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Paure e incertezze

Sono in preda a dubbi che non riesco a comprendere.
Ho 25 anni, sto vivendo una situazione molto travagliata.
Non sono piccola, però non sono indipendente, non ho un lavoro e non posso vivere da sola.
I miei mi dicono che sono inutile, sono un peso, non sopportano la mia presenza.
Vogliono decidere per me, mi tormentano perché vogliono scegliere i colori che devo indossare, sembra una cosa trascurabile ma mettono in scena dei drammi perché non vogliono che io decida come vestirmi.
Fin da bambina ho sempre scelto da sola i miei vestiti, adesso mi dicono che devono decidere loro perché io sono uno zimbello e se esco con loro non devo indossare capi colorati né bianchi, posso vestirmi soltanto di nero o di blu.
Da qualche tempo soffro di attacchi di panico e non riesco a uscire da sola, loro lo sanno e quindi questa carta gioca a loro favore per ricattarmi.
Mi dicono che se voglio uscire con loro devo indossare ciò che dicono loro e pettinare i capelli come dicono loro.
Mi sento una stupida, sbagliata.
I vestiti che acquisto io on-line sono delle nuove collezioni e non hanno nulla di strano, sono abbastanza semplici però non rientrano nei loro standard, a me piacciono i colori e ho diverse magliette rosse, azzurre, verdi, in totalità tenue.
Purtroppo non posso indossare i vestiti che acquisto perché soffro d'ansia e da sola non riesco a uscire, allora quando sento il bisogno di prendere una boccata d'aria devo indossare magliette cupe, pantaloni larghi, non vogliono che io indossi gonne o pantaloncini.
So che sembrano banalità, ma io soffro e non so se ci sarà una via d'uscita.
Ho detto ai miei che volevo buttarmi dal balcone e mi hanno risposto che restavo viva ma paralizzata, che loro avrebbero dovuto perdere tempo per me.
Morire sarebbe l'unica salvezza alle giornate trascorse piangendo, ma non conosco il metodo.
Vorrei essere libera di uscire da casa senza paura degli attacchi di panico, vorrei vestirmi come voglio e trovare un lavoro, questi pensieri sembrano utopie impossibili.
Secondo voi perché i miei pretendono che io mi vesta seguendo le loro leggi?
Perché la mia presenza dà fastidio ai miei?
Io sono molto riservata, timida e silenziosa, non capisco cosa possa infastidirli.
Inoltre ho fatto spesso tanti regali ai miei, proprio oggi li hanno buttati tutti via lasciandoli in bella mostra distrutti tra la spazzatura, mi ha ferito vedere che i miei gesti sono stati disprezzati cosi tanto, non volevo essere ringraziata, con i miei risparmi avevo acquistato on-line dei pensierini senza alcuna ragione, non c'erano occasioni particolari, loro non avevano mai indossato né i capi d'abbigliamento né gli accessori.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 15,5k 502 107
Gentile utente,

ci dice - tra il resto - che non può "vivere da sola".
Come mai? C'è qualche motivo di salute? Perché se così non fosse verrebbe spontaneo chiedersi perchè mai Lei non cerchi assiduamente un lavoro, in modo da essere più libera, di godere di una maggiore autonomia fino al punto di andare ad abitare da sola.

È frequente che fin quando si vive con i genitori ci siano dei limiti, delle consuetudini da rispettare. Diventando adulti poi la pazienza dei genitori, la sopportazione dei difetti dei figli o anche solo delle loro caratteristiche personali, diventano sempre più esigue. Ed altrettanto da parte dei figli. D'altra parte è ovvio e prevedibile, dato che si è compiuto il periodo in cui gli uccellini dovrebbero lasciare il nido.
Dunque non deve meravigliare come mai noi Psy chiediamo chiarimenti in proposito.

Che fare?
Fin quando i figli sono in uno stato di necessità tale da accettare la convivenza con i genitori, seppure fuori età, è necessario fare il possibile e l'impossibile per moderare i toni, per essere tutti e ciascuno buoni *custodi della convivenza* (v. fasi del ciclo di vita della famiglia). Non c'è alternativa.

So di fare un'affermazione non sempre facilmente applicabile.
Cosa ne pensa riguardo?

