Utente 301XXX
Buongiorno gentili Medici, ho bisogno del vostro aiuto!!!
Sono moltissimi anni che accuso i classici sintomi delle seguenti patologie: Depressione, Fobia Sociale, Attacchi di Panico, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Dipendenza Sessuale.
Proprio per questo motivo non sono riuscito nemmeno a diplomarmi e ho avuto soltanto un'esperienza lavorativa durata circa un anno, che purtroppo si è conclusa con l'ennesimo tentativo di suicidio.
Da quel giorno ho deciso che la mia vita sarebbe dovuta cambiare! Ho iniziato a cercare i miei sintomi su Internet, a leggere decine di libri riguardanti le patologie sopra indicate, a frequentare chat, forum e siti di psicologia e psichiatria.
Sapevo benissimo che tutto ciò non sarebbe potuto bastare, quindi ho deciso di rivolgermi per la prima volta ad uno Psichiatra in carne e ossa.
Da quel momento credo di aver provato quasi tutti gli antidepressivi in commercio, principalmente SSRI... e soprattutto con i farmaci appartenenti a questa categoria ho avuto ottimi benefici sulla Depressione, sulla Fobia Sociale e sugli Attacchi di Panico. Per quanto riguarda la Dipendenza Sessuale mi hanno aiutato a ridurre la frequenza con cui sentivo il bisogno di masturbarmi e ricercare incontri occasionali, ma non ho mai sopportato il fortissimo ritardo dell'orgasmo che tali farmaci mi provocavano. Il problema più grande era il peggioramento di tutta la sintomatologia del D.O.C., peggioramento direttamente proporzionale al dosaggio dell'antidepressivo e alla durata della terapia.
Detto in parole semplici, più aumentavo il dosaggio e più il D.O.C. peggiorava... più andavo avanti con la terapia e più il D.O.C. peggiorava.
Da profano, comunque c'è qualcosa che non mi torna!!! Tutti gli Psichiatri a cui mi sono rivolto hanno sempre sostenuto che, almeno in teoria, dovrebbe accadere esattamente l'opposto. Nella maggior parte dei casi infatti il D.O.C. viene "curato" con alti dosaggi di SSRI o Triciclici e la terapia solitamente deve essere portata avanti per lunghi periodi.
Gli Psichiatri da cui sono stato in cura non hanno mai avuto pazienti che lamentavano questo peggioramento dei sintomi e si sono sempre meravigliati di ciò che gli riferivo. Anche navigando in Internet non ho MAI letto di casi simili al mio!
Comunque l'unico Psichiatra che ha saputo farmi una diagnosi precisa è stato l'ultimo a cui mi sono rivolto, da cui sono in cura tutt'ora.
La diagnosi che mi è stata fatta è di Depressione con componente Ossessivo-Compulsiva.
A Dicembre del 2010 mi ha fatto iniziare una cura con Zoloft 100 mg e 26 gocce di En due volte al giorno. Solo a Marzo del 2011 mi ha aumentato il dosaggio della Sertralina a 150 mg, mantenendo invariato quello di En.
Ad oggi la terapia non ha subito alcuna modifica e lo Psichiatra si ostina a mantenere questo dosaggio così alto di Zoloft nonostante i peggioramenti!!!
Qualcuno sa darmi delle spiegazioni?
Perchè solo a me accade questo?
Avete mai avuto esperienze simili?
Grazie davvero di cuore a tutti!!!

