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Nausea, inappetenza, reflusso. Cosa mi sta succedendo?

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Salve, sono un ragazzo di 20 anni.
Circa 5 mesi fa, in concomitanza ad un periodo parecchio stressante, ho iniziato ad avvertire diversi fastidi allo stomaco che, nel corso dei mesi, sono andati sempre di più peggiorando sino a non permettermi completamente di alimentarmi nel giusto modo.
In primis ciò che provo é un fortissimo e implacabile senso di nausea e di disgusto verso il cibo, inoltre quando mangio quel poco che riesco (principalmente pane) ho la sensazione che il cibo mi resti tutto sulla bocca dello stomaco e provo subito un senso di sazietà e nausea.
Per di più, nelle ultime settimane, ho iniziato a soffrire di reflusso gastroesofageo, faccio fatica a deglutire e percepisco uno strano nodo alla gola.

Aggiungo che da molti anni oramai soffro di colon irritabile legato principalmente ad uno stato di ansia e che ultimamente alterno lunghi periodi di totale stipsi ad improvvise scariche di diarrea.
In tutti questi mesi ho assunto Levopraid che, se inizialmente riusciva ad attenuare i miei problemi, adesso sembra non avere più alcun effetto, così come tutti i farmaci antinausea che ho provato tra i quali Plasil e Peridon.

Spaventato dall'evidente perdita di peso dovuta al fatto che non mangio praticamente da 5 mesi, ho fatto diverse analisi.
Emocromo, ferritina, sideremia... tutto nella norma, non sono celiaco e non ho contratto l'helicobacter.

A questo punto non so più cosa fare, io sto sempre male e, continuando a non mangiare, ho seriamente paura di morire.

Cosa potrei avere?
Tumore allo stomaco potrebbe essere un'ipotesi?
Oppure può essere tutto quanto legato al mio costante stato d'ansia?
Ci sono altri esami che dovrei fare?

Resto nell'attesa di un vostro gentile riscontro.
Sono letteralmente disperato.
[#1]
Dr. Ferdinando Lentini Gastroenterologo 4
questi disturbi possono essere causati dalla sindrome dell'intestino irritabile, consiglierei esami ematologici, specie tiroide, esami delle feci, eco addome ed in ultimo gastroscopia, per escludere, eventualmente, altre patologie

Dr. Ferdinando Lentini

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