Utente cancellato
Gentili Dottori,

Sono in cura da più di un anno con psichiatra e psicologo, perció ho fatto regolarmente una seduta a settimana più trattamento con antipsicotico (per fasi depressive/maniacali e allucinazioni visive). Ora mi sentivo meglio o più probabilmente ero in "mania". Lo psichiatra pensando stessi meglio mi ha tolto gradualmente il farmaco e ora i miei sintomi sono peggiorati, sto sveglia fino alle 5 del mattino per l'insonnia e l'agitazione. Il mio terapeuta ha trascorso un anno a farmi parlare del mio passato e ne vorrebbe sapere ancora. Sono stanca e sfiduciata. All'inizio era bello sfogarsi poi però... perde il senso. Quindi ho smesso inutilmente il farmaco e a giudicare da come mi sento direi che la terapia a indirizzo psicodinamico (con presunto emdr fatto una volta e poi misteriosamente abbandonato da parte sua) non ha avuto effetti.. ora mi sono rivolta a un centro di salute mentale ma pare che dovrò aspettare non si sa quanto perché non sono un caso grave. Sull'impegnativa c'é scritto solo "psicosi".. mi richiameranno prima o poi? O devo continuare a salassare la mia famiglia da specialisti privati? Come mai sono così "lenti"? Forse dipende dal fatto che sanno che sono già seguita? Non c'è modo di accelerare la cosa?

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Un disturbo bipolare trattato con una cura poi tolta (?) perché stava meglio, e prosecuzione di sedute per parlare del passato (?) con orientamento psicodinamico (?)

Decisamente un percorso anomalo con questa diagnosi.

Sulle tempistiche dei centri pubblici non ho la minima idea, che non sia un caso grave in termini di stato attuale è possibile, ma io mi farei impostare quanto prima una cura da qualcuno, visto che è un disturbo bipolare I senza terapia.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#2] dopo  
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dal 2018
La ringrazio per avermi risposto così velocemente. In realtà lo psicologo mi ha restituito la diagnosi di disturbo post traumatico e mi ha proposto di conseguenza una terapia adeguata ad esso, ovvero emdr. Questo perché in passato ho avuto delle difficoltà rilevanti anche se non ho mai sentito in cuor mio che il passato mi abbia condizionata o portata ad avere questi problemi di "umore". (Non mi dilungo)
Il mio problema infatti sono i forti sbalzi d'umore che mi impediscono di avere una vita "normale" e portare avanti dei progetti. Quando sono euforica sprizzo energia tanto da diventare nervosa e irritabile. Voglio fare tutto io! Poi divento depressa e il mio futuro improvvisamente è nero, nulla ha un senso. Poi di rado, per due o tre giorni mi "stabilizzo". L'antipsicotico fino a che l'ho assunto ha contenuto le allucinazioni. Mi sono sentita euforica per un periodo un po' più lungo (circa 1 mese), pensavo di star bene e ho concordato la sospensione con lo psichiatra. Invece mi ritrovo come prima.. per questo sto cercando un altro psichiatra al csm. Per avere un secondo parere. Dare una risposta ai miei dubbi. Non mi sono informata molto sulla mia diagnosi ma non mi serve leggere nulla per capire che la terapia non funziona. Perciò o è sbagliata la terapia o è sbagliata la diagnosi..

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Quel che riferisce ricorda più una sindrome bipolare.

Non capisco esattamente il post-traumatico (che non esclude comunque il bipolare), a quale trauma facciamo riferimento ?

Sospendere una cura per un disturbo bipolare con fasi psicotiche e anche recenti significa attendere la ricaduta.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#4] dopo  
479262

dal 2018
Dr. Pacini, la ringrazio per essersi interessato alla mia storia clinica.
Quando mi sono rivolta ad un centro specialistico, la prima psichiatra che mi ha ascoltata mi ha detto che avevo un leggero disturbo bipolare e doc. Mi ha mandata da un terapeuta con orientamento psicodinamico. Dopo pochi mesi di terapia sono stata io a dire al terapeuta che stavo male, non ce la facevo più. Allora mi ha messo in contatto con uno psichiatra il quale mi ha dato un antipsicotico a basso dosaggio. Inizialmente è andato bene ma nel tempo ha limitato l'euforia, togliendomi completamente la gioia. Mi è rimasta però la depressione a fasi.. il mio ragazzo mi ha descritta come "calma ma spenta". Ho proseguito la terapia psicologica. Ho domandato 2 o 3 volte quale fosse il mio disturbo e solo allora mi è stato detto Disturbo post traumatico. Ho chiesto perchè mi fosse inizialmente stato detto Disturbo bipolare e doc e il mio terapeuta è apparso stranito, come se non ne sapesse nulla. Mi sono comunque fidata e ho pensato che indagando avesse semplicemente stabilito che non sono nè bipolare nè ossessivo-compulsiva. Mi è stato chiesto di scrivere dei ricordi per me disturbanti. Da più giovane, piú di dieci anni fa, per esempio, ho avuto un disturbo dell'alimentazione dal quale sono uscita senza il supporto di nessun medico. Non le faccio un elenco ma per me é sempre stato normale dispiacermi se qualcuno mi faceva ripensare al passato. Non sono certamente dei ricordi felici anche se poi conclusi positivamente. Se piangevo dal terapeuta non era per il ricordo in se stesso ma perchè le mie emozioni sono alterate. Quando mi sento depressa ad esempio, piango per qualunque cosa. Almeno, io mi sento così.
La mia storia più recente è: ho sospeso il farmaco perché da poco più di un mese mi sentivo perfettamente capace di stare senza. Naturalmente con l'autorizzazione del mio psichiatra. Non saprei descriverle come mi sento esattamente oggi, però posso dirle che ho avuto un episodio di paura (immaginando che un'ombra fosse una presenza) durato solo qualche minuto ma intenso. E poi mi è passato per la testa "e se il mio ragazzo non esistesse? Dovrei chiamarlo per esserne sicura", distaccandomi per pochi secondi dalla realtà. Io mi rendo perfettamente conto che tutto questo non ha senso, non è razionale. Però succede e questo mi rende oltretutto asociale, isolata, perché mi fa sentire strana e diversa. Vorrei solo trovare un buon medico che mi indicasse la strada da seguire. Grazie per avermi ascoltata.

[#5]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Quello che non ho capito è se lo psichiatra che le ha ridotto l'antipsicotico è al corrente del fatto che non sta bene. Può succedere che un tentativo del genere non vada a buon fine, ma è possibile tornare indietro o valutare una terapia farmacologica alternativa.
Se lo psichiatra che l'ha curata finora non sapesse niente, sarebbe non solo più corretto, ma anche più utile per lei informarlo, il rischio di una ricaduta come diceva il collega è alto.
Franca Scapellato

[#6] dopo  
479262

dal 2018
Buona sera Dottoressa,

Naturalmente ho avvisato il mio psichiatra. Non avendo mai ricevuto un numero di telefono ma solo la sua email di lavoro, gli ho scritto per aggiornarlo e sto attendendo una risposta per avere indicazioni o un appuntamento.
A parte questo, ho contattato il csm per i motivi sopra citati, per avere un secondo confronto.

[#7]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Capisco, saluti.
Franca Scapellato