Utente 474XXX
Buonasera,
circa un anno fa, chiesi un consulto on-line. Difficile da spiegare come mi sento rileggendo quel consulto, perchè pensavo che tutto si era risolto, invece nulla. L'anno scorso, sempre nel periodo invenrnale ho avuti problemi riguardante l'ansia. Feci un trattamento di quasi un anno a base di Paroxetina, che all'apparenza mi fece stare bene, ma che ha solo diminuito i sintomi ansiosi. Bene, dopo quasi un anno di terapia eccomi qua, di nuovo con lo stesso problema. Pensieri ossessivi riguardante la pazzia, forte senso di irrealtà (che va e viene), panico e un senso di inutilità che mi tormenta.
All'inizio di questo mese, avevo già percepito che le cose stavano degenerando, ma credevo che fosse solo il periodo che mi ricordava l'anno precedente, quindi non ho dato peso alla situazione. Qualche giorno fa ritornai dallo psichiatra che mi ha dato la mitrazepina 30mg da prendere la sera. Errore grave.
L'indomani che mi svegliai, l'effetto della pillola non era svanita. Ero spossato, stanco, confuso, perso in una marea di pensieri che rigurdavano crisi esistenziali, quindi un problema che evito ogni volta che posso perchè mi crea un disagio enorme.
Tralasciando tutto, il medico mi ha detto che non dovevo preoccuparmi perchè la cosa sarebbe passata in qualche giorno. La mia domanda è:
Essendo un periodo dell'anno così buia e svogliante, può essere che tutto ciò dipenda dalle variazioni climatiche? cioè un male autunnale?.
e un'altra domanda è: come si può sconfiggere la derealizzazione? perchè è questa sensazione che mi fa credere pazzo, perchè quando non era presente, era tutto apposto. Invece adesso che è presente, rimugino continuamente sulla possibilità che possa diventare pazzo, di perdere il contatto con la realtà, di poter fare del male a qualcuno o a me stesso, di poter fare qualcosa di sbagliato o bizzarro e cose simili.
Grazie in anticipo per le risposte.

[#1] dopo  
Dr. Mario Savino

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La paroxetina controlla i sintomi ansiosi ma, come quasi tutti i farmaci esclusi gli antibiotici e pochi altri, non "estirpa" il disturbo, lo cura.
Se lei avesse la pressione alta potrebbe curarla con dei farmaci che però, se sospesi, permetterebbero ai valori della pressione sanguigna di tornare alti.
Lei non impazzirà per la derealizzazione e il panico, questa preoccupazione è frequente ma immotivata. Deve invece decidere se curare o meno il disturbo. La durata della cura dipende dalle caratteristiche di decorso del disturbo: se cronico va curato a vita, se episodico ricorrente con periodi di benessere può assumere la cura solo quando serve.
Non credo che la Mirtazapina possa aiutarla un granché e, sicuramente non eliminerà il disturbo definitivamente dopo un ciclo di terapia. La paroxetina è solitamente più efficace.
Mario Savino
medico
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[#2] dopo  
Utente 474XXX

Bene, ma non benissimo. Non benissimo perchè molti della mia famiglia soffrono di ansia, depressione e dipendenza da alcool. Essendo, secondo il medico, un fattore ereditario, a livello nevrotico e non psicotico, come apunto ha definito il medico psichiatra, le probabilità che la malattia sia cronica ha un valore elevato, visto che la predisposizione nevrotica basata sui geni è molto accentuata quindi presente da sempre, sin da piccolo, con le mie idee ansiogene e ansia da separazione.
Fatto sta, che tempo fa (2013) feci qualche tiro di uno spinello che mi ha scombussolato la mente, cioè è da allora che l'ansia è presente in modo assillante e ossessiva. Quella fu la volta che ho fatto scatenare tutta questa reazione.
Prima dello spinello, avevo comunque problemi circa l'ansia e nervosismo generale, però che s'inquadrava solo all'interno della famiglia, e non al di fuori.
Ho sempre avuto comunque dilemmi esistenziali sin da bambino, ed ho sempre avuto una vaga idea di essere dierso dagli'altri, e non ho mai rispost al dilemma della diversità, ma anche adesso. Riesco ad integrarmi perfettamente in qualsiasi gruppo di amici, ma anche se sono circondato da decine di persone, sento un vuoto dentro, che non so come riempire.
Comunque grazie mille della risposta veloce e formale.

[#3] dopo  
Dr. Mario Savino

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Formale perché, non conoscendola, ci è impedito di personalizzare troppo il parere. Mi dispiace
Mario Savino
medico
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