Utente 150XXX
Buongiorno.
Sono un uomo di 32 anni e da circa 6 mesi convivo con un problema che col passare del tempo è andato sempre più peggiorando.
Ad aprile ho iniziato ad avvertire un fastidio più o meno alla spalla/scapola sinistra, simile a quando si dice (credo erroneamente) di sentire come un nervo accavallato. Pensando comunque magari a un lieve torcicollo o all'aver dormito male per qualche giorno non ci ho badato, visto che spesso a causa di reflusso gastroesofageo dormo con più cuscini.
Col passare del tempo però il fastidio non è andato via, e si è man mano tramutato in dolore, associato anche ad intorpidimento e formicolio all'arto sinistro e principalmente alla mano.
Il dolore acuto si verificava quando piegavo il collo proprio verso sinistra.
Ho chiesto dapprima consulto a un fisioterapista, il quale ha ipotizzato un problema di ernia cervicale. Dopo avermi spiegato il tipo di problema, come avviene la compressione del o dei nervi, e cosa comportava la terapia da seguire, escludendo dapprima quella farmacologica, ho iniziato a fare qualche seduta di fisioterapia.
Scoraggiato dalla mancanza di risultati visto che lui stesso mi faceva fare una terapia molto blanda con una seduta a settimana, ho deciso di fare "di testa mia" una risonanza magnetica cervicale per vedere se realmente ci fossero ernie o altro. Risultato, non risultavano ernie. Il referto diceva questo: ".....Non si apprezzano alterazioni della cerniera cranio-vertebrale. I corpi vertebrali cervicali sono normoallineati ed hanno regolare segnale e morfologia. Regolare segnale e morfologia della corda midollare. Il canale spinale ha dimensioni conservate. Si segnala minima irregolarità osteodiscale delle limitanti somatiche tra C6-C7 con modica prevalenza laterale dx. E' conservato il profilo posteriore dei dischi intervertebrali. Non focalità erniarie."
Decido allora di recarmi presso un neurologo/fisiatra, che dopo visita ipotizza sindrome dello stretto toracico, prescrivendomi oltre a una lieve terapia farmacologica fatta perlopiù da integratori, degli esami quali RX torace e spalla, EMG arti superiori e RM spalla e braccio sx.
Faccio prima l'EMG, e il medico dice che a sx ho valori leggermente diversi che a dx ma non tali da giustificare una compressione nervosa. Preciso che ha analizzato nervo mediano e ulnare, un amico fisioterapista mi diceva che forse serviva anche il radiale (?), ma non entro in merito.
Faccio anche l'RX indicata, effettuata in più posizioni, ma anche questa non evidenzia irregolarità, probabilmente si voleva evidenziare se fossero presenti coste soprannumerarie.
Per l'RM, il medico di base si rifiuta di prescrivermela nonostante la richiesta del neurologo, prescrivendomi invece una visita ortopedica. Quindi se voglio completare gli esami, devo farlo pagando interamente una seconda RM comprendente tra l'altro 2 esami.
Non voglio scavalcare i medici che fin quì ho consultato, ma cos'altro posso fare per capire la natura del dolore e dell'intorpidimento?

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Signore,
da quanto ha riferito nel suo particolareggiato resoconto anamnestico sembra che il sospetto diagnostico sia incentrato sulla sindrome dello stretto toracico superiore, condizione clinica che è diagnosticata innanzitutto clinicamente attraverso manovre semeiologiche di tipo "provocativo" abbastanza specifiche (Test di Allen, di Wright, di Adson, etc.). Se la RX del torace non ha individuato anormalità ossee, la diagnosi può essere supportata dall'eco-colordoppler e nel caso di reperti dubbi anche da un esame angiografico sotto carico. La risonanza Magnetica può essere utile ma non è strettamente indicata.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#2] dopo  
Utente 150XXX

