Disturbi del sonno e stress: consigli utili?
buongiorno spero di aver indovinato la giusta sezione, vi scrivo perchè da più di due settimane la mie notti sono diventate un inferno, non che prima fossero ottima ma spesso riuscivo a portare a termine l'intero ciclo di sonno 6/7 ore e quando succedeva che mi svegliavo prendevo subito sonno, Adesso puntualmente tra le 2/3 mi sveglio e quando sono fortunato riprendo sonno dopo un'ora per poi svegliarmi definitivamente verso le 5:30, più di un'ora prima rispetto alla sveglia.
Nelle ultime notti mi ritrovo in un bagno di sudore nonostante la temperatura non sia così calda.
A causa di questa situazione mi trovo lunghe ore notturne in preda alle mie elucubrazioni mentali con tutti i pensieri più negativi che passano dentro la mia mente, queste fasi sono alternate da altri episodi surreali tipo dormiveglia con sogni assurdi.
Attraverso da un paio di mesi un periodo molto stressante volevo qualche consiglio
Nelle ultime notti mi ritrovo in un bagno di sudore nonostante la temperatura non sia così calda.
A causa di questa situazione mi trovo lunghe ore notturne in preda alle mie elucubrazioni mentali con tutti i pensieri più negativi che passano dentro la mia mente, queste fasi sono alternate da altri episodi surreali tipo dormiveglia con sogni assurdi.
Attraverso da un paio di mesi un periodo molto stressante volevo qualche consiglio
Buongiorno,
capisco quanto possa essere pesante vivere notti così spezzate, con risvegli improvvisi, sudorazioni e pensieri che diventano più bui proprio quando dovresti riposare. In periodi di forte stress il corpo tende a restare in uno stato di allerta, e il sonno ne è spesso la prima vittima: non è un fallimento, è una reazione fisiologica a un carico che stai sostenendo da tempo.
Anche se ora sembra tutto fuori controllo, l’equilibrio del sonno può essere recuperato. Piccoli accorgimenti nella routine serale, un rallentamento graduale prima di andare a letto, la possibilità di scaricare i pensieri su carta e limitare gli stimoli possono aiutare a ridurre l’attivazione notturna.
Se però questa fatica continua, può essere molto utile parlarne con un professionista che possa aiutarti a comprendere meglio cosa sta sostenendo tutto questo e accompagnarti verso un sonno più stabile.
Resto a disposizione.
capisco quanto possa essere pesante vivere notti così spezzate, con risvegli improvvisi, sudorazioni e pensieri che diventano più bui proprio quando dovresti riposare. In periodi di forte stress il corpo tende a restare in uno stato di allerta, e il sonno ne è spesso la prima vittima: non è un fallimento, è una reazione fisiologica a un carico che stai sostenendo da tempo.
Anche se ora sembra tutto fuori controllo, l’equilibrio del sonno può essere recuperato. Piccoli accorgimenti nella routine serale, un rallentamento graduale prima di andare a letto, la possibilità di scaricare i pensieri su carta e limitare gli stimoli possono aiutare a ridurre l’attivazione notturna.
Se però questa fatica continua, può essere molto utile parlarne con un professionista che possa aiutarti a comprendere meglio cosa sta sostenendo tutto questo e accompagnarti verso un sonno più stabile.
Resto a disposizione.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Utente
Grazie per la risposta e le parole di conforto, purtroppo vivo uno stato di perenne apprensione verso tutto e tutti, ultimamente tutto è stato aggravato da alcune malattie che persone a me vicine stanno affrontando. Non riesco a staccarmi dai pensieri neanche scrivendoli, ho un diario dove annoto giornalmente tutto, certe volte sfogliando all’indietro anche di un anno mi accorgo che le situazioni sono sempre le stesse. Preoccupazione, senso di colpa per il quale non riesco a trovare motivo, li ritrovo giornalmente in queste pagine, ho una stanchezza psicologica cronica.
Proverò a rivolgermi a qualcuno. Ma rimango molto sfiduciato
Proverò a rivolgermi a qualcuno. Ma rimango molto sfiduciato
Buon pomeriggio,
quello che descrivi dà davvero la misura di quanta fatica tu stia facendo da tanto tempo. Quando vivi in uno stato di apprensione continuo è come se la mente non trovasse più un punto di appoggio, e tutto, anche quello che non meriterebbe peso, diventa enorme. È comprensibile sentirsi sfiduciati quando, guardando indietro, sembra che nulla cambi davvero, e quando le preoccupazioni per le persone care si aggiungono a ciò che già ti porti dentro.
Non sei sbagliato per quello che provi. Il fatto stesso che tu abbia cercato parole, abbia scritto, abbia provato a capire cosa succede dentro di te, dice che c’è una parte di te che non ha rinunciato, anche se ora si sente stanca. La sfiducia fa parte della stanchezza, non è un verdetto.
Se ti andrà di fare un passo alla volta con qualcuno accanto, potrai dare un po’ di respiro a tutto questo. E se in qualche momento vorrai tornare qui a scrivere, io resto a disposizione.
quello che descrivi dà davvero la misura di quanta fatica tu stia facendo da tanto tempo. Quando vivi in uno stato di apprensione continuo è come se la mente non trovasse più un punto di appoggio, e tutto, anche quello che non meriterebbe peso, diventa enorme. È comprensibile sentirsi sfiduciati quando, guardando indietro, sembra che nulla cambi davvero, e quando le preoccupazioni per le persone care si aggiungono a ciò che già ti porti dentro.
