Utente 148XXX
Salve,
da diversi anni soffro di problemi di stomaco, derivanti essenzialmente dal protrarsi di diverse situazioni familiari che devo seguire costantemente ed in prima persona, e che costituiscono fonte di sicuro stato di stress e di ansia (sono in ogni caso un soggetto predisposto).
4 anni fa ho effettuato una gastroscopia retronasale (quella convenzionale non riesco a tollerarla) con biopsia (negativa), in seguito alla quale mi è stata diagnosticata una forte gastrite.
Con il passare del tempo, ho avuto ulteriori sintomi, che sono passati dal "senso di fiato corto", a bruciore dell'esofago, "bolo isterico", mal di stomaco, disfonia più o meno accentuata e rari episodi di sensazione di rigurgito acido (in questo periodo ho comunque effettuato periodi di cura antireflusso, basata principalmente su Antra 20mg).
Due anni fa ho effettuato una rinoscopia ottica, in seguito alla quale è stata confermata la diagnosi di reflusso gastro-esofageo (in quel frangente avevo ottenuto preziose informazioni da Medicitalia, Dott. Brunori).

Adesso la situazione di fiato corto si è ridotta, ma ho un ulteriore elemento, più o meno presente a seconda delle giornate: una sensazione di "click" meccanico nella deglutizione.
Insieme a questo persistono un costante mal di gola (soprattutto nelle prime ore del mattino) e ricorrente sensazione di "doloretto latente" alla bocca dello stomaco. Da 10 gg ho ricominciato una cura con Lucen 40mg e Gastrotuss gel (non so se sia il caso di aggiungere il Peridon?).
Due mesi fa ho effettuato il controllo periodico del sangue, senza risultati degni di nota.
20 giorni fa ho anche effettuato il breath test per Helicobacter, ma i risultati non sono ancora pronti.
Oggi prenoterò una nuova gastroscopia retronasale (i tempi sono un pò lunghi), ma, nell'attesa, mi sto iniziando a preoccupare....

Ha senso preoccuparsi, o può essere semplicemente una nuova sintomatologia legata sempre al reflusso?

Vi ringrazio, come sempre, per la vostra professionalità.

[#1]  
Dr. Francesco Quatraro

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Gentile utente,
sembra di si,
ovvero che persistano sintomi legati al reflusso,
pertanto alla terapia le consiglierei di associare dei procinetici oltre a norme igienico-alimentari antireflusso:
- alzare il materasso o la testa de l letto di circa 10 cm, dimagrire se in sovrappeso, fare footing o sport leggeri, mangiare poco e spesso, non mangiare almeno 2 ore prima di andare a letto
ridurre la pressione addominale (evitare cinte e abiti stretti), non fumare.
- riduzione/eliminazione di alcuni cibi che aumentano l’acidità gastrica o che rilassano le muscolatura liscia ( cioccolato, agrumi, pomodoro, latte, caffè [la caffeina (trimetilxantina) è un irritante gastrico ed un potente stimolante della secrezione gastrica],
ed altri: menta, prezzemolo, basilico, origano, cipolla, aglio e in generale i cibi grassi, alcune bevande (alcool, caffè, tè, bibite gasate).


Saluti
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[#2] dopo  
Utente 148XXX

Gentile dott. Quatraro,
nel ringraziarla per la sua tempestiva risposta e per il prezioso decalogo delle norme, che in linea di massima cerco già di rispettare (ad essere onesti, tranne che per il caffè, che sto via via provando a rimpiazzare con il ginseng, e mezzo quadratino sottile di cioccolata 1-2 volte la settimana), avrei necessità, se possibile, di qualche altro chiarimento da parte sua:
- mi è abbastanza chiaro il meccanismo che possa portare l'infiammazione delle mucose, ma come si spiega il problema meccanico nella deglutizione?
- sommando un attento rispetto del decalogo da lei riportato ad una terapia continuativa, pensa sia possibile riportare al minimo i sintomi?
- avrebbe senso effettuare il test delle intolleranze alimentari, per verificare se qualche alimento in particolare possa accentuare tali fenomeni?
- il ginseng può andare bene come alternativa al caffè?

La ringrazio anticipatamente e le auguro una buona giornata

[#3]  
Dr. Francesco Quatraro

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Cerco di risponderle in ordine e,
spero, esaustivamente.

Lei ha parlato di
<<"bolo isterico">>:
trattasi di problema funzionale, non legato a cause organiche.
Per il "click" mi astengo dal giudicarlo a causa dei limiti legati alla distanza (consulto on-line) e ritengo meriti visita medica di verifica.

Il rispetto delle norme antireflusso contribuisce decisamente al controllo/scomparsa della fenomenologia reflussoria.

Per il ginseng le dico che va usato con cautela.

E' sconsigliata l'assunzione continuativa di prodotti a base di ginseng; in seguito a somministrazioni prolungate sono infatti stati segnalati alcuni effetti secondari (tachicardia, insonnia, nervosismo, agitazione, tachicardia e tremore agli arti, eruzioni cutanee e diarrea); questi effetti sono risultati più frequenti se il ginseng viene assunto ad alte dosi e se associato ad altri stimolanti del sistema nervoso centrale (es. caffè, the, ecc.).
Inoltre i ginseng presentano un significativo effetto antiaggregante piastrinico (=> possibile interferenza sulla coagulazione plasmatica).
Ne è sconsigliato l'uso a che soffre di ipertensione.

Cordialmente
Responsabile U.O. di Endoscopia Digestiva Osp. MIULLI
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