Utente 427XXX
Salve dottori,

non so se questa sia la sezione giusta, in ogni caso, vi spiego...
Sono fin dalla nascita un soggetto ansioso, non per i pensieri, ma a livello somatico, cioè il mio corpo reagisce fortemente a qualsiasi fonte di stress o tensione.
Da 2 anni ho ansia forte e attacchi di panico, che sto controllando con l'Entact...

Però ho da sempre un problema che non ho mai inquadrato bene, cioè: in situazioni di particolare stress o concentrazione faccio dei movimenti senza rendermene conto, uno di questi è muovere la lingua, portarla verso la guancia, rotearla, ovviamente in modo rigido.
Me lo diceva spesso mia madre ma oggi me ne sono accorto io stesso perché da poco ho cominciato a suonare la chitarra, ho fatto un video in cui mi riprendevo mentre suonavo (ovviamente suonare mi porta stress e aumenta al massimo i livelli di tensione per la concentrazione), e rivedendo il video sono rimasto shockato, avevo la lingua che si muoveva tra le guance in continuazione! E la cosa strana è che non me ne sono mai accorto!

Un'altra cosa che faccio molto spesso (a volta senza accorgermene, a volte consciamente), è mordermi l'interno della bocca, la mucosa insomma, fino a farmi uscire anche il sangue.
Lo faccio fin da quando sono nato, soprattutto nei periodi di stress, ho quasi sempre la bocca piena di ferite. Premetto che non ho mai avuto atteggiamenti autolesionisti e mai lo farei, solo che per me è un antistress, mi viene spontaneo.

Ora però vorrei darci un taglio con queste cose, voi che idea vi siete fatti? Cosa potrei avere?
Deriva sempre dall'ansia e dalla mia predisposizione a "somatizzare" lo stress?
Ci sono delle soluzioni?

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Caro giovanotto,
mi complimento per la maniera dettagliata con cui ha descritto la fenomenologia del suo disturbo e per come abbia saputo porla in correlazione con i momenti di stress o comunque di ansia. Il suo è un movimento involontario di tipo "ticcoso" che è stato oramai codificato nei suoi automatismi motori. La risoluzione del problema passa attraverso un percorso di terapia associata con farmaci e con il riconoscimento dei fattori "stressogeni" allo scopo di poterli governare. Il mio consiglio è che si rivolga ad un Neurologo.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#2] dopo  
Utente 427XXX

Grazie per la sua risposta dottore!
Stavo notando che lei sta a Napoli (io sono di Salerno), quindi potrei anche pensare di venire da lei.
Ho bisogno solo di un'altra informazione: in cosa mi può dare sostegno il neurologo?
Perché ancora non mi è chiara la differenza con lo psichiatra.
Io ho uno psichiatra personale che cura la mia ansia, mi ha prescritto l'Entact (10 al giorno) e, solo al bisogno, il Lexotan che prendo in media un paio di volte al mese (5 o 10 gocce).
In più mi fa anche da psicologo in momenti particolarmente difficili della mia vita.

Quindi ho l'appoggio di uno psichiatra/psicologo ma non di un neurologo.
Voi dite che potrei rivolgermi a voi quindi per i problemi che ho scritto nel primo messaggio?
E poi, un neurologo può anche essermi di supporto per l'ansia?
Grazie mille!

PS: Non potrò venire immediatamente perché a fine mese devo operarmi, ma appena mi rimetterò, mi metterò in contatto con voi!

[#3] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Caro giovane corregionale,
innanzitutto grazie per la gentile valutazione.
Quando vuole mi contatti pure, sarò felice di poterle essere di aiuto per le sue necessità.
In bocca al lupo per quanto si accinge a fare.
Saluti affettuosi
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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