Utente 489XXX
Buonasera.
Sono una ragazza di 19 anni, studentessa al primo anno di università.
Da molto tempo non mi sento in pace con me stessa ma questo primo anno di università è stato un inferno per me, un fallimento e mi sento inadatta a tutto.
Mi sta a fatica pure scrivere qui i miei problemi perché in realtà non saprei bene da dove cominciare e vorrei arrivare dritto al punto senza dilungarmi troppo.
Non vorrei attribuirmi malattie e termini sbagliati vista la mia ignoranza in questo ambito ma credo di essere depressa da un bel po' di anni.
I miei primi "deliri", se così si possono definire, sono iniziati in terza superiore quando cominciai a tagliarmi e ad avere il suicidio come pensiero fisso. Le cause di tutto ciò a quei tempi penso siano state le insufficienze ai compiti di greco e latino e il fatto che io non avessi amici e spesso venivo derisa e presa in giro in classe e ciò fece crescere in me un forte senso di inferiorità e perdita di autostima.
Cominciai a sentirmi meglio in quinta superiore quando finalmente legai con alcune ragazze di classe con le quali ci sono rimasta amica tutt'ora. Abbiamo fatto un gruppo e ci ritroviamo ogni fine settimana insieme.
Ma adesso arriviamo al punto, io in questo periodo mi sento un fallimento e sarò rapida. L'università per me è sinonimo di inferno, non so cosa mi sia successo ma non riesco a studiare e di conseguenza non riesco a passare nessun esame. Non ho più voglia di studiare, litigo sempre con i miei genitori che non fanno altro che ripetermi che sono un fallimento, che sono un errore, che si pentono di avermi fatta, che diventerò una drogata senza tetto.
Io la notte non riesco più a dormire, dormo in media 4/5 ore al giorno, non riesco a porre un obiettivo da raggiungere in questa vita, non so come fare con gli studi, non riesco più ad aprire un libro, non riesco ad andare avanti, osservo gli altri che mi sorpassano e rimango indifferente. Sono diventata apatica, priva di determinazione, priva di voglia, non ho nemmeno voglia di pensare, non ho voglia di fare nulla. Spesso mi prendono attacchi di ansia e faccio fatica a respirare, comincio a piangere, ad ansimare a sentire un bruciore dentro al petto di cui vorrei liberarmi attraverso un urlo. Parlo da sola, immagino scene e divento attrice dei miei pensieri, fingo tutti i sentimenti possibili. Vorrei morire, la mia vita non senso. Ho avuto delle allucinazioni e credo di stare impazzendo. Spesso quando prendo il treno per andare all'università vorrei buttarmici sotto. Non ho più passioni come una volta, non ho più hobby, non riesco più a fare tutto ciò che mi piaceva, ho smesso di prendermi cura di me stessa né nel modo di vestire né in qualsiasi altro modo. Faccio schifo, sono brutta e sono ingrassata, non penso di piacere a nessuno, ho sempre la sensazione che tutti parlino male di me e mi sto isolando. Ho persino bloccato i numeri di telefono delle mie amiche perché mi infastidisce dover parlare con qualcuno in questa condizione. AIUTO.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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Capisco che lei è in una situazione di grande sofferenza, e mi spiace che non sia capita dai suoi genitori. Cerchi di non chiudere i contatti con le sue amiche, che in questo momento potrebbero esserle preziose, e consulti quanto prima un medico specialista in Psichiatria. Lei ha bisogno di una terapia psicologica ma, prima di questa, di una cura medica, che la farà sentire meglio in tempi più brevi di quanto lei possa pensare.
Mi tenga informato.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-

[#2] dopo  
Utente 489XXX

Grazie per la risposta dottore ma non riesco a dirlo a miei genitori, non mi manderebbero mai da uno psichiatra, mi direbbero che è colpa mia se sono ridotta in queste condizioni e che dovrei rimediare mettendomi a studiare.
Ho provato ad avere un dialogo con loro e a riferire loro tutto e dire che forse sarebbe meglio farsi aiutare da uno specialista ma le loro risposte sono sempre state negative. Sono disperata ma grazie comunque.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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Lei è maggiorenne, si sente così soggiogata dai suoi genitori? Può andare da sola al servizio ASL della sua zona, senza chiedere il permesso di nessuno.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
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