Utente 427XXX
Buonasera dottori, ormai col mio urologo (così come i miei precedenti urologi) siamo giunti alla conclusione che ho il collo vescicale stretto ed è questo che mi causa i problemi classici della prostatite e le continue infezioni.
Le abbiamo provate di tutte, antibiotici ma le infezioni tornavano, supposte antinfiammatorie o al cortisone, integratori di Serenoa, Bromelina e altra roba ma nulla, in tutti questi anni la situazione non è migliorata di una virgola.

Ovviamente, l’urologo mi ha detto che dovrò fare la cistoscopia per avere conferma del collo vescicale stretto, ma lui già lo sospetta fortemente, poi penso che dovrò operarmi.

Comunque, l’urologo in passato mi disse che per questo problema potrei usare temporaneamente (finché non mi opererò) lo Xatral, infatti lo feci, presi le compresse di Xatral da 2.5mg, però... già il secondo giorno che le presi, alzandomi dal letto, cominciai a sentirmi frastornato e disorientato, con mal di testa forte improvviso, probabilmente un calo di pressione, che si risolse un paio di minuti dopo, però non mi era mai capitato in vita mia perciò mi spaventai e sospesi la cura già il secondo giorno (e ripeto, compresse da 2.5).

Ora con la prostata sto talmente male che quasi quasi sto pensando di ricominciare con lo Xatral perché non ne posso più, sempre sotto supervisione dell’urologo.
Però vorrei analizzare bene il rapporto rischi/benefici: i rischi quali sarebbero? Considerate che ho 21 anni e che non ho problemi cardiovascolari, questi cali di pressione sono normali oppure quando si presentano è opportuno interrompere la terapia? E se succedesse ancora, cosa comporta un calo di pressione? (Tipo c’è rischio di infarto o di svenire?).
Quindi: vorrei capire se vale la pena riprendere lo Xatral (questa volta da 10mg) oppure ci sono rischi importanti e quindi non conviene.
Aggiungo che faccio molto sport e ho una vita molto attiva, quindi non sarebbe opportuno svenire in giro o avere problemi, se i rischi sono alti meglio lasciar stare...

Ditemi cosa ne pensate, grazie!

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Se i disturbi urinari sono cospicui ed imfluiscono negativamente sulla sua qualità di vita, è indispensabile nel suo interesse che la diagnosi endoscopica venga definivamente puntualizzata. L'assunzione di farmaci alfa-litici (alfuzosina od altri) è da considerare una soluzione temporanea. considerata la sua giovanissima età non si può pensare di legarla ad un farmaco all'infinito. Se comunque questi farmaci inducono effetti collaterali forse ancora più fastidiosi dei sintomi che dovrebbero curare, è ovvio che si debba scendere ad un compromesso ed iniziare a considerare seriamente l'ipotesi di un intervento endoscopico risolutivo.
Dr. Paolo Piana
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[#2] dopo  
Utente 427XXX

Si infatti a quello sto puntando, quindi da come ho capito considerati gli effetti collaterali non mi consigliate lo Xatral eh?
Comunque si appena possibile vedrò l’urologo per decidere la cistoscopia e l’intervento...

In ogni caso, che voi sappiate, quel tipo di intervento porta problemi poi giusto? Lessi di eiaculazione retrograda e cose simili, quando chiesi all’urologo mi disse che era ancora presto per parlarne, ma ora non è più presto...
Di preciso che problemi mi darà quell’intervento, soprattutto a livello sessuale?

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Gli effetti collaterali esistono, ma come le abbiamo scritto, in talune situazioni è necessario scendere ad un compromesso.
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[#4] dopo  
Utente 427XXX

Dottor Piana, vorrei un consiglio da lei visto che ormai è da un annetto che mi date dei suggerimenti su questa cosa, e ora sono arrivato ad un punto di svolta.

Tutti gli urologi che mi hanno seguito sono convinti che io abbia il collo vescicale stretto, ovviamente dovremo verificarlo con una cistoscopia ma in fin dei conti tutti gli elementi vanno in quella direzione.

