Utente 529XXX
Buongiorno,
Ho bisogno di un chiarimento perché finora nessuno mi dà una spiegazione, che mi serve per poter passare a altro.
Ultima mestruazione 11/01
Ultimo rapporto non protetto 27/01
Test ovulazione positivo il 29/01, negativo il 30/01. Ovulazione quindi presunta tra il 30 e il 31 Gennaio.
Test di gravidanza positivo il 14/02, analisi il 16 febbraio beta 876.
Faccio un ecografia dalla ginecologa il 27/02 e si vede solo la camera gestazionale. La ginecologa non ha posto quindi mi manda a fare una seconda ecografia in un centro di radiologia.
Beta al 01/03 di 11726
Seconda ecografia il 06/03 camera gestazionale di 17 mm, vuota, esco con la diagnosi di uovo chiaro.
Il 08/03 vado dalla ginecologa per sapere come procedere, lei non ha posto rifiuta di ricevermi in urgenza e mi rimanda verso il pronto soccorso.
Prendo quindi appuntamento con un altro ginecologo, fa una visita e all'ecografia rileva un embrione di 0,5 cm con attività cardiaca, mi data a 6+1 (cosa impossibile perché dopo il 27 gennaio non ho mai avuto rapporti).
Il ginecologo dice che tutto va bene e di rivederci dopo 15 giorni.
Il 19/03 ho qualche perdita di sangue molto leggera. Contatto il ginecologo in urgenza e mi riceve ieri mattina, il 20/03.
All'ecografia rileva un embrione cresciuto dall'ultima volta ma assenza di attività cardiaca (non conosco le misure).
Mi dice di fare il dosaggio beta ieri e ripeterlo e dopo 48h. Già non capisco il perché visto l'assenza di attività cardiaca.
Comunque ieri il valore era di appena 21120.
Vorrei capire cosa è successo, perché l'embrione è apparso così tardi come è possibile e poi ovviamente non si è sviluppato.
Cosa può essere alla base di questo inizio strano, finito inevitabilmente male?
Ho veramente bisogno di capire.
Ringrazio infinitamente chi potrà darmi anche solo un ipotesi

[#1] dopo  
Dr. Lucia Vecoli

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Gent. Sig., mi dispiace per il cattivo esito della sua desiderata gravidanza, ma purtroppo non mi dice niente di nuovo. Talvolta si sviluppano embrioni patologici, a causa di anomalie congenite ( genetiche o cromosomiche) o acquisite precocemente ( da radiazioni, infezioni, intossicazioni, ecc.). Tali embrioni crescono in maniera irregolare e pertanto vengono abortiti, con una specie di meccanismo di rigetto, già nelle prime settimane.
Questo è un meccanismo di selezione naturale,tipico del primo trimestre di gravidanza, che per fortuna riduce notevolmente la nascita di bambini con handicap.
L'incidenza di aborti precoci nella popolazione generale è di circa il 15% e tende a salire con l'età materna, arrivando a 40 anni a circa il 50%. Ciò dipende dall' invecchiamento dei gameti femminili, che predispone a fenomeni di non disgiunzione meiotica e conseguenti aneuploidie. Come vede dai numeri, il fenomeno è purtroppo molto diffuso ed oggi in crescita, per la tendenza delle donne, specialmente in Italia, a pensare alla gravidanza in età avanzata. Bisognerebbe educare le giovani donne alla procreazione, informandole sui rischi che corrono a rinviare troppo la gravidanza.
Nel suo caso il consiglio è quindi di affrettarsi a riprovare, magari assumendo acido folico a livello preconcezionale, previa una consulenza col ginecologo di fiducia, per escludere patologie predisponenti. Cordiali saluti e auguri.
Dr. Lucia Vecoli

[#2] dopo  
Utente 529XXX

La ringrazio per la risposta.
Acido folico ne assumo da dicembre.
Per ora ancora non ho espulso il materiale abortivo.
Spero di potermi mettere presto di nuovo alla ricerca di una gravidanza.