[#1]  
Dr. Matteo Preve

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Gentile Utente,
1) se il suo psichiatra, conoscendo la sua patologia, ha deciso di attuare uno schema terapeutico di questo tipo avrá le sue ragioni ed i suoi buoni motivi. Solo a lui é dato sapere se la terapia è giusta o meno riguardo alla sua sintomatologia, in quanto solo lui ha un idea completa del suo stato psicopatologico e quindi in maniera più completa può decidere la migliore strategia terapeutica per il suo quadro.
2) É vero che la terapia del disturbo ossessivo compulsivo si basa sugli SSRI e sui triciclici ma se quello che riferisce (cioè incremento della sintomatologia ossessiva all'incremento della posologia del farmaco SSRI) é vero, meriterebbe una attenta valutazione. Inoltre esistono nella letteratura scientifica dati sulla attivitá antiossessiva di altre classi di farmaci. Valutare se utilizarli nel suo caso specifico è solo di pertinenza del suo psichiatra.
3) oltre alla terapia faramcologica nel disturbo ossessivo compulsivo le linee guida consigliano anche la psicoterapia cognitivo comportamentale. si faccia consigliare dal suo psichiatra se nel suo caso potrebbe essere utile.
cordiali saluti.
Dr. Matteo Preve
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia Cognitiva

[#2] dopo  
Utente 301XXX

Grazie mille Dott. Preve!!!
Nella richiesta di consulto ho dimenticato di scrivere che sono in Psicoterapia da quasi 5 anni, anche se non ho mai capito bene di che tipo... visto che la Persona che mi segue è fondamentalmente una Psicanalista Junghiana che ha però anche altri tipi di specializzazioni.
Quando le chiedo che tipo di approccio utilizza con me, mi risponde che stiamo facendo Psicoterapia e non Psicanalisi e che quindi utilizza un approccio "misto".
Dato che è vietato inserire link, posso almeno riportare qui il suo curriculum in modo che possiate darmi un ultimo consiglio anche su questo?
Inoltre, se possibile, mi piacerebbe avere un vostro parere riguardo l'utilizzo prolungato di En gocce, visto che da due anni e mezzo ne assumo una dose abbastanza massiccia. Il mio Psichiatra continua a sostenere che le Benzodiazepine, in particolar modo En, possono essere assunte tranquillamente anche a vita, senza andare incontro a grossi problemi di assuefazione e dipendenza.
Ma io ho il terrore che nel lungo periodo possano provocarmi danni cognitivi!!! Che ne pensate?
Grazie ancora!!!

[#3]  
Dr. Matteo Preve

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Gentile Utente,
1) non è necessario inserire il curriculum della collega. Ritengo che se lei è motivato a fare la psicoterapia e se ha trovato un terapeuta con cui ha una buona relazione terapeutica può tranquillamente continuare il suo percorso.
2) il tipo di psicoterapia indicata nel disturbo ossessivo compulsivo secondo linee guida è la psicoterapia cognitivo comportamentale. Si faccia comunque spiegare dalla sua terapeuta che cosa è questo approccio "misto".
3) tutte le benzodiazepine possono dare fenomeni di tolleranza (vedi vocabolario) e dipendenza (vedi vocabolario) e nella sospensione sintomi astinenziali (vedi vocabolario). Ed è anche vero che ci sono delle benzodiazepine che provocano più tolleranza e dipendenza. Nel suo caso il delorazepam è una benzodiazepina a lunga emivita (vedi vocabolario) e risulta più semplice da sospendere rispetto ad altre benzodiazepine.
4) per quanto riguarda i problemi cognitivi indotti dalle benzodiazepine non ci sono dati certi in letteratura, anzi discordanti. La cosa importante è affidarsi al medico che la ha in carico che può valutare se è nel suo caso specifico continuare il delorazepam o meno.
Cordiali saluti.
Dr. Matteo Preve
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia Cognitiva

[#4] dopo  
Utente 301XXX

Grazie ancora Dott. Preve, è stato veramente gentile!!!

[#5] dopo  
Utente 301XXX

Buonasera Dott. Preve, Giovedì scorso sono andato dal mio Psichiatra e, visti gli ulteriori peggioramenti della componente ossessivo-compulsiva, finalmente ha deciso di farmi scalare Zoloft a 100 mg.
Adesso sono 3 giorni che assumo questo dosaggio e ho notato un lieve nervosismo e una ridotta durata del sonno.

