Utente 333XXX
Buongiorno,
Vi scrivo per mio padre, età 59 che da qualche mese accusa, oltre a qualche dolore articolare a ginocchio e schiena, un tremore alla mano destra tipicamente a riposo. Il neurologo in seguito alla visita ha affermato che si tratta di Parkinson in stadio iniziale. Abbiamo eseguito l’essme Dat-Scan scorsa settimana, con esito “ riduzione della concentrazione di radioligando per il transporter della dopamina a livello striale bilateralmente, di maggiore entità a livello dei putamen”

Dobbiamo dunque accettare la veridicità della diagnosi?

Attualmente mio padre conduce la stessa vita di sempre, non ha alcun problema, oltre al tremolio a riposo della mano destra e un po’ di raucedine nella voce.
Cosa dobbiamo aspettarci?

Come cura, al momento mette un cerotto Neupro al giorno, partendo con formulazione 2mg, adesso con formulazione 6mg da una settimana. È un approccio corretto?

Cordialmente

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente

in base a quanto riferisce, la diagnosi di malattia di Parkinson è verosimile. Se oltre il lieve tremore in una mano non ha altri sintomi, come rigidità e rallentamento dei movimenti, statisticamente potrebbe essere una forma più benigna e a decorso più lento.
La terapia con neupro sistema transdermico è corretta considerata l'età relativamente giovane e la forma solo tremorigena.
Il farmaco più efficace per questa malattia è la levodopa ma molti colleghi preferiscono riservarla in un secondo tempo quando la sintomatologia è più accentuata. Scelta condivisibile.
Nemmeno una prescrizione di levodopa come primo approccio terapeutico però sarebbe sbagliato, questo lo scrivo a beneficio di quei pazienti che hanno iniziato la terapia con levodopa, anche questo è un approccio corretto in relazione a determinate forme cliniche.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 333XXX

La ringrazio per la cortese risposta.

Mio nonno, cioè suo padre, a quanto pare soffre pure di Parkinson, arrivato però in un età più avanzata (82 anni) e pare in seguito ad ischemia. I sintomi sono diversi da quelli di mio padre, in quanto mio nonno accusa per lo più problemi di deambulazione e grande lentezza nei movimenti.

Si può quindi parlare di una trasmissione della malattia e di un rischio per noi nipoti?

La Raucedine di mio padre credo quindi derivi dal Parkinson. Ma ci sarà un peggioramento del sintomo con il rischio che non parli più?

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

non c'è un'ereditarietà nel senso comune del termine, al massimo un aumento del rischio. Infatti, come vede, si tratta di due forme cliniche molto diverse.
La raucedine può essere associata al Parkinson, riguardo la perdita della parola, in alcuni casi è possibile ma in altri questo non avviene, il decorso comunque non si può prevedere.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente 333XXX

Gentile dottore,
Pur in assenza di altri sintomi motori la voce è sempre più rauca. In questo caso lei come si muoverebbe ?

[#5] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

per prima cosa mi rivolgerei ad un otorino per vedere se la raucedine abbia un'origine locale e quindi di competenza ORL. Infatti è poco probabile (ma possibile) che la raucedine ingravescente, in questo caso sintomo precoce associato solo a tremore di una mano, possa essere un sintomo parkinsoniano.
Di solito il disturbo vocale si manifesta, se si manifesta, in una fase tardiva del Parkinson. Però Le dico pure che esistono diverse eccezioni.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#6] dopo  
Utente 333XXX

Credevo anche io, nei limiti della mia conoscenza medica, che una visita da un otorino fosse la scelta migliore.
La voce almeno adessso non è comunque monotona, come invece è solita nei pazienti Parkinsoniani, mentre la raucedine peggiora in determinati momenti della giornata e soprattutto durante i pasti. Quando mio padre prova a parlare durante il pasto, il timbro è chiaramente più rauco.
Altra nota. Dopo cena mio padre ha l’abitudine di guardare la Tv in poltrona e capita spesso che per la stanchezza si addormenta per qualche minuto. Al risveglio emette qualche colpo di tosse, così ormai da qualche anno. Credo sia un problema di saliva non inghiottita legata al Parkinson oppure è un fattore fisiologico? Capisce bene che da profano in una fase così iniziale ogni piccolo dettaglio può essere facilmente trasformato in sintomo proprio per la multisistemicità della malattia.
Le farò sapere comunque dell’esito della visita e le auguro un buon fine settimana!

[#7] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

a distanza non è possibile stabilire a cosa sia da attribuire la tosse al risveglio ma considerato che insorge dopo un periodo di staticità non escluderei possa essere correlata a stasi dei muchi, ovviamente non possiamo nemmeno escludere un problema di ipersalivazione.
Bene, mi faccia sapere l'esito della visita ORL.

Grazie e buon fine settimana anche a Lei
Dr. Antonio Ferraloro

[#8] dopo  
Utente 333XXX

Gentile dott. Ferraloro,
Per vari motivi non è stato ancora possibile eseguire una visita dall’otorino, anche se la raucedine pare essere rientrata o comunque presente solo in alcuni momenti della giornata, in particolare durante un pasto o nei momenti di maggiore stanchezza.

Abbiamo però l’esito della risonanza al cervello e tronco encefalico che ancora dobbiamo far vedere al neurologo.

Questo quanto riportato:
L’indagine eseguita con tecnica Turbo spin-echo e Gradient echo, secondo piani assiali coronali e sagittali.
Non si rilevano significative alterazioni di segnale diffuse o focali a carico del parenchima cerebrale.
Quarto e terzo ventricolo in asse volumetricamente normali.
Ventricoli laterali in asse simmetrici. Conservati gli spazi liquorali subaracnoidei della base e della convessità.
Ipertrofia dei turbinati.

[#9] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

la RM encefalica, come Lei ha certamente intuito, è assolutamente normale.

Buon fine settimana
Dr. Antonio Ferraloro