Utente 350XXX
Gentili cardiologi, Vi scrivo per conto di mia mamma, una signora di 64 anni, alta 1,55cm, peso corpropreo 50kg, che soffre di ipertensione da anni. Attualmente il trattamento farmacologico consta di due farmaci: LOBIDIUR (5 mg nebivololo + 12,5 mg idroclorotiazide) assunto la mattina alle ore 8:00 e il RAMIPRIL 10 mg assunto alle ore 20:00.
Questa combinazione le ha consentito di stare bene circa un mese, con valori pressori medi di 120 mmHg per la massima, mentre la minima non supera mai i 60 mmHg. Ultimamente la mattina si sveglia con forti capogiri che la costringono a letto l'intera giornata, dolori alla nuca, vertigini. Misurando la pressione, in tali circostanze, la massima si attesta, durante la prima misurazione intorno a 150mmHg; dopo qualche minuto sui 140 mmHg. Visto che non ha patologie renali presume che tali sintomi invalidanti siano imputabili ad un trattamento farmacologico ipertensivo inefficace.
Si chiede, pertanto,quale variazione del trattamento farmacologico possa suggerire al cardiologo. E' consigliabile intervenire aumentando il dosaggio del Nebivololo, o del diuretico oppure del solo RAMIPRIL? Il cardiologo ha proposto di aumentare solo il diuretico del LOBIDIUR passando a 25 mg.
Ci chiediamo se la quantità di idroclorotiazide giornaliera di 25 mg abbia effetti collaterali eccessivi e se non sia meglio, piuttosto, sostituire il RAMIPRIL 10 mg magari con il LISINOPRIL 10 mg aumentandone il dosaggio. Voi cosa suggerite? Grazie dell'attenzione

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Io,preferisco il,lisonopril od il quinapril al ramipril
Quest ultima è una eccellente molecola ma va assunta due volte al di.
I primi due invece hanno un. Effetto che perdura nelle 24ore

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#2] dopo  
Utente 350XXX

Grazie della risposta Dottore, suggerirò senz'altro il Lisinopril al cardiologo. Per quanto riguarda invece l'eventuale l'incremento del diuretico Idroclorotiazide da 12, 5 mg a 25 mg, è suggeribile evitarlo?

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Il diuretico a quei dosaggi puo avere effetti collaterali pericolosi
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[#4] dopo  
Utente 350XXX

Grazie ancora Dottore. Nel sostituire RAMIPRIL (zentiva) 10 mg, con il LISINOPRIL, il medico di base (il cardiologo in ferie è irreperibile) ci ha prescritto LISINOPRIL (zentiva) 20mg, dicendoci che della causa farmaceutica zentiva il lisinopril c'è solo da 5mg o 20 mg
e che 20mg di LISINOPRIL corrispondono a 10 mg di RAMIPRIL, e che quindi mia mamma può prendere una capsula di 20 mg di lisinopril ottenendo lo stesso identico effetto antiipertensivo.
Mi chiedo se sia vero che 20mg di LISINOPRIL siano esattamente equivalenti a 10 mg di RAMIPRIL.

[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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[#6] dopo  
Utente 350XXX

Grazie Dottore, sì il LISINOPRIL dura 24 ore e il RAMIPRIL 12. per questo stiamo cambiando farmaco.
Il dubbio è se nel sostituire 10 mg di RAMIPRIL al giorno con 20 mg di LISINOPRIL al giorno esageriamo e se non convenga piuttosto procedere gradualmente sostituendo 10 mg di RAMPRIL al dì con 10 mg di LISINOPRIL al dì

[#7] dopo  
Utente 350XXX

Cioè la domanda è questa: 10 mg di RAMIPRIL a quanti mg di LISINOPRIL corrispondono?

[#8] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Senta io per via internet non prescrivo terapie
Sarebbe stupidì oltre che proibito f
Dalle regole del sito

La saluto
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[#9] dopo  
Utente 350XXX

Salve Dottore, poichè il cardiologo di mia mamma è un ostinato sostenitore del Ramipril, quest'ultima ha continuato la terapia con LOBIDIUR 5 mg + Idroclorotiazide 12,5 mg al mattino e RAMIPRIL 10 mg la sera. Dopo l'ennesimo picco a 200 mmhg, il cardiologo si è finalmente deciso a prescriverle, in aggiunta, il NORVASC 5 mg.

