Paura di non reagire all'ansia

Salve dottori, vi scrivo perchè è ormai da parecchi giorni che soffro una condizione di ansia e angoscia indescrivibile...Preparo ormai da parecchio l ultimo esame dell università che ho atteso con moltissima aspettativa essendo uno studente scrupoloso ma anche brillante.
Dalla fine di giugno però,complici alcuni disturbi di salute,il caldo, e il passare dei giorni che mi hanno concentrato nonchè la mole di programma che obiettivamente impedisce di essere mai del tutto sicuri, ho cominciato ad avere dapprima alcuni fenomeni di insonnia con ansia e dopo dei veri attacchi d'ansia prolungati lungo quasi tutta la giornata con nausea e debolezza.
E' come se mi fossi autoimposto di non farcela e cosi interpreto ogni sintomo come sintomo del ritorno dell'ansia e temo le conseguenze spiacevoli che impediscono obiettivamente di avere energia per poter studiare cosi l'esame si fa sempre più difficile e si alimenta un circolo vizioso terribile.
Avendo gia avuto periodi d'ansia forte cerco di fare tesoro dell'esperienza fatta e di non ricadere sugli stessi errori per cui cerco di non cercare rassicurazioni o di non pormi dubbi eccessivi,di accettarmi ma difatto ho bisogno di aiuto perchè da solo rischio di avvitarmi su me stesso e basta. Non so cosa fare perchè non riesco a gestirla come prima,e ogni tentativo di placarla si rivela inutile anzi ho timore di peggiorarmi la situazione e questo timore è ancora piu dannoso.
E' necessario scacciare i pensieri negativi e reagire o invece al contrario accettare l'ansia e lasciarla fluire con serenità?
la cosa peggiore è che sento un profondo senso di solitudine che mi spaventa ulteriormente a volte mi sto sentendo incapace di reagire e depresso e l'unico modo per stare meglio è darmi la carica e ricordarmi che son forte,quindi non calmarmi...sta incidendo sulla mia autostima anche perchè mi son allontanato da chi non mi capisce e sto uscendo poco quindi mi sento solo..e ho paura di andare in depressione o averne grosse conseguenze. Che posso fare? Grazie mille
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Dr. Fernando Bellizzi Psicologo, Psicoterapeuta 1,1k 37 9
Gentile Utente,

l'ansia o è un sintomo di uno stato momentaneo o può essere una caratteristica della personalità per cui una dose di ansia la accompagnerà sempre. Una psicoterapia può aiutarla a gestire l'ansia. Se ha bisogno di un risultato immediato, rapido, allora deve rivolgersi al medico di famiglia o ad un servizio di psichiatria dove potranno indicarle un adeguato trattamento farmacologico ansiolitico.
Certo, l'ansia si fonda sulla paura, e la sua paura di non reagire all'ansia non fa altro che alimentare la sua ansia. Questa situazione è descrivibile come "il cane che si morde la coda".

Però, se continua a fare *da solo* rischia di cronicizzare la sua ansia: daltronde, la sua ansia l'ha costruita da solo in tutti questi anni.

Senza una visita da uno psicoterapeuta professionista , sia esso psicologo o psichiatra, è difficile aiutarla e valutare quale tipo di intervento possa esserle darle giovamento.
L'invito quindi è di rivolgersi ad un professionista, medico per un rapido rimedio della sintomatologia, e psicologo per una più ampia riflessione sulle cause della sua ansia.

Dr. Fernando Bellizzi
Albo Psicologi Lazio matr. 10492
http://www.ericksoniano.it/medicitalia/

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 316 668
Gentile Utente,
solitamente la strada più indicata per le sua difficoltà, è la terapia combinata: farmacoterapia e psicoterapia.
da solo corre il rischio di fare latitare il suo disagio nel tempo e senza un adiagnosi clinica, quindi con il rischio di rinforzarlo.
Si rivolga ad una struttura pubblica, troverò psichiatra e psicologo-psicoterapeuta

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
"E' necessario scacciare i pensieri negativi e reagire o invece al contrario accettare l'ansia e lasciarla fluire con serenità?"

Gentile Utente,

direi nessuna delle due strade potrà aiutarla. Scacciare i pensieri negativi avrà solo il risultato di averli sempre in mente perchè implica uno sforzo cognitivo per cercare di farlo (la Sua mente dovrà occuparsene per poter scacciare tali pensieri e quindi averli sempre in testa, come se Le chiedessero di fare lo sforzo di NON pensare alla Sua ansia o all'esame!).

