le procedure disostruttive, classiche o mderne che siano, hanno risultati funzionali a distanza sostanzialmente simili. Gli interventi eseguiti con il laser permettono una degenza abbreviata, riducendo altresì sensibilmente la possibilità di sanguinamento ed il tempo di cateterizzazione. Con il laser "verde" (KTP) il tessuto prostatico eccedente viene vaporizzato , mentre la procedura con il laser Holmio (HOLEP) il tessuto viene asportato in blocchetti che poi vengono frammentati all'interno della vescica e quindi aspirati. Il secondo tipo di intervento in mani esperte rende possibile trattare prostate di qualsiasi dimensione, d'ogni modo questo non sarebbe il suo problema. Concludiamo quindi dicendo che, più che la procedura, è importante che il paziente scelga uno specialista in cui riponga fiducia, esperto in un tipo di intervento, quale esso sia.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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