1- Quanto durano solitamente questi fastidiosi sintomi dovuti alla riduzione?
2- Quanto tempo occorre prima che la "situazione" si ristabilizzi?
3- Sono sufficienti 2 anni e 3 mesi di Zoloft 150 mg per evitare ricadute almeno per quanto riguarda la depressione e la fobia sociale?
4- Sfogliando dei vecchi consulti, ho letto che uno Psichiatra diceva che in alcuni casi l'assunzione di dosi eccessive di SSRI (ad esempio 300 mg di Zoloft) può portare ad un peggioramento dei sintomi del D.O.C.
Non credo assolutamente che 150 mg siano eccessivi, ma è possibile che nel mio caso lo siano, data anche l'ipersensibilità che ho sempre avuto nei confronti dei farmaci psichiatrici?
5- Secondo Lei, 100 mg di Zoloft possono essere ritenuti un dosaggio efficace nel D.O.C.? Oppure lo sono soltanto perchè per più di 2 anni ho assunto un dosaggio superiore?

Grazie infinite!!!

[#6]  
Dr. Matteo Preve

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Gentile Utente,
1) la riduzione di sertralina da 150 mg a 100 mg non da sintomi da sospensione. I sintomi che lei descrive potrebbero semplicemente essere sintomi ansiosi.
2) Se sono solamente 3 giorni, dovrebbe almeno aspettare 2 settimane.
3) Le ricadute depressive possono comaprire a volte anche indipendentemente dalla terapia assunta. L'assumere la terapia ha una sua utilitá in quanto nei pazienti con terapia farmacologica le ricadute depressive, se compaiono, hanno durata inferiori rispetto a chi non assume la terapia.
4) Innanzi tutto 300 mg di setralina sono sovradosati, quindi prevalgono gli effetti collaterali sugli effetti terapeutici. Poi la terapia varia da persona a persona quindi é difficle fare dei paragoni.
5) La giusta posologia la valuta il medico che la segue in abse alle caratteristiche del suo disturbo.
Cordiali saluti.
Dr. Matteo Preve
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia Cognitiva

[#7] dopo  
Utente 301XXX

Buongiorno carissimo Dott. Preve,
ho dimenticato di dirLe una cosa molto importante: negli ultimi mesi di terapia con Zoloft avevo notato un bisogno di urinare molto più frequente, con abbondanti perdite notturne. Alcune notti addiririttura "me la sono fatta completamente addosso", ma è accaduto solo 2 o 3 volte. Premetto che non ho mai avvertito la sensazione di bocca secca (effetto collaterale tipico degli antidepressivi), quindi ho sempre assunto liquidi nella stessa quantità in cui li assumevo prima di riscontrare questo problema. Poichè ho sempre avuto la quasi certezza che il responsabile possa essere Zoloft, credevo e speravo che con una sua riduzione il problema si risolvesse o quantomeno migliorasse! Purtroppo nell'arco di questi ultimi 6 giorni, ho avuto ancora abbondanti perdite di urine per 3 notti, nonostante lo scalaggio. Può dipendere, come penso io, dalla Sertralina? Oppure sono le gocce di En a causarmi questo disagio? Mi devo preoccupare? Cosa posso fare per migliorare la situazione?
La ringrazio infinitamente per tutto quello che sta facendo!!!

[#8]  
Dr. Matteo Preve

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Gentile Utente,
la poliuria va valuatat nell'ambito di altri disturbi medici internistic in quanto gli effetti collaterali urologici della sertralina e del delorazepam non comprendono questo effetto collaterale. Ritengo opportuno che ne parli con il suo medico di famiglia in modo da inquadrarlo ed escludere cause fisiche (problemi endocrinologico metabolici, urologici, cardiovascolari).
Cordiali saluti.
Dr. Matteo Preve
Specialista in Psichiatria e Psicoterapia Cognitiva