Accettare l'ansia che cosa vuol dire?
L'ansia è indubbiamente un'emozione utile e, in occasione di un esame importante e impegnativo come il Suo, ha certamente ragion d'essere. Imparare a modulare l'ansia è possibile, come già Le ha detto il Collega dott. Bellizzi, attraverso un training specifico o una psicoterapia. Talvolta può diventare importante comprendere anche il significato dell'ansia in questo particolare momento oppure, dal momento che Lei ne soffriva anche prima, inquadrarla correttamente e trattarla.

Ci sono tecniche specifiche per il trattamento dell'ansia e percorsi psicoterapici più adatti come la psicoterapia cognitivo-comportamentale, ma tenga anche presente che "lasciare fluire con serenità" l'ansia ha anche degli svantaggi: spesso si attuano in maniera INCONSAPEVOLE comportamenti che peggiorano il problema, come ad esempio le condotte di evitamento. Questi comportamenti in genere rafforzano il problema, nonostante la percezione, all'inizio, sia quella di far scendere il livello d'ansia.

Segua pertanto i consigli del dott. Bellizzi e, se vuole, ci faccia sapere.

In bocca al lupo!

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

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dopo
Utente
Utente
gentili dottori, vi ringrazio tutti delle risposte celeri.
Io son già stato da una psichiatra e poi psicologa alcuni anni fa e mi fu detto che avevo un lieve disturbo d'ansia generalizzato con episodi sporadici,nel senso che se mi succede una volta di incontrare l'ansia acuta ne rimango "bloccato" per un pò di tempo perchè mi spavento nel non accettare di avere anche io dei momenti negativi.La causa delle mie ansie fu individuata e non ho dubbi che sia così, nel mio continuo autocensurarmi in quanto essendo gay ho instaurato una tale abitudine a fingere per non essere scoperto e quindi mi costringo in situazioni che spesso non mi vanno a genio e da questo sforzo nasce l'ansia che vivo soprattutto come nausea..nasce dal fatto che io mi chieda ma chi sono veramente? perdo la bussola.
Al centro mi dissero che non avevo bisogno di farmaci e dopo 3 mesi di consulto mi dissero di proseguire con le mie gambe perchè avevo tutta la forza per farcela..e quando mi vengono questi momenti di scacciare le rimuginazioni e di non fissarmi di essere malato perchè i miei momenti sono solo normali rispetto agli stress di fondo,e dovevo imparare a essere indipendente. E difatti per 3 anni è andata cosi salvo ogni tanto...fino a 10 giorni fa all'ansia nemmeno ci pensavo,lo reputavo un periodo molto positivo,concentrato come sono sull'ultimo esame,con una voglia di vincere fortissima e con la sicurezza di farlo,ma basta un episodio per far scattare tutta questa sofferenza..la paura ti dice non ce la farai e la paura continua,ecco perchè dico "scacciare i pensieri",anche la solitudine e la necessità di sostegno non son tanto forti quanto la paura di non uscirne!

E' un po come se tutto mi dovesse andare bene ma perchè quando io non ho questi momenti o comunque dopo un giorno o due li supero, sto benissimo e tutto gira molto bene posso garantirlo, son contento dei miei difetti,cerco un modo per far si che le situazioni mi sorridano sempre,insomma mi reputo rispetto anche alle situazioni di difficoltà che vivo una persona molto forte e con un carattere davvero orgoglioso e tenace,che da una mano sempre a tutti ma che ha difficoltà ad aprirsi lui.

già ora fare chiarezza qui e spiegarvi mi tira su davvero tanto ma i dubbi sul fare da solo una volta superato l'esame restano...perchè io sento che se me ne convinco ci riesco! la vedete come una condizione seria da trattare?
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Utente
Utente
aggiungo quest'ultima cosa...se mi convinco di essere "malato" o "depresso" è fatta,sto malissimo,se invece qualcuno mi dice che non ho nulla allora mi tiro su da morire e mi passa tutta l'angoscia..vi ringrazio delle eventuali risposte!
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

quindi il Suo stato dipende dall'esterno? Dalle rassicurazioni degli altri?

