Battito alto e fumo

Buongiorno Dottori,
vi scrivo per una domanda che mi è sorta nelle ultime settimane.

Vi descrivo velocemente la mia storia:
Nel 2012, causa un malsano ambiente sul posto di lavoro, ho iniziato ad accusare attacchi di panico. Per 4 mesi sono stato a casa, assumendo una dose minima di Xanax (0,25mg) finché non ho cambiato posto di lavoro. Da li non ho più avuto problemi seri a livello di panico, anche se mi è rimasta una forte ansia riguardo a malattie e morte (sto ancora andando mensilmente da uno psichiatra). Prima di questo momento fumavo 1 pacchetto di sigarette al giorno e da lì ho smesso completamente. Purtroppo negli ultimi due mesi ho ricominciato, seppur fumando poco (5 sigarette al giorno circa).

Lo scorso anno il mio medico mi ha voluto prescrivere del bisoprololo (5mg che assumo tutt'oggi ogni giorno) perché avevo il battito cardiaco alto (sopra i 100 battiti al minuto a riposo) e cosi da togliermi palpitazioni che mi creavano ansia. Ho effettuato (ultimo nel giugno 2013) diversi elettrocardiogrammi (uno sotto sforzo, gli altri a riposo) che non hanno dato alcun risultato preoccupante. Assumo inoltre giornalmente una pastiglia di betaistina per problemi di capogiri.

Da quando ho ricominciato a fumare ogni tanto mi sembrano aumentare i capogiri, come un senso di ubriachezza. Il fumo, seppur in poche quantità e nel mio caso, può "aggravare" la situazione a livello cardiaco? So comunque chiaramente che il fumo non faccia bene...

Ringraziandovi anticipatamente porgo cordiali saluti.
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Dr.ssa Valeria Randone Psicologo, Sessuologo 17,4k 317 668
Gentile Utente,
La sua richiesta è stata spostata nella sessione di psicologia.
Se le indagini di tipo medico hanno escluso cause organiche, si dovranno investigare quelle psichiche, che non hanno sede nel corpo, ma nella psiche.
Ho letto lo storico, ben nutrito, di consulti, che denota grandi quote d' ansia, forse mai curate

Rileggerei la sua domanda: spostando la sua domanda, dal fumo ed il battito, a quello che c' è dietro la sua richiesta

Cordialmente.
Dr.ssa Valeria Randone,perfezionata in sessuologia clinica.
https://www.valeriarandone.it

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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Caro ragazzo,

lei è molto giovane e credo sia importante affiancare un percorso di psicoterapia alle cure psichiatriche che sta facendo.
Ha già preso in considerazione questa ipotesi?

Il solo ansiolitico purtroppo non può aiutarla a prendere coscienza di ciò che nascondono i suoi timori rispetto al suo stato di salute.

Ansia, ipocondria e somatizzazioni se trattati tempestivamente possono essere curati anche in tempi ragionevoli.







Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta
Specialista in Psicoterapia Psicodinamica
www.psicologoaviterbo.it

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Dr. Francesco Mori Psicologo, Psicoterapeuta 1,2k 33 33
Gentile ragazzo,
mi allineo alle indicazioni fornite dalla dr.ssa Randone, ovvero alla necessità di rileggere la sua domanda in termini psicologici.
Oltre che dallo psichiatra sarebbe opportuno l'affiancamento di uno psicologo, per poter abbinare alla riduzione dei sintomi provocata dai farmaci, un'azione terapeutica che cerchi di comprendere meccanismi e cause associati all'ansia.
Che ne pensa?

Restiamo in ascolto

Dr. Francesco Mori
Psicologo, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta
http://spazioinascolto.altervista.org/

[#4]
dopo
Utente
Utente
Cari Dottori,
Vi ringrazio per le preziose risposte.

Tra il novembre 2012 (quando ho cambiato post di lavoro) e maggio 2013 avevo smesso di andate dallo psichiatra, perche i sintomi erano praticamente scomparsi. Si sono poi ripresentati gradualmente.

Io vi do ragione, ma il mio psichiatra (che sulla "targhetta" ha anche scritto psicoterapeuta) dice he ho gia fatto grandi passi avanti e ci sente poco dal lato "psicologo". Passi in avanti ne ho gia fatti, è vero, pochi mesi fa per un semplice dolore muscolare al petto correvo, una-due volte al mese, dal medico se non in pronto soccorso. Oggi non succede piu.

