Utente 515XXX
Gentili dottori,
vorrei esporvi il mio caso.
Premesso che ho sempre avuto qualche problemino di DE (che credevo imputabile all'ansia), un paio d'anni fa ho iniziato una nuova relazione e la cosa si è fatta più seria, quindi mi sono rivolto ad un andrologo.
Per farla breve, ne è risultato che:
- il testosterone è/era normale ma "ai limiti inferiori", gli altri ormoni a posto;
- dall'ecocolor doppler dinamico è emerso qualche picco di fuga venosa, ma secondo l'urologo imputabile alla mia ansia del momento;
- su prescrizione dell'andrologo ho provato il Sildenafil con risultati eccellenti, anche con 25 mg. Risultati strepitosi anche con il Tadalafil, nessun risultato invece con l'Avanafil.

A valle di questi esami e prove, l'andrologo mi ha detto che probabilmente devo solo imparare a controllare l'ansia, ma non mi sembrava particolarmente convinto nemmeno lui; in particolare a più riprese mi ha fatto notare che le mie vene sono molto grosse e forse drenano il sangue troppo in fretta.

Grazie anche all'aiuto di uno psicologo sono riuscito a farmi coraggio e migliorare un po' le prestazioni: da quasi 2 anni riesco ad avere rapporti senza farmaci.
Rapporti che tuttavia non sono del tutto soddisfacenti, per i seguenti motivi:
- riesco a tenere 1 sola posizione (la missionaria), cambiarla è impensabile perché perdo immediatamente l'erezione e recuperarla è durissima (all'inizio era già un gran risultato, ma dopo 2 anni...);
- per riuscire a mantenere l'erezione devo muovermi molto velocemente e non fermarmi mai;
- a volte penso che il rapporto stia andando bene e poi mi accorgo che invece il mio pene è tornato flaccido e devo ricominciare da capo;
- non so se può essere utile, ma solitamente di sera vado abbastanza bene mentre di mattina riscontro molti più problemi.

Insomma, senza l'aiuto di Sildenafil o Tadalafil non riesco ad avere una vita sessuale pienamente felice.

Non riesco più ad evolvere da questo livello e comincio a nutrire seri dubbi sul fatto che la causa possa essere solo psicogena, anche perché fino alla penetrazione non mi sembra di essere così agitato.
In particolare ho notato una cosa che mi fa insospettire e soprattutto su questo vorrei avere il vostro parere: se quando sono da solo provo ad ottenere un'erezione mediante auto-stimolazione, non appena terminata quest'ultima il pene comincia immediatamente a sgonfiarsi (e in quel momento non sono certo in ansia). Non dovrebbe passare almeno una trentina di secondi?

Che cosa ritenete saggio fare a questo punto?
Provo a cambiare andrologo per sentire un altro parere?
In particolare mi piacerebbe sapere cosa pensate del comportamento del mio pene durante la masturbazione: non è strano che rimanga eretto solo se stimolato e cominci a tornare molle non appena smesso?
La causa di tutto questo non può essere quel testosterone ai limiti inferiori, forse un po' trascurato dal mio andrologo? O forse quelle vene così capienti notate anche da lui?
Grazie in anticipo per le risposte.

[#1] dopo  
Dr. Marco Fasbender Jacobitti

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Gentile utente,
se all'ecodoppler penieno è stata evidenziata una fuga venosa, questa non può essere causata da ansia o altro ma è una condizione anatomica organica. Fortunatamente riesce ad ottenere delle erezioni valide con il sildenafil o farmaci similari e questo è un fatto positivo e quindi non dobbiamo pensare a terapie sicuramente più invasive. Il percorso psico-sessuologico ovviamente le sarà sicuramente d'aiuto per migliorare la sessualità.
Cordialmente,
Marco Fasbender Jacobitti, MD
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[#2] dopo  
Utente 515XXX

Dottore,
grazie per la risposta ma penso di dover rettificare per evitare equivoci.

Io ho detto "fuga venosa" per semplificare, ma il referto dell'ecodoppler è stato esattamente il seguente:
"Si esegue l'esame in condizioni basali e dinamiche, dopo F.I.C. con 10 mcg di PGE1.
[...]
Si esegue il campionamento arterioso con Color Doppler Power a livello delle arterie cavernose a 5', 10', 20' e 30', dopo F.I.C. di PGE1, ottenendo picchi sistolici (PSV) apparentemente nei limiti (PSV > 30 cm/s), mentre i valori telediastolici (EDV) sono talora al di sopra dei limiti (EDV > 5 cm/s con R.I. 0.81).
Conclusioni: Non sono apparentemente visibili segni di deficit arterioso del circolo cavernoso, mentre sono presenti sporadici segni di accelerato scarico venoso (incompetenza veno-cavernosa) di presumibile origine prevalentemente funzionale."

L'urologo mi ha però verbalmente specificato che questi "sporadici segni di accelerato scarico venoso" erano quasi certamente dovuti all'adrenalina prodotta dalla mia evidente agitazione (in effetti durante l'esame ero tesissimo per il risultato) e che quindi secondo lui non ci sono problemi organici.
Che ne pensa?

Quanto al Sildenafil, posso confermare che quando lo assumevo (25 mg) l'erezione durava anche per 2 ore di rapporto e cambiando diverse volte posizione.

[#3] dopo  
Utente 515XXX

Salve,
non ho più ricevuto risposte.
Francamente non riesco a capire, alcuni andrologi mi dicono una cosa e altri l'opposto. Non capisco se il mio è solo un problema di ansia/distrazione o se c'è anche un problema fisico (fuga venosa? testosterone ai limiti inferiori?).
In particolare mi piacerebbe che qualcuno rispondesse al seguente quesito: è normale che il pene inizi a sgonfiarsi NON APPENA terminata la stimolazione? Se non è normale, questo presuppone per forza un problema fisico: dico bene?
Grazie mille e scusate per l'insistenza, ma vorrei capire.

[#4] dopo  
Dr. Marco Fasbender Jacobitti

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Gentile utente,
Le spiego meglio la situazione. Da ciò che ha raccontato e dal doppler lei soffre di disfunzione erettile dovuta ad una disfunzione veno-occlusiva (cosiddetta fuga venosa). Quindi ha una buona erezione ma la perde subito. L'ansia è generata dalle problematica che si riversa inevitabilmente anche sul rapporto di coppia è non è la causa primaria della disfunzione ma la possiamo considerare una concausa associata alla patologia vascolare che sicuramente è presente. Continui con i farmaci prescritti che le riescono a dare una valida erezione.
Cordialmente,
Marco Fasbender Jacobitti, MD
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[#5] dopo  
Utente 515XXX

Gentile dottore,
la ringrazio molto per la risposta, tuttavia provo a esporre meglio la mia perplessità perché forse non mi sono spiegato adeguatamente.

Quello che dice lei ha perfettamente senso: il problema è che si tratta esattamente dell'opposto di ciò che mi ha detto l'urologo che mi ha sottoposto all'ecodoppler.
Il dialogo con quest'ultimo, al termine dell'esame, è stato grossomodo il seguente:

Urologo: "Non si preoccupi, i picchi telediastolici che le scrivo nel referto sono dovuti certamente all'emozione dell'esame e non a cause organiche."
Io: "Dottore, ma da cosa deduce che sono dovuti all'ansia e non a qualcosa di organico?"
Urologo: "Dal fatto che sono picchi sporadici: se la causa fosse organica, la fuga sarebbe costante; il fatto che siano sporadici fa invece supporre che sia la sua ansia a farle rilasciare sostanze vaso-costrittrici come l'adrenalina che in quei momenti causano scarico accelerato".

Dunque, intendiamoci: io ormai sono disposto ad accettare di avere un problema fisico e sono certo che anche la mia compagna lo accetterà senza problemi (anche perché fortuna vuole che a me il Sildenafil offra risultati eccezionali, quindi l'idea di riprendere ad usarlo dopo tanto tempo non dispiace affatto).
E' soltanto che, come potrà ben capire, come paziente sono alquanto confuso sul fatto di avere ricevuto due pareri così opposti (il suo e quello dell'urologo).

Ad alimentare ulteriormente i miei dubbi è il fatto che (cosa che si evince anche dalla lettura di questo forum) perfino tra voi andrologi le opinioni sulla disfunzione veno-occlusiva sono molto diversificate.
Ad esempio il dott. Cavallini, suo collega che scrive su questo stesso forum, sostiene che tale disfunzione non esiste in quanto tale ma è solo conseguenza di problemi prevalentemente di natura psicogena. Lo stesso dottore sostiene che i pazienti, alla seconda/terza volta che eseguono l'esame, si abituano psicologicamente e i sintomi di fuga venosa spariscono.

Non è assolutamente mia intenzione mettervi in difficoltà l'uno con l'altro, ma sarebbe interessante capire come possano esistere due scuole di pensiero così opposte e quale sia la verità.

In conclusione, ritiene sia il caso di eseguire ulteriori accertamenti? Magari ripetendo l'ecocolor doppler (questa volta sarò certamente più tranquillo) per escludere la causa psicogena?
Se la disfunzione veno-occlusiva dovesse essere confermata, pensa che i farmaci mi potranno bastare per tutta la vita o il problema può migliorare/peggiorare?

Grazie mille e cordiali saluti.

[#6] dopo  
Dr. Marco Fasbender Jacobitti

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Gentile utente,
ogni medico ha la propria formazione e la propria esperienza professionale. Ad ogni modo, come già consigliato, continui ad utilizzare il farmaco prescritto dal collega senza soffermarsi troppo sul doppler.
Per quanto riguarda il futuro, non possiamo sapere se la patologia evolverà, rimarrà stabile o ci saranno dei miglioramenti. Sicuramente l'uso di farmaci vasoattivi la aiuterà molto, considerando il sildenafil non solo come un farmaco per avere un'erezione finalizzata ad un rapporto sessuale, ma anche come una vera e propria riabilitazione del pene.
Cordialmente,
Marco Fasbender Jacobitti, MD
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[#7] dopo  
Utente 515XXX

Va bene dottore, grazie. Credo che seguirò il suo consiglio.
Le pongo solo un'ultima domanda: leggo da alcune fonti che in caso di disfunzione veno-occlusiva possono essere utili vasoprotettori, flavonoidi ecc.
Conferma che è così? Potrebbe aver senso provare anche questa strada?