Adesso assume, dunque, LOBIDIUR 5 mg e idroclorotiazide 12,5 mg alle 08:00 del mattino, RAMIPRIL 10 mg alle 17:00, NORVASC 5 mg alle 23:00, per un totale di tre pillole diverse.

Mi chiedo se in genere sia consigliabile assumere separatamente l'ace-inibitore dal calcioantagonista, uno il pomeriggio, l'altro la sera, oppure se sia preferibile assumerli contemporaneamente, in un unica capsula prima di andare a letto (ovviamente dopo aver assunto la mattina il betabloccante con diuretico).

[#10] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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somministrare il Ramipril in monodosa alle 17 e' una sciocchezza inaudita.
In ogni caso puo essere assunto assieme al Norvasc (ci sono prodotti che in una cpr contengono entrambi i principi)

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#11] dopo  
Utente 350XXX

Grazie infinite Dottore.
Quindi, se ho ben compreso, prendere il RAMIPRIL 10 mg monodose alle 17 è sciocco perché da un lato, a quell’ora, mia mamma è ancora coperta dal LOBIDIUR delle 08:00, dall’altro lato, il RAMIPRIL preso alle 17:00 esaurisce la sua efficacia dopo circa 10-12 ore, verso le 03:00 di notte.
Così facendo mia mamma dalle 04 di notte (orario in cui cessa l’efficacia pure del LOBIDIUR del mattino, che dura circa 20-24 ore) sarebbe protetta esclusivamente dal NORVASC 5 mg assunto alle 23:00.
Dunque, è piuttosto consigliabile l’assunzione contemporanea del calcioantagonista e dell’ace-inibitore prima di andare a coricarsi, in modo che coprano sinergicamente mia mamma, almeno, fino alle 10 del mattino successivo, quando, dopo 2 ore, inizierà a fare effetto la nuova capsula del LOBIDIUR delle 08. Ho tutto chiaro?

Può suggerirmi eccellenti farmaci che uniscono AMLODIPINA e RAMIPRIL da indicare al cardiologo?

[#12] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Ha compreso il concetto.
Non posso fornirle i nomi commerciali che del resto il suo cardiologo conosce perfettamente .
Inoltre in farmacia ci sono i farmaci generici proprio con il nome delle sostanze ( ramipril +amlodipina).

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#13] dopo  
Utente 350XXX

Grazie ancora Dottore. Ho un'ulteriore domanda. Ho notato che mia mamma, ha il viso gonfio da parecchi mesi, praticamente durante tutte le ore del giorno.
So che il viso gonfio è un sintomo di pressione alta non controllata, ma può anche essere un effetto dell'assunzione di ACE-inibitori.

Quando ha avuto il picco a 200, qualche giorno fa, ha assunto alcune gocce di Nifedicor (al quale ricorre solo in casi di picchi pressori) ed ha avuto lo stimolo di urinare parecchie volte in poco tempo. Il viso si è sgonfiato tornando normale.

Ora è tornato gonfio, mi chiedo se sia possibile capire la causa del gonfiore al viso e perchè, scientificamente, l'ipertensione provoca questo sintomo.

[#14] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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No guardi lei ha poche idee e per di più confuse...
Che il viso gonfio sia un segno di pressione alta è opinione sua .cosi come possa essere segno di azione degli Ace inibitori.

In piu il Nifedicor gocce va a saputo usare e non certo lasciato ad uso del paziente. Non ho parole

Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#15] dopo  
Utente 350XXX

Grazie della risposta, mi rincuora che il gonfiore al viso non sia imputabile direttamente all'ipertensione. Mi chiedo però se possa dipendere da ritenzione idrica derivante da uno scompenso cardiaco, anche perchè mia mamma ha spesso dispnea, mentre parla si affatica subito e tossisce molto spesso durante la notte, mentre dorme in posizione sdraiata.

Quindi, in caso di picchi pressori a 200 mmHg quale comportamento deve tenere di norma il paziente nell'impossibilità di reperire, nell'imminenza, il cardiologo?

[#16] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Lo scompenso cardiaco si manifesta con edemi declivi , epatomegslia , non con il viso gonfio.
In caso di crisi ipertensiva puo assumere un’ altra dose di beta bloccante o Ace inibitore, oppure nifedipina in gocce, deglutendole e non sublimguali

Cordialita

Cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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