Aiutatemi a capire cosa fare, ipocondria

Salve ho 25 anni e da 2 anni lotto con ipocondria intensa.
In questi 2 anni ci sono stati periodi dove sembravo guarito e altri che mi sembrano senza via di uscita, ora mi trovo in uno di questi periodi.
Ho ricominciato una psicoterapia comportamentale che mi sta facendo capire le cause del l'ipocondria dopo aver abbandonato la terapia breve strategica che si alleviava I sintomi ma in ogni momento più pressante dovevo fare tutto da capo.
So che queste terapie richiedono tempo specie se non affiancate a farmaci, ma voglio evitarli perché conoscendomi mi affiderei solo a loro senza far niente per risolvere i problemi alla base.
Le mie domande sono queste: sto prendendo magnesio supremo per un po' di carica e la melatonina da un paio di giorni per risolvere i problemi di insonnia che ho da un paio di settimane, ma nonostante la notte riesco a dormire il giorno dopo mi sento più stanco e spossato che di quando non dormo bene.
Può essere l'effetto della melatonina a crearmi questo disagio o è un'altra trappola mentale?
Spesso durante le giornate sento pizzicori al viso (più sensibile anche al tatto) , dietro la testa, spalle distrutte, può essere cervicale?
Il problema è che evito di chiamare il medico proprio per non assecondare l'ipocondria, ma se avessi anche un disturbo curabile come una cervicale come posso curarmi se non viene diagnosticata?
I sintomi fisici dell'ansia non mi fanno capire quali meritano una cura e quali devo sol aspettare che passino con l'ansia, questo è il mio grande scoglio.
Grazie in anticipo.
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Dr. Francesco Saverio Ruggiero Psichiatra, Psicoterapeuta 34k 830 50
Il suo disturbo si cura con terapie accreditate e validate per cui è opportuno che si faccia valutare seriamente.


Dr. F. S. Ruggiero


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dopo
Utente
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Grazie della rapida risposta, ma non ho capito bene la risposta. Cioè il fatto che sto facendo questa terapia non è una cura seria? E se no come faccio a farmi valutare seriamente?
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
"ma voglio evitarli perché conoscendomi mi affiderei solo a loro senza far niente per risolvere i problemi alla base."

No, questo è un concetto sbagliato però, da dove lo ha ricavato, spero non dalle psicoterapie, perché è il contrario: psicoterapia e terapia farmacologica sono convergenti.
Il concetto della terapia psicologica che va a fondo mentre la farmacologica resta in superficie è una sciocchezza che mi parrebbe strana se ricavata da una contesto cognitivo-comportamentale.

" sintomi fisici dell'ansia non mi fanno capire quali meritano una cura e quali devo sol aspettare che passino con l'ansia" . Nell'ipocondria di solito c'è una visione invertita: se mi passano i sintomi, mi passa l'ansia. Invece se passa l'ansia, non ci sono più i sintomi (neanche "passano", non ci sono).

Dr.Matteo Pacini
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Utente
Utente
Scusi dottore mi sono spiegato male. Forse è anche importante accennare qualcosa da come è nato tutto. Dopo un attacco di panico 2 anni fa pian piano mi son convinto di avere problemi cardiaci al punto che mi ero bloccato. Nemmeno più le scale o una passeggiata facevo. Poi grazie il lock down(strano a dirsi) che mi ha fatto riposare e varie sedute da uno psicologo mi sono ripreso quasi del tutto. Da dicembre ci sono ricaduto quasi come prima. Io sento che i sintomi sono reali e sono preoccupato da morire, ma dalla mia esperienza so (e spero) che può essere l'ansia come in passato e che curando questa tutti i sintomi passano come allora. Però come dice lei i sintomi mi creano l'ansia (infatti i sintomi descritti sopra mi fanno pensare di essere in procinto di un ictus). Ma se tutto ciò fosse "solo" una cervicale? Mi porterei i sintomi avanti per parecchio tempo con connessa ansia senza risolvere il problema. Questo è ciò che intendevo. Per quanto riguarda l'assunzione di farmaci il mio psicoterapeuta non si è mai espresso in merito e so che integrare le 2 cose è il miglior modo di proseguire. Ma se facendo così iniziassi ad affidarmi solo al farmaco? Conosco tante persone che vanno avanti a Xanax senza sapere nemmeno perché stanno male. Prendono il farmaco e si accontentano di stare meglio. Tra l'altro avendo una sospetta aritmia (mai diagnosticata ma da controllare) mi hanno sconsigliato parecchi psicotropi.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
Ma questi ragionamenti contengono una serie di passaggi ad hoc, che sono messi in modo tale da far tornare un discorso ma in realtà sono sbagliato o incompleti.
Ad esempio, perchè "i farmaci" dovrebbero essere rappresentati dallo xanax ? Quello è un tipo.
Poi, perché affidarsi ad un farmaco dovrebbe non essere una cosa corretta ?
E perché "accontentarsi di stare meglio" è una cosa che non va.
Perché si dà per scontato che si possa star meglio completamente in una maniera x non identificata e poi si critica che un farmaco che magari fa star bene al.'80% è insoddisfacente.

La risposta a tutto ciò è che quando si ragiona di psichiatria, non si ragiona sul cervello, lo si fa come se si prendesse in considerazione il cervello "anche", ma sostanzialmente qualcos'altro e di più importante che invece guarisce da solo, non si ammala e risponde a delle sollecitazioni per vie oscure e immateriali.

Dr.Matteo Pacini
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Utente
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Dottore non dico che affidarsi ai farmaci non sia la cosa corretta, anzi credo siano molto utili. Ma dato che fino a 2 anni fa ero la persona più felice di questo mondo, non voglio che per colpa di questo momento inizio a prendere farmaci per sempre. Purtroppo ho conosciuto persone che hanno fatto così e adesso non vivono più senza farmaci e si sono trasformati a livello fisico ed emotivo. Ho paura che diventi anche il mio caso. Ho parlato di Xanax perché è ciò che conosco. In ogni caso se ho scritto qui non è perché penso che ciò che dico sia giusto, ma proprio per avere delucidazioni su che strade prendere. Comunque grazie delle vostre risposte.
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Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 35k 861 226
Ma il "per sempre" ce lo aggiunge Lei per nessun altro motivo se non per uno stato ansioso. E anche se qualcuno ne ha bisogno "per sempre", la questione è che evidentemente senza starebbe male. Ma non giova far ragionamenti su altri. E in ogni caso lo xanax non è il prototipo del farmaco che si usa a lungo nel tempo, per cui anche in quest'ottica non sarebbe il modello a cui far riferimento per immaginarsi qualcosa.

Dr.Matteo Pacini
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