Utente 183XXX
Buongiorno,

a partire da quest'anno la mia alopecia androgenetica si è leggermente aggravata e pertanto mi sono rivolto ad un tricologo che, visitandomi sommariamente, mi ha diagnosticato una dermatite seborroica e mi ha prescritto una cura composta essenzialmente da due preparati galenici (uno contiene cortisone e l'altro minoxidil). Ho incominciato la cura verso il 20 novembre e per applicare i due preparati mi sono fatto aiutare da mia madre o dalla mia fidanzata (per raggiungere le zone della testa che non vedo direttamente). Verso i primi di dicembre, durante un'applicazione, mia madre ha notato una macchia scura del diametro di 1 cm circa. Allarmato, mi sono tempestivamente recato ad una visita dermatologica. La diagnosi è stata di "nevo atipico del cuoio capelluto. Si consiglia rimozione e biopsia". Il neo, durante tale visita, è stato visto con il dermatoscopio in epiluminescenza sia dal dermatologo (che è un primario di dermatologia) che dal chirurgo che lo andrà a rimuovere. Siccome si tratta di gente con decenni di esperienza alle spalle, ho cercato il più possibile di capire cosa devo aspettarmi verosimilmente dalla biopsia e che tipo di urgenza ci fosse. Mi hanno risposto che si tratta di un neo che ha caratteri di pericolosità e che non può essere monitorato nel tempo sia per la tipologia che per la localizzazione. Hanno aggiunto anche che generalmente i nei del cuoio capelluto sono quasi tutti atipici. Il chirurgo ha chiesto a me quando mi andava di farmi operare e che potevamo tranquillamente rimandare a dopo le vacanze natalizie. Io, spaventatissimo e allibito, ho detto che volevo toglierlo il prima possibile e l'ho quasi costretto a guardarsi l'agenda degli interventi per cercare di piazzare il mio nel primo spazio disponibile. Contrattando, sono riuscito ad ottenere la rimozione 20 gg dopo la visita (lo rimuoverò praticamente fra una settimana).
Fermo restando che non è possibile una diagnosi online e che mi hanno già visitato 2 medici con una certa esperienza alle spalle, vi chiedo:
1) io non so quando è spuntato sto neo: fino a poco tempo fa i miei capelli erano foltissimi (e lo sono ancora dove c'è il neo); quindi potrei averlo da molto tempo oppure no. Se fosse un melanoma nato su cute sana, i medici se ne sarebbero accorti e la diagnosi e le tempistiche di rimozione sarebbero state diverse?
2) nella malaugurata ipotesi che su questo nevo sia nato un melanoma si tratterebbe di qualcosa agli esordi oppure potrebbe anche essere troppo tardi?
3) è vero che solo una minoranza di melanomi nasce su nevi atipici mentre la maggioranza nasce su cute sana?
4) mia nonna materna è morta a 85 anni a causa di un tumore che si pensa originato da un melanoma. Nessun altro in famiglia ha avuto problemi di questo tipo. Devo considerarmi un soggetto con "familiarità" a questo tipo di patologie?
5) la cura tricologica che stavo seguendo potrebbe aver alterato in qualche modo l'aspetto del neo?

PS: ho capelli e occhi nerissimi, ma cute chiara

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente

Rispondo segnatamente alle sue domande:

1) io non so quando è spuntato sto neo: fino a poco tempo fa i miei capelli erano foltissimi (e lo sono ancora dove c'è il neo); quindi potrei averlo da molto tempo oppure no. Se fosse un melanoma nato su cute sana, i medici se ne sarebbero accorti e la diagnosi e le tempistiche di rimozione sarebbero state diverse?

Se il controllo prevede anche i capelli come di consueto, questo dubbio non si pone.

2) nella malaugurata ipotesi che su questo nevo sia nato un melanoma si tratterebbe di qualcosa agli esordi oppure potrebbe anche essere troppo tardi?

Non posso dare risposte non conoscendo il caso clinico, dermoscopico e istologico: serve ovviamente questa ultima procedura ormai.

3) è vero che solo una minoranza di melanomi nasce su nevi atipici mentre la maggioranza nasce su cute sana?

Si è vero

4) mia nonna materna è morta a 85 anni a causa di un tumore che si pensa originato da un melanoma. Nessun altro in famiglia ha avuto problemi di questo tipo. Devo considerarmi un soggetto con "familiarità" a questo tipo di patologie?

