Utente 538XXX
Gentili dottori, sono una donna di 35 anni. Lo scorso dicembre al termine delle mestruazioni ho avuto un episodio di cistite manifestatosi con improvviso dolore e bruciore durante la minzione. Ho immediatamente iniziato a introdurre un maggior quantitativo di liquidi e ad assumere un integratore (Cistiflux), il giorno seguente i sintomi sono regrediti e ho proseguito come sopra. Nei giorni successivi non ho più avuto bruciore o dolore, ma verso sera quando urinavo sentivo ancora un po' di fastidio e le urine avevano un odore un po' più forte del solito. Dopo circa una settimana, un sabato, ho iniziato sin dal mattino con nausea e malessere generale, oltre a un lieve fastidio al basso ventre, quindi mi sono recata alla guardia medica.
Il medico mi ha visitata e mi ha prescritto di proseguire con gli integratori aggiungendo Monuril e dicendo che, data la lievità dei sintomi, poteva essere sufficiente l'assunzione di una sola bustina, quindi di iniziare quella sera la terapia e valutare poi l'indomani come mi fossi sentita.
Io ho seguito le indicazioni assumendo la sera stessa la prima dose di Monuril e sospendendolo l'indomani poichè i sintomi erano scomparsi. Ho poi proseguito con fermenti lattici per alcune settimane e il problema sembrava essere risolto.
Il mese successivo e anche quello dopo, sempre al termine delle mestruazioni, ho manifestato ancora sintomi di cistite che consistevano in un senso di irritazione che poi scompariva nel corso della giornata non appena bevevo di più.
Ieri mattina, sempre al termine delle mestruazioni, ho iniziato sin dal mattino ad avere fastidio, sensazione di dover continuamente urinare e brividi di freddo. Ho trascorso la mattina con questo fastidioso malessere assumendo molti liquidi e nel giro di qualche ora i sintomi sono regrediti, quindi mi sono recata dal mio medico curante, il quale sostiene che la terapia con Monuril prescrittami dalla guardia medica in quelle modalità si è rivelata deleteria avendo probabilmente creato una resistenza batterica, quindi mi ha prescritto Levofloxacina 500 mg per 10 giorni. Alla mia richiesta circa la necessità di fare una urinocoltura mi è stato risposto di intraprendere prima la terapia e, se i sintomi non fossero scomparsi, avremmo fatto un'indagine in tal senso.
Nella giornata di ieri non ho avuto modo di recarmi in farmacia ad acquistare l'antibiotico. Stamattina al risveglio ho avuto nuovamente i sintomi del giorno precedente che ora sono un po' migliorati sempre in seguito all'assunzione di liquidi. Stamane ho acquistato l'antibiotico che dovrei iniziare stasera, ma sinceramente sono un po' perplessa. Mi sembra una terapia un po' drastica avendo letto dal foglio illustrativo che si tratta di un antibiotico piuttosto forte, oltre al fatto che non ho nemmeno effettuato accertamenti in merito.
Ritenete che debba affidarmi a questa terapia o seguire un percorso differente, magari eseguendo prima una urinocoltura?
Ringraziando in anticipo porgo cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Dal punto di vista specialistico, se i disturbi non sono proprio terribili ... e non vi è febbre, sarebbe senz'altro meglio eseguire finalmente un esame delle urine con urocoltura prima di iniziare la terapia antibiotica. Il suo atteggiamento al comparire di disturbi vescicali è comunque sostanzialmente corretto, con gli antibiotici è giusto essere molto parsimoniosi e limitarne l'assunzione ai soli casi complicati (febbre, sanguinamento, altro) o con infezione comprivata dalla positività dell'urocoltura. Piuttosto, ci chiediamo quale sia la qualità della sua funziona intestinale, poiché questo fattore è spesso cruciale nel rischio di comparsa di infezioni delle basse vie urinarie.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 538XXX

Grazie dr. Piana per la Sua risposta.
Per quanto riguarda la funzione intestinale alterno periodi di regolarità a periodi di stitichezza. In questi giorni mi trovavo in un periodo di stipsi, anche se oggi sono riuscita a scaricarmi dopo aver aumentato il consumo di frutta e verdura e aver preso dei fermenti lattici.
Oggi i sintomi della cistite erano meno importanti, ma ancora percepibili. Ho ovviamente proseguito con il bere molto (anche più di 2 l al giorno).
A questo punto, quindi, converrebbe eseguire un urocoltura e decidere in base a quella il da farsi? Oppure c'è la possibilità che la cistite regredisca spontaneamente?
Cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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L'esame delle urine con urocoltura è sempre consigliabile. Comunque, come facilmente sospettabile, se non si impegna a migliorare la sua funzione intestinale, il problema delle cistiti recidivanti è indirizzato a non risolversi mai. Ovviamente la situazione non può essere auto-gestita, è indispensabile far riferimento ad un gastro-enterologo ed ad un nutrizionista.
Dr. Paolo Piana
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