Problemi di affettività/sessualità

Buonasera,

sono un uomo di 26 anni, eterosessuale, e ho dei pesanti problemi nel campo dell'affettività e sessualità: rispetto ai mie coetanei mi trovo un bel pò indietro, non sono mai stato in grado di rapportarmi con le ragazze, e questa cosa comincia ad esaurirmi. Nella mia infanzia ed adolescenza in solitudine, vissuta prevalentemente sui libri, ho sempre avuto problemi relazionali (al limite della fobia sociale) e di timidezza, che sono diventati insostenibili dopo i 20 anni: dai 21 anni fino a circa 23, sotto consiglio del medico di famiglia, ho seguito un percorso di psicoteapia presso la mia ULSS locale, con dei buoni risultati.
Recentemente ho vissuto una bella esperienza formativa all'estero, durante la quale mi sono impegnato, o meglio ho cercato, di migliorare le mie capacità relazionali (con buoni risultati) e soprattutto, ho tentato di superare alcune delle fobie che riguardano la sfera della sessualità, problematiche che, mi sono reso conto solamente negli ultimi anni, mi porto dietro dall'adolescenza e che non sono mai riuscito a "a tirare fuori" pienamente, a causa di una fortissima vergogna, nemmeno durante il predetto percorso di psicoterapia.
Durante il periodo all'estero, per la prima volta in vita mia ho iniziato a vedere film pornografici, ho acquistato e provato i preservativi (questo per me è stato veramente una grosso scoglio da superare), ho cercato di esplorare la mia sessualità con la masturbazione (la praticavo anche prima ma molto di rado), anche se in ritardo di molti anni. Il problema che quest'ultima pratica è diventata qualcosa che ritengo essere compulsivo (1-2 volte al giorno, tutti i giorni), una sorta di dipendenza che, unita a questa solitudine affettiva, mi sta gravemente deprimendo. Per questo motivo vi chiedo un vostro gentile consulto riguardo alla mia situazione.

Grazie in anticipo
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Ragazzo,
Quando l' autoerotismo prende il posto dell' affettivita' e della sessualita', diventando compulsivo, rappresenta un sostitutivo del piacere condiviso.
L' autoerotismo, invece vissuto con serenita' e ludicita' rappresenta invece una valida startegia di conoscenza di se stesso, della sua 'Sessualita' e del suo immaginario erotico.
Sono argomenti che andrebbero affrontati, no online ma all' interno di setting specialistici.
Consideri, cha alla lunga la pornografia danneggia il desiderio sessuale ed amlplifica le difficolta' a far transitare il piacere da solitario a condiviso.
Ha avuto qualche raporto sessuale?
Le allego qualche articolo per approfondimenti.

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1350-la-masturbazione-ed-il-concetto-di-piacere.html

https://www.medicitalia.it/blog/psicologia/1813-calo-del-desiderio-sessuale-il-difficile-passaggio-dal-piacere-solitario-al-piacere-condiviso.html

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4,1k 94 43
<<mi sono impegnato, o meglio ho cercato, di migliorare le mie capacità relazionali (con buoni risultati) e soprattutto, ho tentato di superare alcune delle fobie che riguardano la sfera della sessualità>>

Gentile Ragazzo,
ora che si ritrova nel suo ambiente è riuscito in qualche modo a conservare le nuove ( e più soddisfacenti) capacità relazionali che ha constatato di possedere?
Ora lavora? Ha degli amici? Quali interessi?

Il fatto che abbia già effettuato in passato un ciclo di sedute di psicoterapia, non esclude la possibilità di rivolgersi nuovamente ad un Collega, questa volta per affrontare un tipo diverso di problematiche che le causano l'attuale disagio.
Nella sua città non avrà difficoltà a trovare uno psicoterapeuta specificamente formato in sessuologia clinica, a cui potrà rivolgersi per lasciarsi alle spalle questi problemi e dare una nuova direzione alla sua vita.

Cari auguri.

Dr.ssa Paola Scalco, Psicologa
specialista in Psicoterapia Cognitiva e perfezionata in Sessuologia Clinica
ASTI-3315246947-paola.scalco@gmail.com

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Dr.ssa Angela Pileci Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 19,6k 493 45
Gentile Utente,

quando Lei scrive: "...problematiche che, mi sono reso conto solamente negli ultimi anni, mi porto dietro dall'adolescenza e che non sono mai riuscito a "a tirare fuori" pienamente, a causa di una fortissima vergogna, nemmeno durante il predetto percorso di psicoterapia." emerge la fatica ad affrontare tali questioni.