"mi spavento nel non accettare di avere anche io dei momenti negativi."
Ma se Lei non avesse anche la possibilità di sperimentare momenti, emozioni e pensieri negativi non sarebbe un essere umano!

Comprendo la difficoltà legata all'omosessualità, ma sembra quasi che il suo modo di funzionare sia un po' ossessivo.

Che diagnosi Le avevano fatto? Quali farmaci le avevano prescritto?
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dopo
Utente
Utente
premetto che sto scrivendo mentre son molto preoccupato. Si in gran parte nei momenti di difficoltà dipendo dalle rassicurazioni degli altri ma è una cosa che mi fa stare meglio per poi ripartire da solo,anche dalla psicologa fu cosi,lei mi fece notare che drammatizzavo troppo i miei problemi e che potevo farcela tranquillamente perchè in effetti è cosi..se io penso di potercela fare vado forte..il guaio inizia se noto delle defaillance..come una crisi d'ansia ad esempio,inconsciamente la faccio crescere per paura di far notare ai miei genitori che sto male e pertanto loro scoprano l'omosessualità! il circolo vizioso è questo!
Non ho mai preso farmaci e la diagnosi fu che lo psichiatra disse che non era nessuna patologia fissa ma la sintomatologia era di una lieve ansia di tipo generalizzato
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
"una crisi d'ansia ad esempio,inconsciamente la faccio crescere per paura di far notare ai miei genitori che sto male e pertanto loro scoprano l'omosessualità! il circolo vizioso è questo!"

In tal caso bisogna implementare la strategia migliore per la gestione dell'ansia, ma - se Lei intraprendesse un percorso psicoterapico- un tema che indubbiamente sarebbe costretto ad affronatare è proprio la sua omosessualità: che cosa succederebbe se i Suoi genitori sapessero che Lei è omosessuale?
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Utente
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Dottoressa Pileci,credo nulla di che, ma io ho covato per tanto tempo questo terrore dentro di me..fino a che ero ragazzino non pensavo proprio alla cosa,col passare del tempo invece maturando ho temuto sempre il peggio; dalla psicologa avevamo notato come la mia paura più grande inconscia è che mi convincano di essere sbagliato,mi facciano cambiare e io non trovi piu me stesso...è per questo che io per difendermi mi son sempre nascosto.
Lei mi diceva che se io vivessi totalmente libero di essere chi sono in quanto gay in casa e in quanto pieno di difetti e pregi come tutti vivrei senza nasconderli non soffrirei cosi molto
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
In effetti la vita diventa un fardello se non siamo liberi di essere noi stessi, con i nostri difetti, la nostra personalità, i nostri gusti... e anche il nostro orientamento sessuale.

Però, ribadisco, questi sono temi importanti che solitamente possono essere trattati in un percorso psicoterapico.

Se i Suoi genitori mal tollerano l'omosessualità, oppure se non capirebbero la Sua e decidessero di farLa cambiare o di non accettarla, potrebbe aprirsi nella sua vita una crisi importante e un momento di difficoltà, ma perchè temerebbe di non trovare più se stesso?
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dopo
Utente
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Dottoressa è questo il punto...tutte le persone con cui ho parlato del mio problema mi hanno fatto la stessa domanda..."perchè temi di perderti? "
Mi rendo conto che è una paranoia al 100%, ma ce l'ho perchè temo di non essere abbastanza forte da reggere le eventuali contestazioni, di piegarmi al volere degli altri e di finirla in poche parole un povero sfigato! Allora mi nascondo e mostro solo la mia parte forte.
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Dr. Fernando Bellizzi Psicologo, Psicoterapeuta 1,1k 37 9
Gentile Utente,

se il suo problema è strettamente legato all'omossessualità in rete può trovare indicazioni per contattare uno psicologo specializzato nel trattare la tematica omossesuale. Attenzione ai siti che trattano l'omosessualità come una patologia. Esistono psicologi omosessuali che offrono i loro servizi. Questo non vuol dire che uno psicologo etero non possa esserle d'aiuto, ma probabilmente riesce a comprendere meglio il vissuto emotivo.

In rete può trovare "Report APA sulle terapie riparative", che rappresenta le nuove linee guida dell'American Psychlogical Association.
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
E' comprensibile il suo timore. Basta non essere bloccati da queste paure, ma affrontarle, anche se il percorso non sarà semplice. Chieda aiuto a uno psicologo come Le suggerisce il Collega.

