Paura infezione prioni

Gentili dottori, buona sera.
Sono un giovane studente di medicina e, seppure io ami con tutto il mio cuore ciò che studio, mi trovo dinanzi ad un problema: soffro fortemente di ipocondria e, in generale, di attacchi di ansia legati alla paura di contrarre infezioni. Alcuni giorni fa, ho effettuato una dissezione di un encefalo insieme al professore e ad altri colleghi; tuttavia, dopo l’interessante esperienza, nell’andare a togliermi i guanti ho accidentalmente toccato con la mano nuda, a cui avevo già tolto il guanto, la parte sporca dell’altro guanto sull’altra mano (per "parte sporca" intendo la parte di guanto che è andata abbondantemente a diretto contatto con il cervello). Poiché abbiamo recentemente studiato che i prioni, seppur rari, se presenti sono resistenti alle procedure standard di sterilizzazione e rimangono all’interno dei tessuti nervosi per un tempo indefinitamente lungo anche dopo la morte, la mia paura è quella di essere entrato in contatto con tali agenti e di essere quindi stato infettato in una qualsiasi maniera. Ad esempio, temo che nonostante io abbia lavato le mani con acqua e sapone, tale lavaggio sia stato inadeguato e/o insufficiente, e che quindi, in seguito ad un qualsiasi contatto accidentale con la bocca, io possa aver ingerito tali agenti patogeni. Inoltre, siccome la mia componente d’ansia è considerevole, temo che tramite questo famoso contatto accidentale con il guanto sporco, io possa aver in qualche modo infettato anche i miei vestiti, i miei oggetti ed effetti personali e così via, tant’è che ho quasi "paura" di toccare alcuni miei oggetti temendo che essi siano stati a loro volta "contaminati", e mi lavo continuamente le mani.
Premesso che ho intenzione di iniziare al più presto una psicoterapia mirata a curare questo mio problema di ansia prima che ostacoli la mia futura vita lavorativa, vorrei tuttavia essere rassicurato (o non rassicurato, se ritenete che vi sia qualche rischio) nel caso specifico e conoscere il parere di persone sicuramente molto più competenti di me.
Dunque vi chiedo: sono effettivamente a rischio di contrarre un’infezione da prione dopo una dissezione, in seguito ad un contatto diretto con un guanto sporco? Quali sono le possibilità che un cervello infetto arrivi al laboratorio di dissezione utilizzato anche da noi studenti? Quanto "sopravvivono" (vogliate passarmi il verbo anche se sbagliato, visto che si parla di proteine che, in quanto tali, non "vivono") i prioni nell’ambiente? Come posso tranquillizzarmi?
Chiedo scusa per il disturbo e vi ringrazio per l’attenzione e la comprensione.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 68,2k 2,1k 23
Gentile Utente,

stia tranquillo perchè di un malato deceduto per malattia da prioni non viene utilizzato il cervello per attività didattiche, al massimo a scopo di studio per addetti ai lavori.

"ho intenzione di iniziare al più presto una psicoterapia mirata a curare questo mio problema di ansia prima che ostacoli la mia futura vita lavorativa", bene, è questo che deve fare.
Auguri per gli studi.

Cordiali saluti

Dr. Antonio Ferraloro

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentilissimo dottore, la ringrazio per la sua cordiale risposta e per avermi rassicurato.
Le pongo un ultimo quesito: se un paziente in procinto di sviluppare una malattia da prioni fosse deceduto per una qualsiasi altra causa (infarto, ictus, ecc.) prima di manifestarne i sintomi, e quindi prima di ricevere l'adeguata diagnosi, tali prioni si troverebbero comunque nei tessuti nervosi? In tal caso, un cervello catalogato come "non infetto" potrebbe in realtà esserlo, e dunque finire per essere usato anche in attività didattiche?
Chiedo scusa per l'insistenza, ma purtroppo l'ansia mi fa ipotizzare di tutto.
La ringrazio nuovamente per la sua disponibilità.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 68,2k 2,1k 23
Gentile Utente,

infatti l'ansia Le fa ipotizzare situazioni rarissime, quasi eccezionali, è molto più probabile che esca stamattina e Le cada una tegola in testa.

Le ripeto, curi il disturbo d'ansia che, con i limiti del consulto a distanza, sembrerebbe notevole.

Cordialmente
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dopo
Utente
Utente
Gentilissimo Dottore, grazie infinitamente per avermi di nuovo dedicato il Suo tempo. Proverò a tranquillizzarmi grazie alle Sue parole e alla psicoterapia che intraprenderò il prima possibile. Di nuovo, mille grazie, Le auguro una buona giornata.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 68,2k 2,1k 23
Di nulla.

Buona giornata anche a Lei

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