Tuttavia la vergogna, emozione comprensibile, è da discutere proprio col terapeuta, esprimendo quanto per Lei affrontare tali temi sia fonte di disagio e di vergogna.

Non aprirsi con lo psicoterapeuta non permette un lavoro ben fatto. Non è infrequente che i pz riferiscano di fare fatica o di vergognarsi a dire determinate cose, ma che poi le dicano. Bene, in quei casi si può lavorare. Col silenzio, invece, non si mette neppure il terapeuta nelle condizioni di poter essere uno strumento d'aiuto per il pz.

Quindi, in accordo con quanto Le ha scritto la Collega Scalco, potrebbe prendere in considerazione l'idea di contattare il professionista che l'ha aiutata in passato, oppure un altro se preferisce o se non si è trovato bene, e affrontare questa situazione.

Tenga infine presente che le abilità a livello relazionale/sociale sono imparabili, come Lei stesso ha avuto modo di sperimentare. Se vuole, Le allego un articolo sul tema:

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1087-le-abilita-sociali.html


Un cordiale saluto,

Dott.ssa Angela Pileci
Psicologa,Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Perfezionata in Sessuologia Clinica

[#4]
dopo
Utente
Utente
Grazie per le vostre precise risposte.
<<Gentile Ragazzo,
Quando l' autoerotismo prende il posto dell' affettivita' e della sessualita', diventando compulsivo, rappresenta un sostitutivo del piacere condiviso.
L' autoerotismo, invece vissuto con serenita' e ludicita' rappresenta invece una valida startegia di conoscenza di se stesso, della sua 'Sessualita' e del suo immaginario erotico.
Sono argomenti che andrebbero affrontati, no online ma all' interno di setting specialistici.
Consideri, cha alla lunga la pornografia danneggia il desiderio sessuale ed amlplifica le difficolta' a far transitare il piacere da solitario a condiviso.>>

Volevo fare una precisazione importante sulla pornografia: ne ho usufruito solo per alcune settimane, in quanto gradualmente l'avversione è ricominciata a divenire forte. Infatti inizialmente mi sono forzato a vedere questi filmati, cioò voglio dire che l'ho fatto contro la mia naturale volontà, per i seguenti motivi:

1) ridurre questa fobia per la sessualità. Ed in questo senso è stato utile.

2) imparare, i qualche modo, le modalità fisiche del rapporto: mi rendo conto che la realtà è ben diversa, però almeno ho un'idea generale di come funzionano le cose. Ho anche consultato internet (ad es. wikipedia) per conoscere l'anatomia femminile e come funziona il rapporto.. Immagino che possa sembrare un pò incrediibile per voi questa mia completa ignoranza a 26 anni, ma queste fobie mi hanno completamente represso durante l'adolescenza e trovarsi in questa condizione mi deprime. Qualunque immagine che mostrava scene d'a'ffeto e sessuali, ma anche organi sessuali che si potrebbero trovare ad es. in un'enciclopedia era (e lo è ancora, ma in minima parte per fortuna), fonte di fortissimo stress e vergona.

3) percorrere una tappa che credo, sia assai comune nell'adolescenza maschile: ritengo infatti che la mia situazione sia da imputare ad aver vissuto rigidamente quel fondamentale periodo di vita. Adesso come adesso non mi sento pienamente un maschio, non mi sento un uomo come gli altri.


<<Ha avuto qualche raporto sessuale?>>

No, sono convinto che sia ancora un qualcosa che, in questo momento, va al di la delle mie possibilità. Quello che credo manchi molto a me, prima di tutto, è l'affetto di un ragazza, ma non riesco a rapportameni con successo con loro perche sono affettivamente immaturo.


<<Gentile Ragazzo,
ora che si ritrova nel suo ambiente è riuscito in qualche modo a conservare le nuove ( e più soddisfacenti) capacità relazionali che ha constatato di possedere?
Ora lavora? Ha degli amici? Quali interessi?>>

Le ho più o meno conservate, tuttavia nel mio ambiente mi sembra di essere tornato qualche passo indietro. A breve terminerò gli studi e lavoro saltuariamente. Per quanto riguarda il discorso amici, ne ho pochi: fino a poco tempo fa avevo qualche amico maschio e nessuna amica femmina, successivamente ho avuto modo di conoscere più ragazze, anche se tante volte ritengo che il rapporto sia più spinto dalla compassione, cosa che non mia va tanto giù, ma tra il nulla e qualcosa, meglio qualcosa .Infatti in ogni caso questo tipo di rapporto con l'altro sesso, inteso come amiciza, per me è stato molto utile, contribuendo a ridurre l'ansia nel rapportarmi con una ragazza. I mie interessi sono abbastanza culturali, sono sempre stati così: lettura, disegno, informatica, ciclismo, attvità che ho svolto in solitudine.

