Utente 526XXX
Salve a tutti.
Vi racconto brevemente la mia storia con la Paroxetina.
Ho 34 anni, uomo, 1,80 per 80 kg di peso. Dal 2007 assumo ininterottamente Eutimil per disturbo da attacchi di panico con agorafobia.
Inizialmente il dosaggio era di 20 mg al giorno per i primi 3 anni poi ridotti a 10mg al giorno dal 2010 al 2012, aumentati nuovamente a 20 mg da fine 2012 a fine 2014 e ridotti dal 2015 ad oggi sempre 10mg.
Ho assunto qualche volta Xanax solo prima di viaggi aerei mentre per il resto non ho mai assunto ansiolitici.
Tranne qualche sporadico episodio di ricaduta in questi 12 anni non ho avuto grossi problemi e ho risposto molto bene alla terapia farmacologica.
In maggio 2017 ho deciso di intraprendere un percorso di psicoterapia che si è concluso positivamente ad ottobre 2018.
Ora mi sento molto bene e non ho più alcun problema quindi qualche giorno fa mi sono rivolto al mio neurologo per cominciare la dismissione della paroxetina.
Il medico mi ha prescritto eutimil in gocce o in alternativa lo il generico Stiliden e mi ha detto di scalare 1 mg ogni settimana fino ad arrivare a 0mg nel giro di 8/10 settimane.
Leggendo diversi forum online però non penso sia la modalità corretta di scalaggio e vorrei seguire una modalità più lenta per evitare ricadute sopratutto dopo un periodo così lungo di assunzione.
Quale modalità di riduzione potete consigliarmi?

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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La modalità di graduale sospensione della paroxetina che lo specialista le ha prescritto è già abbastanza prudente. Questo non toglie che, se questo le dà maggiore tranquillità, lei non possa effettuare uno scalaggio ancora più lento.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-

[#2] dopo  
Dr. Mario Savino

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Iscritto dal 2008
Dunque, la riduzione della Paroxetina è lenta perché si tratta di un SSRI a breve emivita e la sospensione brusca può causare sintomi come irritabilità, ansia, capogiri. In altre parole la riduzione lenta protegge da questi sintomi "da sospensione" e non da una ricaduta del DAP. Questa dipende dal decorso del disturbo stesso, se cronico si ripresenterà comunque dopo settimane o pochi mesi, se ricorrente potrebbe star bene anche per anni.
La Psicoterapia è senz'altro efficace ma, come i farmaci, non è garanzia di una risoluzione totale del disturbo anche se una miglior gestione dell'ansia senz'altro aiuta.
In altre parole lo schema di sospensione propostole dovrebbe essere fin troppo lento e non c'è necessità di prolungarlo ulteriormente, o il DAP è in remissione oppure no. Lo scoprirà dopo la sospensione (e le auguro una sorpresa positiva)
MS
Mario Savino
medico
Specialista in Psichiatria

[#3] dopo  
Utente 526XXX

Spett. Dottor Carbonetti,
la ringrazio per la celere risposta.
La mia unica preoccupazione è quella di avere effetti indesiderati (rebound) dovuti appunto alla riduzione del farmaco ed è per questo che ho chiesto un consulto in quanto, sui vari forum specifici si consigliano riduzioni molto più graduali per chi assume paroxetina da tanto tempo come nel mio caso.
Parlo di tempi di riduzione dell' ordine di 2-4 anni.
A lei sembrano tempi eccessivi?

Grazie

[#4] dopo  
Utente 526XXX

Spett. Dottor Savino,
sicuramente mi sento di dire che il DAP è in remissione.
Lei come tipo di gocce da assumere mi consiglia Eutimil oppure lo Stiliden ?

Grazie