Utente 332XXX
Gent.mi Dottori.
Ho 50 anni.
Nel settembre 2016 ho eseguito un'urocoltura con esito positivo all'enterococcus faecalis successivamente rilevato anche nel secreto prostatico.
Ho eseguito diverse urocolture tutte positive allo stesso batterio, l'ultima nel giugno 2017. Tutte le terapie antibiotiche tradizionali sono risultate vane e, su consiglio dell'urologo, ho sospeso le terapie antibiotiche.
Da quel giorno, bevendo molto e conducendo un regime di vita sano, finalmente, pochi giorni fa, sono riuscito ad avere ben 3 urocolture negative consecutive.
Ora, purtroppo, a causa di un valore di p.s.a. di 4,4 mi sono rivolto nuovamente all'urologo. La visita con eco transrettale è risultata negativa ma l'urologo mi ha prescritto una risonanza magnetica prostatica multiparametrica che ha dato un esito pirads 3. Nonostante nel frattempo il psa sia sceso a 3,8 dopo 2 mesi, mi viene consigliato di eseguire ugualmente una biopsia con tecnica fusion per maggiore sicurezza.
La biopsia prevede una terapia antibiotica preventiva.
Vorrei evitare di alterare l'equilibrio che tanto faticosamente ho raggiunto ma allo stesso tempo non rischiare nuove infezioni magari causate dalla biopsia.
Questo è il mio ultimo antibiogramma positivo (giugno 2017)

Enterococcus faecalis 1.000.000 UFC/ml
Ampicillina S <=2
Ampicillina/sulbactam S <=2
Cefuroxime R >= 64
Cefuroxime R >= 64
Clindamicina R>= 8
Gentamicin alta conc SYN - S
Imipenem S <=1
Levofloxacina S 1
Linezolid S 2
Nitrofurantoina S <= 16
Quinupristin/Dalfopristin R
Streptomicyn HLR S SYN-S
Teicoplanina S <=0,5
Tigeciclina S <=0,12
Vancomicina S 1

Considerando il fatto che fino a poco tempo fa, e sicuramente fino al giugno 2017, avevo una prostatite cronica da enterococcus faecalis, quale terapia antibiotica suggerirebbe per eseguire la biopsia?

Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Il prelievo per la biopsia mirata avviene per puntura tramite il perineo, quindi non dovrebbe esporre a rischi diretti di contaminazione batterica. Ciononostante, è d'abitudine far assumere un antibiotico per pochi giorni a cavallo della procedura. Si tratta di un approccio sostanzialmente empirico, se lei ha una recente urocoltura sterile, potrebbe essere al limita anche evitato, ma su questo è meglio che si esprima il Collega che eseguirà la biopsia.
Dr. Paolo Piana
Responsabile Centro Calcolosi Renale A.O. U. Città della Salute e della Scienza - Torino
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[#2] dopo  
Utente 332XXX

Grazie per la cortese risposta.
Scusi se approfitto.
L'antibiotico che mi è stato consigliato è il Rocefin 1g fiala, come ha detto lei, per alcuni giorni a cavallo della biopsia.
Le chiedo:
* Non sarebbe stato meglio prescrivere un antibiotico a cui l'enterococcus faecalis risulti sensibile? Dall'antibiogramma mi pare risulti resistente.......
*Una terapia antibiotica di questo tipo non rischia di alterare il microbiota e di farmi tornare nuovamente positivo all'enterecoccus?
Nuovamente ringrazio.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Un antibiograma del 2017 non ha ovviamente più alcuna valenza. La profilassi antibiotica viene quindi effettuata su basi empiriche, crediamo che pochi giorni non siano in grado di causare danno significativo alla flora intestinale. In ogni caso assuma fermenti lattici, probiotici, yoghurt e quant'altro.
Dr. Paolo Piana
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[#4] dopo  
Utente 332XXX

Mi scusi ancora.
Purtroppo non ho più eseguito urocolture dal 2017 ma, dall'analisi delle urine effettuata a dicembre, risultavano ancora dei leucociti nelle urine, questo lascerebbe supporre che io mi sia negativizzato di recente.
Può essere questo un elemento significativo nella scelta della terapia antibiotica?

[#5] dopo  
Dr. Paolo Piana

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Non in modo così determinante.
Dr. Paolo Piana
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[#6] dopo  
Utente 332XXX

Grazie. Speriamo bene.
Grazie ancora.