Potete darmi delle delucidazioni? Non ho mai ben capito la differenza tra psichiatra e psicologo? E soprattutto: posso rivolgermi autonomamente ad uno psicologo se il mio psichiatra non ne vuol sentire? La cura dovrebbe essere assieme (sia dallo psichiatra che dallo psicologo) o posso andare solo da uno dei due?

So che lo psichiatra, a differenza dello psicologo, prescrive le medicine. Preciso che il betabloccante che prendo (per palpitazioni e battiti alti, di conseguenza per attenuare l'ansia) mi è stato prescritto dal medico generalista. Lo xanax non lo assumo piu dal novembre 2012, quando ho ripreso a lavorare e sono io che non ho voluto assumete niente quando ho ricominciato ad andare dallo psichiatra nel maggio 2013.

Grazie mille davvero!
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Gentile ragazzo,

purtroppo mi rimane difficile comprendere la reticenza del suo psichiatra, e il fatto che lei, nonostante un'anno di trattamento, non abbia ancora risolto le sue problematiche è indicativo di tutto ciò.

Che diagnosi è stata fatta?

Lo psichiatra è un medico che condivide con lo psicologo (qualora quest'ultimo sia specializzato) un terreno comune, ossia la psicoterapia. In genere le cure psichiatriche sono esclusivamente farmacologiche, mentre la psicoterapia utilizza altre tecniche non farmacologiche e basate prevalentemente sulla parola.

Lei a mio avviso dovrebbe affiancare un trattamento psicoterapeutico alla cura farmacologica che già sta facendo. Questo significa contattare uno psicologo specializzato in psicoterapia. Lei terapie integrate (psichiatra + psicologo) sono le più efficaci.






[#6]
dopo
Utente
Utente
Egregio Dottor Del Signore,
la ringrazio per la sua risposta.

Proprio domani ho un appuntamento con il mio psichiatra e proverò di nuovo a parlargliene, eventualmente contatterò di mia iniziativa uno psicologo. Come già detto, il mio psichiatra è anche psicoterapeuta.

A livello farmacologico io non ho voluto assumere niente di che, se non questo betabloccante da cui però vengo "seguito" dal mio medico generalista. In questo caso potrei, non volendo assumere psicofarmaci (tranne in caso di un peggioramento dell'ansia), anche provare una terapia esclusivamente psicologica?

Secondo il mio psichiatra tutta quest'ansia e questa ricerca di sicurezza deriva da una mancanza di virilità e di mia forza all'interno della coppia (tra me e la mia ragazza, che stiamo assieme da 5 anni). Non c'è stato un vero e proprio lavoro di consiglio, cosa che mi aspettavo, quanto più io che racconto le mie ansie e i miei sogni con alcune sue spiegazioni.

Cordialmente
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Dr. Giuseppe Del Signore Psicologo, Psicoterapeuta 4,6k 51
Caro ragazzo,

se il suo psichiatra non le sta prescrivendo farmaci è probabile che lei stia già facendo una psicoterapia, quindi contattare un'altro psicologo o psicoterapeuta potrebbe essere alquanto inutile.

Cerchi di fare un po' chiarezza. Dovrebbe chiedere al suo psichiatra che tipo di trattamento le sta proponendo e discutere con lui su tutti questi dubbi.

Come mai le sedute sono a cadenza mensile?
Di solito nelle psicoterapie individuali sono a cadenza settimanale.







[#8]
dopo
Utente
Utente
Egregio Dottore,
La ringrazio per tutte le sue preziose informazioni. Preciso ancora che sono io che no ho voluto farmaci (lui mi ha semplicemente chiesto se volevo senza infierire nella scelta).

Domani ne parlerò sicuramente e cercherò di fare chiarezza..

Ho iniziato in maggio 2013 con 4 sedute settimanali per scoprire la causa, fatto questo abbiamo iniziato una serie di 10 sedute ogni due settimane e visti i miglioramenti (che effettivamente ci sono stati, anche se io mi aspettavo qualcosa di piu) ha deciso per un'altra "serie" di 10 sedute mensili.

Cordialmente

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