Così ho preso la decisione di fare l’intervento, ma vorrei sapere in modo specifico qual è il rapporto tra risoluzione del problema ed effetti collaterali.

Ho individuato un urologo molto bravo in questi interventi, specializzato appunto in interventi urologici micro invasivi con tecnologia d’avanguardia (dott. D’Elia, Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma), ma prima di andare a visita da lui vorrei mettere in chiaro una cosa: per me la cosa più importante è non avere effetti collaterali soprattutto se influenzano l’attività sessuale, quindi preferisco un approccio all’intervento più prudente...

Ho saputo che l’intervento può prevedere 1 oppure 2 incisioni al collo vescicale, e presumo che con 1 incisione ci sia una possibilità minore di effetti collaterali, giusto?

Quindi, secondo voi è possibile fare l’intervento in modo prudente così da evitare effetti collaterali (anche al costo di non risolvere al 100% il mio problema), oppure mi devo mettere l’anima in pace che questo intervento gli effetti collaterali li porta e basta?
Sia chiaro, preferisco rimanere col problema se il rischio poi è di restare incontinente o di non avere più l’eiaculazione, per carità!

Però appunto non ho capito se questi effetti possono essere evitati o meno con un approccio diverso e facendo solo un’incisione anziché due, e non ho capito qual è la percentuale di riuscita perfetta di questi interventi (un conto è se il 90% degli operati torna ad avere una vita normale e risolve un problema, un conto è invece se il 90% dei pazienti dopo l’intervento resta incontinente o accusa gravi problemi).
Purtroppo su Internet non riesco a trovare informazioni specifiche su questo, quindi per favore, mi potreste aiutare? Grazie!

(Ps: Se siete interessato voi stesso ad operarmi, beh con piacere, conosco più voi che non questo urologo romano, e di sicuro siete entrambi bravissimi).

Grazie!

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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La sezione del collo è tecnicamente un intervento molto semplice, alla portata di tutti gli specialisti, quantomento di formazione abbastanza recente. E’ certamente ridondante pensare che esistano degli “esperti” in questo campo. Per quanto riguarda indicazioni ed efficacia noi siamo sempre molto diretti e realisti, come avrà avuto modo di leggere in altri nostri consulti. L’intervento viene eseguito per migliorare il flusso urinario ed evitare future complicazioni a lungo termine sulla funzionalità vescicale. Un approccio troppo cauto può portare ad un risultato insoddisfacente, addirittura alla necessità di dover ripetere l’intervento, anche più volte. Per quanto riguarda l’eiaculazione, non riteniamo che vi siano oggi tecniche in grado di assicurarne la conservazione al 100%, d’altronde l’eiaculazione retrograda costituisce un handicap unicamente psicologico, poichè la fertilità è oggi comunque garantita dalle tecniche di fecondazione assistita e la sfera sessuale non è comunque modificata nella qualità della sensibilità e dell’erezione.
In ogni caso, non essendo ancora stata fatta una diagnosi endoscopica, tutte queste parole sono da considerarsi dimfatto premature.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 427XXX

Va benissimo, la ringrazio tanto per avermi spiegato queste cose, comunque cercavo un urologo esperto non tanto per l’operazione in sé ma appunto qualcuno che riesca a decidere bene fino a che punto sporgersi con l’incisione in modo da trovare l’equilibrio perfetto tra ripristino della funzionalità vescicale e mancanza di effetti collaterali.
Mi fa piacere che, a giudicare dalle vostre parole, non dovrei preoccuparmi troppo degli effetti collaterali, opterei comunque per un approccio cauto ma ovviamente sarà il dottore e trovare il giusto equilibrio.

Ovviamente quando avrò fatto la cistoscopia e staremo progettando l’intervento vi farò sapere cosa ha deciso il dottore e con che criteri opereremo, vi segnalo anche che lui usa il macchinario “Da Vinci” per operare, non so se riguarda anche il mio caso...

La ringrazio ancora per i suoi suggerimenti, spero andrà tutto bene, vi lascio una recensione positiva e vi auguro una buona notte :)

[#7] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Il robot operatore “Da Vinci” non si utilizza per l’endoscopia delle vie urinarie.
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