Utente 199XXX
Buongiorno. Ho sospeso un anno fa citalopram dopo anni di assunzione. Iniziai a prenderlo a 26 anni,seguita da psichiatra causa inizio attacchi di panico e conseguente leggera depressione ansiosa. Dopo un mese rinata. Continuo per anni al dosaggio di otto gocce e sto sempre bene, pur mantenendo il mio carattere tendente all'ansia. Rimango incinta,sospendo bruscamente e tutto benissimo. All'anno di vita di mio figlio ricaduta e ansia da lì il medico mi consiglia di iniziare ad assumerlo nuovamente. Tutto bene. Un anno fa decido di sospenderlo dato il mio benessere e dato che ormai lo assumevo a dosi omeopatiche, 3,4 gocce. Lo sospendo più che gradualmente e da lì inizio a stare male ma non ansia. Tristezza,risvegli precoci,sobbalzavo ai suoni inaspettati. Resisto e do' la colpa alla sospensione. Poi bene per mesi. Ora da un mese crollo totale. Attacchi di panico al lavoro ingestibili,tremendi,paura di impazzire,ogni notte risveglio alle quattro con un angoscia immotivata. Su consiglio medico inizio nuovamente citalopram da due settimane. Inizio con due gocce ora sono a sei con obbiettivo otto. Vado sempre piano perché all'inizio mi sembra di impazzire. Le domande sono tre: perché le prime settimane di assunzione mi creano ansia maggiore,confusione, terrore, brividi e calore? È normale? Secondo voi a questo punto dovrò continuare a vita questo farmaco? Che senso ha sospenderlo se poi ho sempre ricadute sempre più forti e ri-iniziarlo è un incubo per gli effetti collaterali?Quali effetti può avere sul cervello e sul corpo assumere questi farmaci a tempo indeterminato? Vi ringrazio.

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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L'uso continuativo del farmaco non porta a conseguenze particolari.

Il problema delle ricadute va invece ricercato nel trattamento prolungato a dosaggi non terapeutici che non agiscono in modo completo sulla ristabilizzazione in ambito centrale, caratteristica di funzionamento del farmaco.


Eventualmente andrebbero provate anche alternative terapeutiche o trattamenti adatti alla evoluzione della patologia.

Dr. F. S. Ruggiero


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[#2] dopo  
Utente 199XXX

Grazie mille per la risposta. Secondo lei otto gocce come mi è stato consigliato sono un dosaggio terapeutico? Nel bugiardino viene indicata come dose per ansia e panico. Se sto bene con otto gocce secondo lei continuo così o dovrei aumentare per evitare ricadute. Le chiedo un consiglio perché io mi rivolgo al mio medico di base per avere una visita psichiatrica di controllo e lui mi risponde che non è necessario avendo già avuto una diagnosi e una cura.

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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La visita psichiatrica è indispensabile e dirimente.

Il fatto che lei abbia avuto una diagnosi ed una cura non implica che non debba fare controlli specialistici nonché che possa essere variata la terapia secondo i sintomi nuovi che si presentano.

Otto gocce è un dosaggio non terapeutico
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[#4] dopo  
Utente 199XXX

Grazie mille dottor.Ruggiero per la risposta. Sono stata pochi giorni fa dal mio medico di base chiedendo una visita psichiatrica e la sua risposta è stata che la mia storia parla da sé e se con il citalopram sto bene avanti tutta! Semmai mi ha detto che mi manderà dallo psichiatra solo per la sospensione del farmaco....piu avanti. Sarà la crisi economica del sistema sanitario ma ho avuto la sensazione di una politica al risparmio delegando tutto o quasi al medico di base. Ma se otto gocce non è un dosaggio terapeutico mi chiedo perché lo psichiatra anni fa mi avesse detto di fermarmi a quel dosaggio.... E perché la casa farmaceutica per disturbi d'ansia consiglia 8 gocce che equivalgono a 20mg
come dose per il disturbo? Secondo la sua esperienza in casi di disturbi d'ansia quale è il dosaggio che consiglia? La ringrazio ancora.