Il percorso di psicoterapia che ho seguito anni fa fu improntato a risolvere problematiche che, allora, erano più evidenti, cioè quelle legate ai problemi relazionali e di forte timidezza: quindi, per così dire il primo step doveva essere quello. Dopo, visto il buono stato in cui mi trovavo, d'accordo con la psichiatria (ero seguito da una psichiatra mentre una psicologa faceva la terapia vera e propria), ho deciso di proseguire da solo. Ma alla luce di quanto scrivete e guardandomi dentro forse il nucleo del problema questione coinvolge molto la sfera sessuale. Forse provare un percorso con una figura più specializzata alle problematiche sessuali portrebbe essere, come dite voi, il modo giusto per risolvere il problema.

Ora il problema quotidiano è quello della masturbazione compulsiva.

Grazie ancora, anche per gli utili riferimenti.
[#5]
Dr. Roberto Callina Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 1,3k 32 8
<<Ma alla luce di quanto scrivete e guardandomi dentro forse il nucleo del problema questione coinvolge molto la sfera sessuale>>

Caro Utente,

in realtà sessualità, socialità e problematiche relazionali sono strettamente connesse.

Probabilmente il precedente percorso di psicoterapia le è stato utile per cominciare a "camminare con le sue gambe" nel campo relazionale lasciando, tuttavia, scoperta la sfera della sessualità.
Potrebbe anche essere che il passaggio dal "nulla" al "tutto" sarebbe stato troppo per la sua personalità di allora.
Ora che ha fatto molti passi avanti credo che riprendere il percorso terapeutico iniziato possa essere un modo per riuscire a completare il suo percorso evolutivo verso una piena soddisfazione che includa anche la sfera sessuale.

Per quanto riguarda specificatamente la masturbazione, il mio parere al riguardo è che, al momento, non si debba preoccupare troppo; dare eccessiva importanza a questa pratica potrebbe concretizzarsi in un pensiero ossessivo al riguardo. Da quanto tempo la pratica con questa frequenza?

Un caro saluto

Dr. Roberto Callina - Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Specialista in psicoterapia dinamica - Milano
www.robertocallina.com

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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
L' educazione emozionale e sessuale, andrebbe fatta a scuola, ma in italia non e' ' obbligatoria.
Le suggerisco , ove lo ritenesse ancora opportuno, di consultare uno psicologo, perfezionato in sessuologia clinica, al posto di wikipedia, per un percorso di educazione sessuale.
[#7]
dopo
Utente
Utente
<<L' educazione emozionale e sessuale, andrebbe fatta a scuola, ma in italia non e' ' obbligatoria.
Le suggerisco , ove lo ritenesse ancora opportuno, di consultare uno psicologo, perfezionato in sessuologia clinica, al posto di wikipedia, per un percorso di educazione sessuale.>>

Grazie, ciò che noto in me è ancora una forte imbarazzo che fino a poco tempo fa, prima dell'esperienza all'estero (durante la quale, come ho detto precedentemente, mi sono forzato in qualche modo a superarla) era anche una vera fobia, il trattare di questi aspetti della vita.
Tuttavia mi rendo conto che gli anni passano e questo psicologicamente pesa. Prevedo di ritornare da uno psicologo che sia specializzato in questo campo.


<<Per quanto riguarda specificatamente la masturbazione, il mio parere al riguardo è che, al momento, non si debba preoccupare troppo; dare eccessiva importanza a questa pratica potrebbe concretizzarsi in un pensiero ossessivo al riguardo. Da quanto tempo la pratica con questa frequenza?>>

Da quando ho iniziato l'esperienza all'estero, cioè circa 7 mesi fa. Il problema che con questa pratica mi sento sempre più frustrato.


Una domanda, probabilmente priva di senso: in questo caso è consigliabile essere seguiti da un psicologo maschio o femmina od è indifferente?
Precedentemente sono stato seguito sempre da femmine.
[#8]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Come preferisce, la figura professionale che la fa sentire più a suo agio.
[#9]
Dr.ssa Paola Scalco Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 4,1k 94 43
Gentile Utente,
la sua domanda è tutt'altro che priva di senso, solo che non esiste una risposta generica calzante per chiunque. Potrebbe essere indifferente, oppure no.

Sta a Lei decidere.
Come si è trovato con le psicologhe che l'hanno seguita?
Dal momento che ha la possibilità di scegliere, Lei preferirebbe parlare di questi problemi con un uomo o con una donna?