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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Utente
Utente
Grazie, comprendo il venirsi incontro ma voler decidere i colori da indossare mi sembra insensata come cosa prima non succedeva. Per rispondere alla sua domanda posso dire che non ho soldi per vivere da sola
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Utente
Utente
È notte, vorrei dormire ma i miei dicono che moriranno, non riescono a sopportare la mia presenza, (sono chiusa in camera mia in silenzio) dicono che domani sarà una pessima giornata perché ci sarò ancora io. Mia madre non vuole più prendere i farmaci che deve assumere per sopravvivere per le sue patologie, dice che se non prende le medicine muore ed è un sollievo non sentire me il suono della mia voce. In realtà ho sempre parlato poco e sto cercando di parlare ancora meno. Purtroppo non posso andare via di casa senza soldi. Mia mamma sta dicendo che vuole andare via di casa, è l'una di notte. Forse dovrei andare via anche vagabondando pur di non sentire più le loro lamentele
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Utente
Utente
Mia madre ha aggiunto che se lei morirà sarà colpa mia che io non ho nulla di buono, si descrive sofferente e distrutta senza pace. Vuole pregare per morire. Ha un odio che prima non aveva, potrebbe derivare da un problema di salute? Mi dice troppe cattiverie. Prima era buonissima con me, ora mi ripete quanto sono fastidiosa. Dicono che la situazione è troppo pesante e non deve continuare. Io non ho nessun posto dove andare, qui non mi vogliono. Probabilmente dovrei davvero farla finita, non riesco a continuare a sentirmi disprezzata senza una ragione. Alla fine se mi vesto male, sono brutta eccetera a chi faccio male? Mentre i miei urlano io resto in silenzio sperando che possano placarsi però li sento lamentarsi della mia esistenza di quanto io sia un peso. Scusate il messaggio. Volevo sapere se l'odio che stanno manifestando è puro odio o si può ricollegare a un problema di natura medica. Mi sento così sola. Non capisco il loro accanimento verso di me. Aiutatemi a comprendere la situazione
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 15,5k 502 107
Gentile utente,

le uniche persone sulle quali abbiamo potere e possibilità di cambiamento siamo noi stessi.
E dunque l’attenzione non deve essere posta sui Suoi genitori, su Sua madre; bensì su stessa.

Al proposito, nella prima risposta ponevo un interrogativo: come mai non abita da sola? E Lei mi rispondeva con una motivazione economica.
Replico ora: sta cercando seriamente un lavoro? O forse sta vivendo con la pensione dei Suoi genitori e pensa di farlo anche in futuro?
Se così fosse non meraviglierebbe la mancanza di sopportazione dei genitori, ormai anziani, che vedono la figlia poco attiva verso la propria giusta è necessaria autonomia. E al contempo allontanarsi nel tempo la propria libertà ritrovata.

Quali difficoltà personali o di altro genere Le impediscono di cercare seriamente lavoro?
Forse il fatto che >..Da qualche tempo soffro di attacchi di panico e non riesco a uscire da sola,..< ?
Comprendo le difficoltà causata da tale patologia; però al contempo Le segnalo che esistono cure psicologiche piuttosto risolutive per tale problematica, erogate anche dall’azienda sanitaria (e dunque a fronte del solo ticket).
Se la persona, lei stessa, si mette nella situazione di una minus che non fa nulla per se’, gli altri si sentono in diritto di indirizzarla in ogni più piccola manifestazione, compreso l’abbigliamento.

Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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Utente
Utente
I miei genitori lavorano, non sono in età da pensione. Io frequento l'università e per l'ansia vado da una psicologa vicino casa, è nella via di casa mia. Io non capisco come possano mettersi a voler dirigere le scelte al posto mio, io non ho mai fatto male a nessuno, si ho 25 anni e ancora non lavoro, ma non sono l'unica studentessa che per concentrarsi sugli esami non ha trovato un lavoro. Il loro odio e disprezzo mi sembra ingiustificato
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 15,5k 502 107
Gentile utente,
i dettagli - fondamentali - che Lei ha aggiunto solo ora alla replica #6, avrebbero potuto essere esposti fin dall’inizio, al fine di darci un quadro più chiaro della Sua situazione e di permetterci una risposta maggiormente su misura per Lei.

La restituiamo quindi alla Sua Psicologa (che auspichiamo sia anche psicoterapeuta), la quale conosce tutti i dettagli della Sua storia e della situazione.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
www.linkedin.com/in/brunialtisessuologaclinica/

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Utente
Utente
Restituiamo? Non sono un pacco. Sul sito non c'è scritto da nessuna parte che chi conosce dal vivo lo studio di uno psicologo non può scrivere qui. Lei non mi ha fornito nessun aiuto.
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Dr. Carla Maria Brunialti Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo 15,5k 502 107
Gentile utente,

Rispetto al nostro scambio qui, Lei ci dice:
>> Lei non mi ha fornito nessun aiuto. <<
Ma la Sua ultima replica è molto illuminante, perché applica a noi lo stesso meccanismo che Lei usa con i Suoi, e cioè:
la responsabilità delle cose (in questo caso della risposta inutile) è sempre degli altri.

>>E se invece fosse anche Sua?<<

Quando gli utenti non rispettano le linee guida che raccomandano di scrivere nella richiesta *tutti gli elementi e tutti i particolari* della situazione, può succedere che la risposta fatichi a giungere. Considerato che sono servite ben 6 (sei) repliche perché ci dicesse che Lei è una studentessa universitaria e che è già in terapia - quando bastava metterlo nel testo - .. valuti Lei.
Tempo perso e buttato per entrambe. Peccato.

Se poi la risposta non è quella che si vuole, e cioè una condanna del comportamento dei suoi genitori, arriva la Sua conclusione stizzita e aggressiva. A quel punto la frase:
>> I miei mi dicono che sono inutile<<, Lei la ribalta sugli altri, evitando nuovamente di entrare in contatto con se’. Ma questo tocca alla Sua Psy segnalarglielo.
Sono meccanismi che conosciamo bene.

Saluti cordiali.
Dott. Brunialti

Dr. Carla Maria BRUNIALTI
Psicoterapeuta perfezionata Sessuologa clinica, Psicologa europea.
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