Buongiorno Dottore,
la ringrazio innanzitutto per la risposta.
Nei giorni scorsi mi sono sottoposto a ulteriori mi sono sottoposto a ulteriori visite e accertamenti.
Ho consultato innanzitutto un ulteriore neurologo, che dopo una visita mi ha detto che il dolore che avverto alla spalla e all'avambraccio quando piego il collo a sx o all'indietro non sono correlati con l'intorpidimento alla mano. Secondo lui alla spalla avrò un problema muscolo-tendineo, mentre l'intorpidimento alla mano è dovuto a un principio di tunnel carpale.
La cosa della diagnosi che mi lascia perplesso, è che quando io ho il formicolio alla mano, piegando il collo dalla parte opposta, ossia a destra, trovo sollievo e il formicolio svanisce. Ma il medico è rimasto del suo parere.
Un medico amico di famiglia, a cui ho invece descritto i sintomi, è andato subito a toccarmi un punto in prossimità della scapola in cui avverto principalmente i fastidi. Mi ha detto che da là passa il sovraspinato (o sovraspinoso) e che potrei avere una contrattura, ma anche lui non si spiega il formicolio alla mano.
Intanto, avevo già prenotato un'ulteriore RM al plesso brachiale e alla spalla sinistra, e i risultati della stessa hanno evidenziato una tendinosi del sovraspinoso, per cui un referto compatibile con il breve controllo che mi aveva fatto l'ultimo medico.
Nei prossimi giorni vedrò magari uno specialista della spalla per fare una visita più mirata, anche perchè fino a qua la cosa che più mi ha lasciato perplesso è che della miriade di esami sostenuti, tutti i medici si sono limitati a leggere il referto e nessuno di essi ha controllato visivamene le RM o la RX.
Nel caso in cui ci sia la "sola" tendinosi sia confermata, come è possibile giustificare il formicolio, a volte accompagnato da prurito, alla mano? Un fisioterapista mi ha detto che può capitare che in caso di tendinite, i tendini stessi diventino più "grossi" e che quindi magari vadano a comprimere un nervo che passa accanto. Ma una compressione a quel livello della scapola può effettivamente portarmi quei disturbi alla mano e il dolore all'esterno dell'avambraccio?
Grazie mille anticipatamente

[#3] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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No, non può essendo nettamente distinti i distretti interessati (plesso brachiale e muscoli della cuffia dei rotatori). Il problema risiede nelle radici spinali o al limite nel nervo mediano. E' il caso di capire un po' meglio il reperto EMG per il quale Lei ha riferito un risultato di non completa intelligibilità. A parte che un buon Neurologo è in grado dall'esame neurologico di distinguere se si tratti di una lesione radicolare o tronculare.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
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[#4] dopo  
Utente 150XXX

Dottore la ringrazio intanto per la celere risposta.
Le scrivo di seguito l'esito dell'esame EMG.

MUSCOLI ESPLORATI: Deltoide sn, bicipite brachiale sn, flessore radiale del carpo sn, estensori antibrachiali sn, l'interosseo dorsale mano sn.

ATTIVITA' A RIPOSO: assente

ATTIVITA' VOLONTARIA: PUM di ampiezza e durata normali con tracciato da sforzo proporzionale alla forza esplicata.

VELOCITA' DI CONDUZIONE NERVOSA

NERVO MEDIANO DS
Tratto: Polso-III dito
VCS amp (uV): 73
SAP lat dis (msec): 2.5

NERVO ULNARE DS
Tratto: Polso-V dito
VCS amp (uV): 60
SAP lat dis (msec): 2

NERVO MEDIANO SN
Tratto: Gomito-Polso
VCS m/sec: 58
VCS amp (uV): 60
SAP lat dis (msec): 2.4
VCM m/sec: 56
VCM amp (mV): 10
MAP lat dis (msec): 2.6

NERVO ULNARE SN
Tratto: Gomito-Polso
VCS m/sec: 57
VCS amp (uV): 55
SAP lat dis (msec): 2
VCM m/sec: 54
VCM amp (mV): 10
MAP lat dis (msec): 2.1


ESITO: Reperti elettrofisiologici in atto nei limiti della norma


Questo quanto indagato dall'EMG.
Documentandomi online, ho visto che non è stata condotta indagine del nervo radiale, che è quello che interessa appunto le prima 3 dita e che passa nella zona dell'avambraccio proprio in uno dei punti che mi provocano maggior dolore, in prossimità degli estensori.

Secondo lei sarebbe il caso di effettuare una nuova EMG specificando il controllo di quel nervo?