Utente 540XXX
Buongiorno,
Scrivo per chiedere un consulto per un problema che mi sta affliggendo.
Il 28 febbraio di quest'anno ho subito un cesareo d'urgenza, dove purtroppo mi è stata lesionata la vescica.
La lesione è stata immediatamente suturata, ho trascorso i primi 5 o 6 giorni completamente allettata, dopodiché ho iniziato a provare ad alzarmi e a fare qualche passo.
Dopo circa 10 giorni dall'intervento, ho iniziato ad avere grandi perdite dal catetere; in pratica il catetere drenava poco, ed io urinavo quasi spontaneamente (sentivo la vescica contrarsi in modo molto forte e doloroso e mi rendevo conto di dover andare in bagno). Inoltre il catetere mi provocava anche dolore, soprattutto stando seduta.
L'ho fatto presente ai medici, che un giorno hanno provato a riposizionare il catetere. Mi aspettavo di non avere più perdite, ma invece sono continuate, tranne un paio di giorni in cui, stranamente erano sparite per poi ricominciare esattamente come prima.
Dopo 17 giorni mi dimettono dall'ospedale, sempre col catetere, e due giorni dopo vado a fare il controllo dall'urologo. Spiego che le perdite non si sono fermate, e mi sostituisce il catetere con uno addirittura più grande ( un 22).
La situazione non si risolve perché le perdite non diminuiscono ed inizio a non tollerare più il catetere a causa dei forti dolori che mi provoca, tanto che vado al pronto soccorso dove lo cambiano con un 16, che sopporto molto meglio.
Dopo un mese faccio una cistografia dalla quale si vede che la vescica non è completamente guarita e 2 giorni fa effettuo una cistoscopia che evidenzia una fistola di 4-5 mm che non si chiuderà da sola, quindi bisognerà rioperare.
Nel frattempo mi solo rivolta ad un altro urologo che vedrò nuovamente tra pochi giorni, ma volevo sapere se la comparsa della fistola è dovuta al fatto che il catetere mi ha sempre dato problemi e non ha mai drenato bene. Inoltre, quanto ci vorrà per guarire dopo l'intervento? Non sopporto davvero più il catetere, e voglio tornare come prima il più in fretta possibile.
Grazie mille in anticipo per il consulto.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Le lesioni vescicali, immediatamente suturate, tendono perlopiù ad avere una evoluzione spontanea positiva, a patto che la vescica non si distenda del tutto o quasi. La persistenza della lesione all’esame endoscopico porterebbe a pensare alla presenza di una fistola vescico-vaginale, diagnosi di cui lei però non ci parla. Solo se questa diagnosi è confermata vi sono indicazioni alla revisione chirurgica.
Per il resto, la presenza di stimoli e contrazioni vescicali in presenza di catetere può presentarsi anche solo per intolleranza al corpo estraneo , quindi con drenaggio efficiente. Il,catere di per sè non può occludere completamente l’uretra (specie quella femminile che è corta e molto compiacente), pertanto la contrazione vescicale può spingere facilmente l’urina a scendere tra il,catetere stesso e la parete dell’uretra. In questi casi l’urologo si accerta prima di tutto che il catetere sia pervio ed eventualmente lo sostituisce. Un calibro maggiore non serve tanto a fare tenuta , quanto piuttosto a scaricare meglio. Di per
loro, le contrazioni da intolleranza possono essere solo attenuate con farmaci opportuni, il resto è pazienza ed un certo adattamento che quasi sempre nel tempo si viene a creare. Se nel suo caso gli inciampi funzionali abbiano potuto condizionare il ritardo di consolidamento della vescica o lo sviluppo della fistola si può sospettare, ma non si potrà mai dimostrare con certezza.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 540XXX

In effetti mi hanno parlato di una fistola vescico - vaginale, mi spiace non averlo precisato.
La ringrazio molto per la gentilezza e la spiegazione fornita.