Utente 493XXX
Gentili dottori, vi espongo brevemente la situazione che mi affligge da quasi un anno:
Ho ventuno anni, in seguito a un rapporto orale ricevuto senza protezioni (maggio 2018) dai giorni seguenti ho iniziato ad accusare vari disturbi tra cui aumento della minizione, sensazioni di perdite dall'uretra, fastidio al meato uretrale e dolore al testicolo sinistro.
Ho eseguito i seguenti esami:

-Esame urine: presenta peso specifico leggermente sopra la soglia massima, nessun sedimento e assenza di leucociti

-Urinocoltura: (germi comuni) NEGATIVA

-Tampone uretrale (germi comuni) ++ STAPHYLOCOCCUS HAEMOLYTICUS

-Tampone uretrale (Chlamydia t. PCR) NEGATIVO

-Tampone uretrale (Micoplasmi urogenitali) NEGATIVO

-Spermiocoltura (Chlamydia T. PCR) NEGATIVA

-Spermiocoltura (Batteri, miceti e protozoi) NEGATIVA

-Spermiocoltura (Ureaplasma Urealyticum) NEGATIVA

In data odierna la situazione è leggermente migliorata, il bruciore al meato uretrale è intermittente e indipendente dalla minizione ma sembra acutizzarsi dopo l'eiaculazione.
La sensazione simile a perdite uretrali è praticamente scomparsa (non ho mai avuto perdite effettive).

Il dolore al testicolo sinistro ha un andamento altalenante e sembra acutizzarsi specialmente quando sono seduto in macchina.
In momenti di ansia tutti i sintomi elencati tendono ad acutizzarsi.

Il glande si presenta leggermente arrossato intorno al meato uretrale ma anche questo arrossamento sembra essere altalenante.
Il referto dell'urologo presenta prostata molle congesta dolorabile.

Alla luce dei seguenti esami posso stare tranquillo sul fatto di non avere alcun tipo di malattia sessualmente trasmissibile o infezione? C'è qualche altro esame colturale che ho tralasciato? (per esempio la ricerca della Chlamydia sull'urina sarebbe un esame ridondante o potrebbe essere decisivo?)

Altra cosa, ho fatto anche degli esami per HIV e Epatite fortunatamente negativi. Il medico ha aggiunto anche esame per anticorpi Chlamydia, il centro analisi anziché Chlamydia trachomatis ha cercato Chlamydia Pneuomoniae e sono usciti dei risultati che forse possono essere rilevanti.
Tenendo conto che il rapporto non protetto è avvenuto a inizio maggio 2018:

-Esame eseguito in data (31-7-2018)
Ab. Anti Chlamydia P. (EIA) IgG 34,3 (sup 22 positivo)
Ab. Anti Chlamydia P. (EIA) IgM 2,1 (0-10 negativo)

-Esame eseguito in data (31-1-2019)
Ab. Anti Chlamydia P. (EIA) IgG 13,2 (sup 22 positivo)
Ab. Anti Chlamydia P. (EIA) IgM 4,2 (0-10 negativo)

Dato che non ho avuto nessun sintomo di infezione alle vie respiratorie mi chiedo: è possibile che questo tipo di Chlamydia interessi le vie urinarie? Oppure, cosa che ritengo più probabile, è possibile che gli anticorpi della Chlamydia T. vadano a "far muovere" i valori relativi alla Chlamydia P.? Se sì, potrebbe indicare un infezione avvenuta presumibilmente a maggio dato che il primo esame l'ho fatto a fine luglio?
Mi scuso per essermi dilungato e vi ringrazio sinceramente.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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I risultati della sierologia per la Clamidia sono poco o per nulla alterati, la positività comporta variazioni di gran lunga superiori. La ricerca della Clamidia sulle urine non ha nessun significato ulteriorese non è stata rilevata sul tampone e sul liquido seminale. In effetti anche quella isolata positività del tampone uretrale non ci comunica molte certezze, vsta la frequente possibilità di contaminazione, a meno che il tampone venga eseguito su una secrezione uretrale florida ed abbondante. In sintesi, riteniamo la sua attuale situazione come una comune irritazione prostatica a decorso prolungato. Essenziale in questi casi è mantenere uno stretto contatto con l'urologo di fiducia e, più che sui farmaci, far conto sulla modificazione migliorativa dello stile di vita, che deve essere improntato ad un generale equilibrio in ogni aspetto.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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