Utente 472XXX
Premessa: ho 35 anni da 5 anni soffro di ansia in cura citalopram 60mg/giorno, xanax 3mg/giorno. Il lavoro è l'ambito in cui tutta l ansia è attaccata a volte sembra impossibile riuscire a mantenere il posto di lavoro, poi miracolosamente riesco a stare aggrappato.
Ora che è un periodo un po di calma (l'ansia ti prende e ti lascia quando vuole lei), riesco a vedere un vuoto enorme attorno a me.
In questi 5 anni mi sono ammalato per paura di stare al passo col lavoro, mi sono roso il fegato per episodi omofobi nell'ingresso lavorativo, ho svuotato la mia vita, relegandola alla sola ansia di stare e mantenere un lavoro con il pensiero malato e ossessivo tra il desiderio di dimettersi e stare.....
Ma mi guardo attorno e il mondo cambia, è cambiato in questi anni, tanti amici sono diventati madri o padri, tanti hanno intrapreso passioni sportive, teatrali, in questi anni tutti si sono formati ( non lavorativamente ma personalmente ), hanno dedicato il tempo a se stessi, a vivere i propri momenti.
Io non ce l ho fatta. E' come se fossi stato imprigionato.
non ho passioni, e se cerco di dare il via a una passione questa mi mostra subito il lato difficile.(la costanza, la tenacia, la disponibilità ad esporsi agli altri, i fattori ansiosi). Non riesco ad avere costanza in niente. Mi stupisco che riesco a mantenere un lavoro.
La diagnosi che ho è sintomi ansiosi-depressivi. Sono seguito da uno psichiatra una volta al mese.
Fatico a uscirne.
Tutto qua, mi piacerebbe un consiglio.
E riprendere la mia vita in mano.
Non esiste la bacchetta magica, ma se capisco cosa non va in me forse potrei aiutarmi.

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Portuesi

28% attività
20% attualità
16% socialità
PINEROLO (TO)

Rank MI+ 64
Iscritto dal 2007
Dalla sua lettera posso evincere che un approccio psicoterapeutico potrebbe essere indicato. Suggerirei approcci che lavorino senza limiti di tempo. Lei non sembra avere problemi " focalizzati" ma al momento diffusi. Tenga presente che lei fa una terapia farmacologica a dosaggi elevati, sulla quale ovviamente non posso dare giudizi e che non è da interrompere dall' ' oggi al domani ne si può pensare di abbassarla con una psicoterapia, ma che magari non basta perché lei non ha solo " sintomi" focalizzati psichiatrici.
Dr Giovanni Portuesi

[#2] dopo  
Utente 472XXX

Capisco dalla sua risposta che ritiene i dosaggi elevati, ed è anche da tempo la il mio dubbio.
Quest'anno oltre all' appuntamento mensile con lo psichiatra ho affiancato una psicoterapia comportamentale con incontro settimanale.
L'ho mollata ora per i costi eccessivi, e forse perché in una valutazione costi benefici ho considerato sfavorevole.

Non so se caratterialmente ho dei limiti nel farmi aiutare. Di fatto non riesco a dare fiducia a chi mi segue anche in una terapia, o comunque è mio tipico per me mettere mettere in discussione efficacia di cure, come se non mi fidassi più di chi mi propone ricette facili per stare bene, e quindi sono un po da solo anche da un lato terapeutico.
Come dice lei non ho sintomi focalizzati, ma diffusi. Mi piacerebbe capire in che percentuale sono paranoie, ossessioni, ansie, disturbi traumatici e come lavorare su ogni punto.
Capisco la bacchetta magica non esiste.
Grazie