Saluti.
[#10]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 292 182
>>> Ho anche consultato internet (ad es. wikipedia) per conoscere l'anatomia femminile e come funziona il rapporto.. Immagino che possa sembrare un pò incrediibile per voi questa mia completa ignoranza a 26 anni
>>>

Conosce qualche altra specie animale che ha bisogno di studiare anatomia su Wikipedia per imparare ad avere rapporti sessuali? O bambini che devono studiare per imparare a camminare?

Il comportamento sessuale si apprende facendone esperienza diretta, non guardando altri mentre lo fanno.

La sua ha tutta l'aria non di una fobia, ma della preoccupazione di essere inadeguato che la porta a "premunirsi" studiando, nell'idea (purtroppo errata) che se studia bene la lezioncina non arriverà impreparato e farà bella figura.

Invece bisogna uscire da questa convinzione erronea e iniziare a rendersi conto che l'educazione alla vita sessuale passa necessariamente per errori, sbagli, brutte figure ecc. Solo così si diventa davvero competenti.

Diceva Niels Bohr, che l'esperto è colui che ha compiuto tutti gli errori possibili in un determinato campo d'azione.

Dr. Giuseppe Santonocito - Psicologo Psicoterapeuta
Specialista in psicoterapia breve strategica
www.giuseppesantonocito.it

[#11]
dopo
Utente
Utente
<< Sta a Lei decidere.
Come si è trovato con le psicologhe che l'hanno seguita?
Dal momento che ha la possibilità di scegliere, Lei preferirebbe parlare di questi problemi con un uomo o con una donna? >>

Mi sono trovato bene, tuttavia credo che per questo aspetto (forse sarebbe più anche difficiile per me) ma preferirei essere seguito da un uomo.

<<Conosce qualche altra specie animale che ha bisogno di studiare anatomia su Wikipedia per imparare ad avere rapporti sessuali? O bambini che devono studiare per imparare a camminare?

Il comportamento sessuale si apprende facendone esperienza diretta, non guardando altri mentre lo fanno.

La sua ha tutta l'aria non di una fobia, ma della preoccupazione di essere inadeguato che la porta a "premunirsi" studiando, nell'idea (purtroppo errata) che se studia bene la lezioncina non arriverà impreparato e farà bella figura.

Invece bisogna uscire da questa convinzione erronea e iniziare a rendersi conto che l'educazione alla vita sessuale passa necessariamente per errori, sbagli, brutte figure ecc. Solo così si diventa davvero competenti.

Diceva Niels Bohr, che l'esperto è colui che ha compiuto tutti gli errori possibili in un determinato campo d'azione.>>

Sono d'accordo con Lei, però deve capire che prima di allora ero completamente ignorante di tutti questi aspetti affettvi. Mi rendo conto che può sembrare qualcosa di strano. ma questa fobia ed un modo di vivere estremamente rigido (reprimendo gli istinti), mi ha completamente allontanto da questi aspetti che si imparano, di solito, a conoscere con l'adolescenza. Credo che a 26 anni sia difficile e non posso tornare indietro, una situazione del genere è un pò fuori dalla normalità (fuorni normalità non perchè, per così dire, lo dicono "gli altri", bensì perchè avverto un malessere di fondo). Grazie
[#12]
Dr. Giuseppe Santonocito Psicologo, Psicoterapeuta 13,6k 292 182
Non è "strano" che lei prima fosse ignorante su tutti questi aspetti affettivi, è NORMALE. Nessuno nasce "imparato".

Ciò che è "strano" (ma per chi fa il nostro lavoro non lo è) è semmai il suo continuare a dare per scontato che tali aspetti possano essere appresi in modo asettico e distaccato, prima studiandoli sui libri e poi mettendoli in atto alla perfezione.

L'adolescenza non c'entra nulla: lei sta vivendo nell'ignoranza affettiva non perché nel frattempo il tempo è passato e ha perso il treno, ma perché continua a essere preda della stessa tendenza ansiosa, che continua a farle credere: "Se prima non studi una cosa, non la puoi fare".

Se lei dà per scontato che qualcosa non sia possibile crea ciò che è chiamata profezia negativa che si autoavvera: crea da solo una realtà dolorosa, che poi subisce.
[#13]
Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
La sessualità non è un fare, ma un essere!

Non si apprende mediante manuali, istruzioni per l'uso, foglietti illustrativi, ma dandosi il permesso di abbandonarsi all'esperienza del piacere e dell'intimità, coniugando le tra "C" ad essa correlata: corpo, cuore e cervello.

La tv, internet ed i media, inoltre non danno un'immagine sempre corretta della sessualità.
Le allego un mio areticolo sull'argomento.

https://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1379-il-sesso-la-pubblicita-la-pornografia-ed-il-concetto-di-piacere.html

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