Utente 472XXX
Gentili medici,
circa due anni fa, mio padre (adesso di 85 anni) fu sottoposto ad una visita neurologica in quanto presentava delle perdite di equilibrio (devo precisare che egli fu colpito da ictus nel 2007).
Il neurologo, dopo aver visionato una vecchia TAC ed una vecchia RMN, gli diagnosticò una vasculopatia parkinsoniana. Come terapia, gli assegnò il Madopar 200 + 50 (che era da aumentare in modo graduale) da assumere tre volte al giorno (Metà compressa al mattino, un quarto al pomeriggio, e metà alla sera. Più avanti, il dosaggio è stato aumentato a due compresse per la mancanza di equilibrio che, purtroppo, continua a permanere) e gli sospese un farmaco che precedentemente gli era stato assegnato (il Proendotel).
Da alcuni mesi, ha iniziato a fare domande strane (per esempio, 6 o 7 mesi fa, parlando di mia madre, chiese a mio fratello chi fosse quella signora oppure, in questi giorni, ha chiesto perché lui si trovi ad abitare nella casa dove attualmente risiede anziché nella sua casa natia) e a risultare poco vigile. Talvolta, sembra avere una regressione
Dopo aver consultato il medico (però non il neurologo), gli abbiamo somministrato anche un integratore a base di Ginkgo biloba per ridurre i sintomi della demenza e per ridurre il rischio di ictus dal momento che, secondo il medico, il Ginkgo ha buone proprietà antiaggreganti ed è in grado di contrastare i sintomi della demenza. Da quel momento, sembra essere più attento anche se, ogni tanto, dice cose strane.
Cosa si può fare? Si può ancora fare qualcosa? Questo “stato confusionale” potrebbe dipendere dal Madopar?
In attesa di risposta, invio i miei più cordiali saluti.

P.S. Per quanto riguarda i farmaci che assume, oltre al Madopar 200+50 e al Ginkgo, assume il Nimotop.

P.P.S. Per quanto la TAC che fece all’epoca, è scritto: "Piccolo ematoma intrassiale è apprezzabile in temporale parasagittale destra associato a piccola componente ematica anche intraventricolare. Esito ischemico in frontale destra. Segni di atrofia cerebrale".
Sul foglio che gli diedero quando venne dimesso è scritto anche: "Completo riassorbimento della componente ematica segnalata all'esordio con attuale residua sfumata ipodensità in parasagittale destra con minima impronta sul III ventricolo. Invariati i restanti reperti, in quadro di leucoencefalopatia multiinfartuale"

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

un quadro di vasculopatia cerebrale cronica di tipo multinfartuale e di atrofia cerebrale può causare la sintomatologia cognitiva che riferisce, così come il parkinsonismo ed il madopar, cioè tutti questi fattori possono contribuire all'insorgenza e al mantenimento dei disturbi cognitivi, anche se la maggiore probabilità la darei ai primi due.
Si può fare qualcosa? Questo dipende dalla condizione cerebrale in atto, esistono farmaci ed integratori che possono aiutare.
Il consiglio è di rivolgersi ad un neurologo per avere un parere diretto.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 472XXX

Gentile dottor Ferraloro,
la ringrazio moltissimo per la gentile e gradita risposta.
Sicuramente fisseremo un appuntamento col neurologo.
Oggi, finora, non ha detto nulla di strano e, per la precisione, nemmeno ieri. Comunque, la massima quantità delle insensatezze sono state dette a tarda ora.
Crede che sarebbe una buona idea chiedere al medico di famiglia di prescrivergli una TAC prima di portarlo dal neurologo?
La ringrazio ancora moltissimo per la sua squisita gentilezza e per la sua professionalità davvero preziosa. È un peccato non averla nella stessa città.
Un cordiale saluto

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

certamente, una TC encefalica preliminare alla visita specialistica è un elemento prezioso in più per una valutazione corretta del collega.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro