Utente 332XXX
Gentile Dottore.
Ho 50 anni.
In data odierna mi sono sottoposto, su consiglio dell'urologo, a risonanaza magnetica prostatica multiparametrica in seguito a riscontro di un psa 4.4 - ratio 7.
Alla visita palpazione prostatica normale ed ecografia transrettale normale.
In anamnesi ho una storia di prostatite cronica batterica (enterococcus faecalis) tuttora presente da più di 2 anni.
TUIP nel 2007 per residuo post minzionale. Autocateterismi iniziati nel 2016 per ipocontrattilità vescicale causa dell'infezione.

Esito della risonanaza magnetica prostatica multiparametrica:
Prostata di regolare dimensioni.
Nelle sequenze T2 pesate, area di alterato segnale a margini soffusi posteriormente, sia in sede mediana che sul profilo laterale destro.
Nelle sequenze di diffusione in tale sede si apprezza una iperintensità significativa, mentre nella mappa ADC il reperto appare ipointenso.
La capsula prostatica è integra, lievemente improntata sul margine laterale di destra.
Nelle sequenze dinamiche si osserva in tale sede, soprattutto in paramediana destra, una impregnazione significativa nelle sequenze in fase precoce, reperto meritevole di controllo mirato per la presenza di iniziale alterazione strutturale. (PIRADS 3).

Quali sono le probabilità che si tratti di un tumore?
Alla luce del risultato dell'esame e del rischio di setticimia aumentato in caso di biopsia, a causa della prostatite batterica cronica, come procederebbe?


Anticipatamente ringrazio

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La classificazione PIRADS si articla su 5 gradi, quindi il 3 costituisce i grado intermedio, quello tipico dell'incertezza. Considerata la sua storia noi consedereremmo molto più probabile l'ipotesi infiammatoria (anche per i valori de PSA tutto sommato ancora molto bassi e la palpazione del tutto negativa), ma comunque crediamo che la maggioranza dei nostri Colleghi consiglierebbe comunque di eseguire una biopsia mirata (di fusione) della zona interessata
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 332XXX

Gent.mo Dottor Piana.
Grazie per la risposta.
Approfitto ancora della sua competenza e gentilezza.
Essendo la parte da sottoporre a biopsia di fusione piccola (il radiologo dice inferiore ai 5 mm) esiste il rischio di non ottenere un campione idoneo?
Riguardo il mio aumentato rischio infettivo se si decidesse per una biopsia sarebbe auspicabile una consulenza infettivologica precedente l'esame?
Grazie ancora

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Diremmo che in mani esperte la biopsia dovrebbe risultare soddisfacente. Dal punto di vista infettivologico non vedremmo soverchi problemi, d’ogni modo si consiglia sempre l’assunzione di un antibiotico per alcuni giorni a cavallo della procedura.
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