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Ossessioni, ansia, depressione, paura

Salve gentili Dottori,
mi trovoo qui a scrivervi. In realtà ho scritto in passato ma nella sezione Psicologia ma ormai credo di essere all'estremo.
NOn avrei mai pensato di voler prendere dei farmaci, ne sono contraria. sutdio psicologia e mi sono sempre rifiutata di credere che la cura potesse essere costituite da un famaco ma la realtà è che non ce la faccio più. Sono arrivata al limite di me stessa e penso che da un momento all'altro crollerò definitivamente.
Sento un senso di cofusione, insoddisfazione che mi pervade. Mi sono licenziata dal mio lavoro a causa di alcune liti coi colleghi che non ho retto, adesso mi sento cattiva e sono ormai 4 anni che continuo a dire di star studiando per prendere la magistrale in psicologia ma effettivamente mi mancano 3 esami da 2 anni. Vao da una psicoterapeuta ma il mio cervello scoppia, ora più che mai. Piango, mi dispero, sono ossessivamente gelosa del mio ragazzo e non posso farglielo vedere altrimenti mi lascerebbe. Lui parte ogni settimana per lavoro, compreso fiere ed eventi dove è continuamente in compania di belle ragazze ed o muoio dentro, ognii giorno di più al solo pensiero. Dovremmo andare a vivere insieme ma non so più cosa fare. Un giorno si ed uno no, anzi meglio, un minuto prima vorrei poterlo lasciare perchè sto troppo male a causa del suo lavoro ed un minuto dopo soffro al solo pensiero di stare senza di lui e buttare tutto all' aria. Sento un qualcosa dentro che mi prende e mi pervade e non riesco a liberarmene.
Cosa devo fare? cosa ho? vi prego. aiutatemi! Sto anche avendo ideazioni suicidarie: penso di andare al mare e buttarmi nell'acqua fredda, o di lasciare la macchina accesa in un posto chiuso per potermi avvelenare ma poi sono troppo codarda e non lo faccio.
Aiutatemi per piacere
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Dr. Michele Patat Psichiatra, Psicoterapeuta 640 11
Gentile utente,
i farmaci non sono di per sé "buoni" o "cattivi", ma vanno utilizzati quando necessari.
Spesso la terapia farmacologica è indispensabile per ottenere una riduzione dei sintomi che migliori la qualità di vita della persona e che permetta di accedere alla psicoterapia nel modo migliore.
Mi sembra, leggendo le sue parole, che lei stessa si sia resa conto della necessità in questo momento di un supporto farmacologico.
A questo punto dovrebbe contattare uno psichiatra che possa confermarle direttamente i suoi dubbi ed eventualmente consigliarle la terapia più opportuna.
Cordiali saluti,

Dr. Michele Patat
https://www.medicitalia.it/michelepatat

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