Utente
Buongiorno,
gentilmente vorrei chiedere alcuni chiarimenti sul significato di un aspetto emerso da una risonanza magnetica effettuata per delle vertigini che si ripetono a cadenza periodica. Il referto riporta che non ci sono lesioni, nè alterazioni, ci sono solo alcuni radi minuti focolai vasculo ialinotici a sede sottocorticale localizzati a livello della sostanza bianca. Al di là del risultato, che mi sembra non riporti motivo di preoccupazione, mi colpiva il fatto che siano modicamente ampliati gli spazi liquorali e cisternali della base e dei solchi della convessità. E' compatibile con la mia età, 35 anni? Pensavo fosse una situazione che si manifesta in età più avanzata. Grazie per la cortese attenzione

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Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

come giustamente dice, l'ampliamento degli spazi liquorali e dei solchi cerebrali è più frequente in età più avanzata, oggi comunque con la sempre maggiore diffusione di esami di neuroimaging come la RM questo reperto si riscontra anche nei giovani adulti perfettamente normali.
La sua interpretazione non è univoca in quanto potrebbe anche essere congenita, fin dalla nascita e non sempre presenta un significato clinico.
Faccia visionare le immagini dell'esame ad un neurologo, il consiglio potrebbe essere di ripetere la RM per es. tra uno-due anni per verificare eventuali variazioni.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno,
la ringrazio molto per la celere risposta, procederò come da Lei indicato. Le chiedo gentilmente qualche altra informazione in merito. Ipotizzando che si tratti di una conformazione congenita è fisiologico nel corso degli anni un ulteriore ampliamento? Mi chiedo se questa condizione di partenza comporti la necessità di effettuare delle osservazioni anche più avanti negli anni. Ci sono dei consigli in merito all'alimentazione o ad altro da seguire per mantenere nel limite del possibile inalterata la situazione? Il fatto di avere un caso in famiglia di alzheimer, mia nonna, è opportuno, se c'è qualche relazione con questa condizione, effettuare dei controlli nel tempo? La ringrazio per la cortese attenzione ed invio cordiali saluti

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Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

se ci fosse l'origine congenita non dovrebbe comportare aumento nel tempo.
Io stesso Le ho già ricordato che sarebbe opportuno verificare tra qualche anno eventuali variazioni del reperto riscontrato.
La malattia di Alzheimer non è ereditaria però ci può essere un aumento del rischio in familiari di malati alzheimeriani.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro