Biopsia prostatica
Scrivo per mio padre, 84 anni, buona salute generale, in cura con avodart per IPB con Cardirene come anticoagulante, e un farmaco per il controllo della pressione.
Durante una visita urologica il medico ha riscontrato un nodulo sospetto sulla prostata attraverso esplorazione rettale e ecografia.
il dosaggio di PSA di mio padre è 3, 8 e il rapporto con PSA libero e Totale è 8%.
l'urologo avrebbe suggerito una RMN ma mio padre non può farla perchè portatore di PM.
Quindi siamo arrivati a suggerire la biopsia (classica).
Altri pareri sempre medici mi hanno detto che per un uomo di 84 anni una biopsia prostatica può essere molto pericolosa in termini di infezioni e contaminazione di cellule "sane" con cellule "tumorali"; e avrebbero suggerito un approccio più graduale con misura del PSA nei prossimi mesi.
Vorrei un vostro parere se possibile.
Grazie infinite
Durante una visita urologica il medico ha riscontrato un nodulo sospetto sulla prostata attraverso esplorazione rettale e ecografia.
il dosaggio di PSA di mio padre è 3, 8 e il rapporto con PSA libero e Totale è 8%.
l'urologo avrebbe suggerito una RMN ma mio padre non può farla perchè portatore di PM.
Quindi siamo arrivati a suggerire la biopsia (classica).
Altri pareri sempre medici mi hanno detto che per un uomo di 84 anni una biopsia prostatica può essere molto pericolosa in termini di infezioni e contaminazione di cellule "sane" con cellule "tumorali"; e avrebbero suggerito un approccio più graduale con misura del PSA nei prossimi mesi.
Vorrei un vostro parere se possibile.
Grazie infinite
Considerata l'età ed i valori non particolarmente preoccupanti del PSA, riteniamo senz'altro opportuno ripetere il controllo e valutarne l'eventuale evoluzione, prima di prendere altre decisioni diagnostiche e terapeutiche.
Paolo Piana
Medico Chirurgo - Specialista in Urologia
Trattamento integrato della Calcolosi Urinaria
https://paolopianaurologo.it/
Buongiorno,
il controllo del PSA totale con periodicita' regolare e la possibilita' di una diagnosi precoce del tumore prostatico e' importante nell'uomo a partire dai 50 anni ( o prima se familiarita') ma sempre meno ad aumentare l'eta' e superare gli 80 anni.
La frequenza di un tumore prostatico dopo gli 80 anni e' molto elevata ma la percentuale di questi tumori in grado di dare sintomi o ridurre la sopravvivenza del paziente e' molto bassa dopo gli 80 anni.
In generale si consiglia di interrompere i controlli regolari del PSA totale a questa eta' perche i possibili effetti collaterali legati alla biopsia e soprattutto ad un trattamento del carcinoma prostatico , sono maggiori rispetto al rischio che il tumore crei problemi al paziente.
La biopsia e' un atto diagnostico invasivo con rischio di infezioni, sanguinamento e blocco urinario in un paziente di elevata eta'. Questi rischi possono essere ridotti se la biopsia e' preceduta da una risonanza magnetica che permette di eseguire un numero limitato di prelievi mirati sull'area indicata dalla risonanza. Senza una risonanza, il numero dei prelievi dovrebbe essere elevata random almeno 12 prelievi per cercare di rappresentare un ampia percentuale di ghiandola prostatica, aumentando il rischio di complicanze e riducendo l'attendibilita' di queto tipo di biopsia rispetto a quello mirato post RM.
Ma non ha senso eseguire una biopsia se non si accettano poi i possibili rischi di una terapia nel caso di una diagnosi di carcinoma prostatica. Considerando un eta' superiore a 80 anni ed una fase non avanzata di malattia , l'indicazione sarebbe per una radioterapia esterna ( non intervento). La radioterapia puo' essere associata ad una maggiore probabilita' di effetti collaterali dopo gli 80 anni per una maggiore fragilita' e sensibilita' dei tessuti.
Tutto questo in generale, fa' propendere per non procedere ad accertamenti e terapie per tumore prostatico in una situazione con un PSA totale nei limiti ed impossibilita' ad eseguire una risonanza magnetica.
Buona serata
Prof Alessandro Sciarra
Professore Prima Fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Universita' Sapienza di Roma
https://alessandrosciarra.it
il controllo del PSA totale con periodicita' regolare e la possibilita' di una diagnosi precoce del tumore prostatico e' importante nell'uomo a partire dai 50 anni ( o prima se familiarita') ma sempre meno ad aumentare l'eta' e superare gli 80 anni.
La frequenza di un tumore prostatico dopo gli 80 anni e' molto elevata ma la percentuale di questi tumori in grado di dare sintomi o ridurre la sopravvivenza del paziente e' molto bassa dopo gli 80 anni.
In generale si consiglia di interrompere i controlli regolari del PSA totale a questa eta' perche i possibili effetti collaterali legati alla biopsia e soprattutto ad un trattamento del carcinoma prostatico , sono maggiori rispetto al rischio che il tumore crei problemi al paziente.
La biopsia e' un atto diagnostico invasivo con rischio di infezioni, sanguinamento e blocco urinario in un paziente di elevata eta'. Questi rischi possono essere ridotti se la biopsia e' preceduta da una risonanza magnetica che permette di eseguire un numero limitato di prelievi mirati sull'area indicata dalla risonanza. Senza una risonanza, il numero dei prelievi dovrebbe essere elevata random almeno 12 prelievi per cercare di rappresentare un ampia percentuale di ghiandola prostatica, aumentando il rischio di complicanze e riducendo l'attendibilita' di queto tipo di biopsia rispetto a quello mirato post RM.
Ma non ha senso eseguire una biopsia se non si accettano poi i possibili rischi di una terapia nel caso di una diagnosi di carcinoma prostatica. Considerando un eta' superiore a 80 anni ed una fase non avanzata di malattia , l'indicazione sarebbe per una radioterapia esterna ( non intervento). La radioterapia puo' essere associata ad una maggiore probabilita' di effetti collaterali dopo gli 80 anni per una maggiore fragilita' e sensibilita' dei tessuti.
Tutto questo in generale, fa' propendere per non procedere ad accertamenti e terapie per tumore prostatico in una situazione con un PSA totale nei limiti ed impossibilita' ad eseguire una risonanza magnetica.
Buona serata
Prof Alessandro Sciarra
Professore Prima Fascia Urologia
Chirurgia Robotica
Universita' Sapienza di Roma
https://alessandrosciarra.it
Prof. Alessandro Sciarra
Prof I fascia Universita' Sapienza di Roma
Specialista in Urologia-Chirurgia Robotica
alessandro.sciarra@uniroma1.it
Utente
Grazie mille per la consulenza.
Questo consulto ha ricevuto 3 risposte e 300 visite dal 16/03/2026.
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