Se così fosse si: il rischio aumenta dal 10 al 15% per tutti i familiari di I grado

5) la cura tricologica che stavo seguendo potrebbe aver alterato in qualche modo l'aspetto del neo?

No

Mi faccia sapere l'esito del referto istologico quando può

saluti
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
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[#2] dopo  
Utente 183XXX

Egregio Dott. Laino,

la ringrazio per la risposta e la terrò aggiornato. Sin da bambino ho sempre cercato di mantenere una condotta preventiva: mi espongo pochissimo al sole e sempre con il protettivo di livello massimo ed ho anche effettuato altre visite dermatologiche in passato sui nei. Purtroppo in queste occasioni nessun medico mi ha suggerito di controllare anche il cuoio capelluto e io scioccamente non ci ho nemmeno pensato. Probabilmente se non avessi fatto alcuna cura tricologica, non mi sarei mai accorto di nulla.

Ritornando sul primo quesito, non mi è chiara una cosa: qualsiasi lesione sospetta in attesa di biopsia è etichettata come "nevo atipico" e trattata con queste tempistiche? Oppure si parla di "nevo atipico" quando si tratta effettivamente di un nevo su cui eventualmente si può essere formato un melanoma?
Potrei sbagliarmi, ma suppongo che un professionista esperto con l'ausilio della dermatoscopia in epiluminescenza sia in grado di discernere per lo meno fra melanoma su cute sana e nevo atipico su cui eventualmente potrebbe essersi formato qualcosa. E suppongo anche che entrambi i medici che mi hanno visitato avrebbero assunto un atteggiamento diverso difronte ad eventuali segnali di pericolo imminente, o sbaglio? Ad esempio dubito fortemente che mi avrebbero anche solo proposto di rimuoverlo con calma dopo le vacanze natalizie se ci fossero stati segni inequivocabili di melanoma.

La ringrazio ancora per il tempo dedicatomi e le porgo distinti saluti.

[#3] dopo  
Utente 183XXX

Ho subito l'asportazione del nevo. Il chirurgo (che da più di 20 anni si occupa specificatamente di chirurgia dermatologica dei tumori della cute) ha detto che di sicuro si tratta di nevo dermico congenito (lo ha anche scritto nel referto dell'asportazione). Mi ha anche riferito che durante l'asportazione non ha visto nulla che potesse far pensare a qualcosa di maligno. Ovviamente per conferma definitiva bisogna attendere la biopsia, ma per lo meno adesso so per certo che questo nevo non è nato dal nulla, ma c'era da tantissimo tempo, probabilmente da quando ero bambino (il termine congenito dovrebbe indicare proprio questo). Probabilmente il fatto di non aver mai effettuato controlli dermatologici sul cuoio capelluto e di avere fino a poco tempo fa una capigliatura nera e folta non ha permesso l'individuazione di questo nevo (che tra l'altro non è scurissimo e raggiunge appena il centimetro di diametro).
La biopsia arriverà fra una quindicina di giorni, ma ciò che mi ha riferito il chirurgo dovrebbe essere abbastanza rassicurante, che ne dite?

[#4] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gli aspetti chirurgici non sono validi per la valutazione di una lesione melanocitaria. Gli aspetti clinici possono esserlo. Ad ogni modo l’esame istologico chiuderà la vicenda in modo rassicurante

Saluti
Dr Laino
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[#5] dopo  
Utente 183XXX

Buongiorno, mi è arrivato l'esito della biopsia e fortunatamente si trattava di un nevo composto. Il dermatologo mi ha detto che non c'è nulla di cui preoccuparsi e che devo solo sottopormi al controllo dei nei 1 volta all'anno.

Se può essere utile a qualcuno, io ho imparato 2 cose da questa storia:
1) al controllo dei nei bisogna esigere sempre che venga controllata ogni singola porzione del corpo, anche i punti coperti (cuoio capelluto, genitali, ecc). Io ho eseguito parecchi controlli negli anni passati presso diversi dermatologi e a nessuno di essi è venuto in mente di controllarmi il cuoio capelluto. Persino il tricologo non mi ha controllato l'intero cuoio capelluto...
2) bisogna categoricamente evitare di gironzolare arbitrariamente su internet alla ricerca di informazioni mediche su di un qualunque disturbo. Io purtroppo l'ho fatto e adesso vedo i melanomi anche sul pavimento di casa.

Un ringraziamento a Dr. Laino per il tempo dedicatomi e allo staff di Medicitalia per il servizio!
Saluti a tutti