Non sei sbagliato per quello che provi. Il fatto stesso che tu abbia cercato parole, abbia scritto, abbia provato a capire cosa succede dentro di te, dice che c’è una parte di te che non ha rinunciato, anche se ora si sente stanca. La sfiducia fa parte della stanchezza, non è un verdetto.
Se ti andrà di fare un passo alla volta con qualcuno accanto, potrai dare un po’ di respiro a tutto questo. E se in qualche momento vorrai tornare qui a scrivere, io resto a disposizione.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
Ricevo a Roma e on line.
www.vincenzocapretto.com
3356314941
Utente
Grazie per ciò che ha scritto.
Utente
Buongiorno andando dal medico di base e parlando della situazione mi ha prescritto il Cicardin quanto meno per dormire, chiaramente rimandato il resto che già ho scritto ad altre soluzioni, da tre giorni che lo prendo accuso una forte sonnolenza che unito a questo sentirsi giù per ciò che mi aspetta per Natale mi fa vivere quasi catatonico sforzandomi per qualsiasi cosa da fare. Purtroppo il periodo delle vacanze che una volta era di riposo pieno di incontri familiari e con amici ormai é diventato a causa della nostra lontananza un tour de force, il tutto parte già da giorni prima della nostra partenza e finisce con il
Rientro a casa prima dell’epifania. In questi giorni è tutta una corsa in apnea senza che possa accadere nulla neanche un minimo raffreddore. La pressione sale a livelli mai visti.
Sono cosciente che ciò che ho scritto é confuso ma ricalca ciò che ho dentro, non c’è neanche una domanda era solo per esternare tutto questo.
Rientro a casa prima dell’epifania. In questi giorni è tutta una corsa in apnea senza che possa accadere nulla neanche un minimo raffreddore. La pressione sale a livelli mai visti.
Sono cosciente che ciò che ho scritto é confuso ma ricalca ciò che ho dentro, non c’è neanche una domanda era solo per esternare tutto questo.
Buongiorno,
da quello che scrive emerge soprattutto un quadro di forte iperattivazione ansiosa, più che un problema organico o nuovo . La sonnolenza che avverte dopo l’inizio del Cicardin è un effetto noto e transitorio: non indica che qualcosa non va , ma che il sistema sta provando a rallentare dopo mesi di tensione continua.
Il periodo che descrive (feste, spostamenti, obblighi familiari) sembra funzionare da amplificatore di uno stato di allerta già presente: il corpo resta in apnea, come se dovesse costantemente prevenire un pericolo, anche minimo. In questo assetto è normale percepire stanchezza marcata, senso di vuoto , pressione che sale e una sensazione di essere poco presenti a se stessi. Non è catatonia né perdita di controllo, ma esaurimento da sovraccarico prolungato.
È importante però evitare di monitorarsi continuamente (pressione, sintomi, sensazioni): questo mantiene il circolo dell’ansia e della preoccupazione ipocondriaca, senza dare reali benefici. Il fatto che lei stesso riconosca di non avere una domanda ma il bisogno di esternare è già un segnale di consapevolezza.
In questa fase l’obiettivo non è stare bene subito , ma non aggiungere ulteriore pressione al sistema: ridurre il controllo, accettare un funzionamento un po’ rallentato e attraversare questo periodo senza interpretarlo come un segnale di pericolo. Il resto potrà essere affrontato con calma, fuori dall’emergenza.
Si prenda questo messaggio come una chiusura contenitiva: ciò che sta vivendo è coerente con il momento, comprensibile e reversibile. Non c’è nulla che indichi un peggioramento strutturale o qualcosa di grave.
Cordiali saluti.
da quello che scrive emerge soprattutto un quadro di forte iperattivazione ansiosa, più che un problema organico o nuovo . La sonnolenza che avverte dopo l’inizio del Cicardin è un effetto noto e transitorio: non indica che qualcosa non va , ma che il sistema sta provando a rallentare dopo mesi di tensione continua.
Il periodo che descrive (feste, spostamenti, obblighi familiari) sembra funzionare da amplificatore di uno stato di allerta già presente: il corpo resta in apnea, come se dovesse costantemente prevenire un pericolo, anche minimo. In questo assetto è normale percepire stanchezza marcata, senso di vuoto , pressione che sale e una sensazione di essere poco presenti a se stessi. Non è catatonia né perdita di controllo, ma esaurimento da sovraccarico prolungato.
È importante però evitare di monitorarsi continuamente (pressione, sintomi, sensazioni): questo mantiene il circolo dell’ansia e della preoccupazione ipocondriaca, senza dare reali benefici. Il fatto che lei stesso riconosca di non avere una domanda ma il bisogno di esternare è già un segnale di consapevolezza.
In questa fase l’obiettivo non è stare bene subito , ma non aggiungere ulteriore pressione al sistema: ridurre il controllo, accettare un funzionamento un po’ rallentato e attraversare questo periodo senza interpretarlo come un segnale di pericolo. Il resto potrà essere affrontato con calma, fuori dall’emergenza.
Si prenda questo messaggio come una chiusura contenitiva: ciò che sta vivendo è coerente con il momento, comprensibile e reversibile. Non c’è nulla che indichi un peggioramento strutturale o qualcosa di grave.
Cordiali saluti.
Dr. Vincenzo Capretto, psicologo.
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Utente
Prenderò i suoi consigli e cercherò di attuarli, spero di riuscirci. Le farò sapere, grazie di tutto
Questo consulto ha ricevuto 7 risposte e 298 visite dal 10/12/2025.
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Approfondimento su Disturbi del sonno
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