Dia un'occhiata anche a questo sito http://www.agedo.org/

Saluti,
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dopo
Utente
Utente
gentile dottore,si in gran parte è legato a quello perchè io reprimo le mie sofferenze (ingigantendole) nel tentativo di nascondere l'omosessualità.
ho un'enorme coda di paglia per cui, come spiegavo prima,mostrare le mie debolezze mi fa temere che si scopra anche il resto e ho attuato questo meccanismo di autocensura che è proprio la causa del mio problema.
Oltretutto non mi reputo abbastanza caparbio da far fronte alle eventuali difficoltà successive
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dopo
Utente
Utente
Vi ringrazio molto per l'aiuto...sviscerando il problema con voi sto gia meglio ma mi recherò comunque di nuovo dallo psicologo.. Ora la tensione grande resta l'esame imminente ma cercherò di tenere duro almeno per pochi giorni
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile ragazzo,

hai amici o conoscenti omosessuali? Conosci le loro difficoltà nella vita di tutti i giorni?
Mostrare le proprie debolezze (che abbiamo tutti) è una caratteristica degli esseri umani.

La tua prudenza è sensata, con uno psicologo potrai valutare anche le strategie e le modalità per affrontare la tua omosessualità.

Intanto in bocca al lupo per l'esame!
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Attivo dal 2012 al 2016
Psicologo
Gentile Utente,

otre a quanto già detto dai colleghi, Le vorrei suggerire di concedersi un po' di meritato riposo, poiché si direbbe che sia (o che si tenga) sotto pressione senza concedersi pause.

Ogni tanto "si metta comodo" e si conceda una pausa, senza pensare a nulla; dia a se stesso questa possibilità, è più utile di quanto creda.
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dopo
Utente
Utente
Dottoressa ho moltissimi amici omosessuali e ho avuto anche diverse storie !! Son un ragazzo che ama la vita al massimo. Io però separo totalmente ciò che mi sento da ciò che mostro nella mia famiglia con l'effetto di creare una specie di pentola a pressione per la paura che mischiare le due cose abbia l'effetto di togliermi quanto di buono ho costruito in questi anni.
E' con l'andar del tempo,e in realtà maturando che questa sofferenza cresce,perchè le due cose non son più separabili, si finisce per "esaurirsi"..
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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
"le due cose non son più separabili"

Ha ragione. Forse questa crisi per la quale ci ha scritto serve proprio a questo.
Ci dia notizie in futuro, se crede.

Un cordiale saluto,
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dopo
Utente
Utente
rispondo al dott.repici, il riposo non me lo son concesso purtroppo perchè tenevo sopratutto all'esame sapendo benissimo di potercela fare bene,senza finte modestie prendo quasi sempre il massimo e mi piace sempre confermare...
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dopo
Utente
Utente
Grazie dottoressa Pileci, ci vuole coraggio per affrontare a poco a poco queste paure..ma da qualche parte lo troverò. la ringrazio per gli auguri
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Attivo dal 2012 al 2016
Psicologo
Bene, comunque dopo l'esame si abitui ad occuparsi un po' di se stesso.
Saprà sicuramente che la corda troppo tesa prima o poi si spezza, no?
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dopo
Utente
Utente
gentili dottori...ieri sera son stato a parlare un bel po con mia mamma anche se non dell'argomento omosessualità ma di tutto il resto,dei miei problemi e delle mie paure...dopodichè sono uscito con un amico fidato a fare una lunga passeggiata distensiva...la paura è come svanita...non avevo piu quella cappa di malessere,quelle paranoie!
Non penso di essere nè depresso ne avere chissa quale problema ma devo solo fare esperienza e concedermi di sbagliare, di stare male,d tirar fuori ciò che ho dentro senza paura e senza vergogna...e penso che queste crisi si superino normalmente.
Ahimè non son ancora abituato a farlo ma per tutto c'è tempo.

Faccio un esempio pratico..se sto a un funerale dove tutti piangono e a me viene da piangere, piango e mi vivo quella sensazione anche se triste, ma senza avere alcuna ansia......nelle altre situazioni della vita il mio cervellino stupido si reprime ed ecco perchè poi sto cosi e devo venire qua a parlare...

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