Utente 464XXX
Salve dottori,
Ho 28 anni e soffro di emicrania da che ho memoria. Gli attacchi più forti ricordo di avere iniziato ad averli dopo il primo ciclo mestruale. Ho assunto oki/Aulin fino all’assuefazione. Da adolescente ho intrapreso diverse profilassi, prevalentemente a base di triptani. Ma hanno sempre avuto successi per brevi periodi di tempo. Nel 2015 ho ripreso la terapia: profilassi a base di Topamax, e difme3 in caso di attacco forte. Il primo mese della terapia non ho avuto nessun attacco. Con l’aumento del dosaggio di topiramato ho avuto forti effetti collaterali , tra cui un’elevata perdita di peso. Dopo 4 mesi il topamax ha iniziato a perdere il suo effetto: il mal di testa era tornato anche 5/6 volte al mese, e gli effetti collaterali erano invalidanti. Il neurologo ha deciso di interrompere la terapia dicendomi che lo step successivo sarebbero stati i betabloccanti (mi pare). Non sono mai arrivata a quello step successivo, ero stanca e demotivata. Ho lasciato la terapia e ho continuato ad assumere difme3 in compresse al bisogno. Ora quel “bisogno”, dopo 3 anni, è diventato sempre più frequente. Non riesco a capire se è la mia emicrania ad essere peggiorata, o se il fatto che il mal di testa mi venga ormai un giorno sì e un giorno no dipenda dal farmaco stesso. Ultimamente mi capita di svegliarmi quasi tutte le mattina con il mal di testa, normalmente aspetto fino a dopo pranzo per prendere il difme3. Mi toglie completamente il dolore per tutto il giorno, ma mi sto rendendo conto che molto spesso mi sveglio la mattina seguente nuovamente con il dolore. È possibile che questi siano i segnali di una intossicazione da difme3?
Grazie per l’interessamento
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
MESSINA (ME)
BROLO (ME)
FICARRA (ME)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2007
Prenota una visita specialistica
Gentile Utente,

può essere una cefalea da abuso di FANS.
Si parla di abuso quando si superano le dieci somministrazioni al mese per almeno tre mesi. Se così fosse si dovrebbe attuare un processo di "disintossicazione".
Il consiglio è di rivolgersi ad un neurologo esperto in cefalee per avere una valutazione diretta del caso.
Ancora comunque, secondo la mia esperienza diretta, potrebbe essere possibile tentare una nuova terapia di prevenzione.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 464XXX

Grazie per la tempestiva risposta.
Vorrei aggiornarla sullo stato di oggi in particolare: ho avuto l’ennesimo attacco e ho preso l’ennesimo difme3 (il quarto in questa settimana). Dopo un’ora dall’assunzione ho iniziato a vomitare con forti bruciori di stomaco. Premetto che la mia sintomatologia durante un attacco emicranico raramente presenta nausea, e mai vomito. Mi è capitato solo una volta, 3 anni fa. È possibile che questo episodio di vomito sia correlato ad un abuso da farmaco in questa settimana? Oppure è più probabile che sia semplicemente stata una conseguenza del dolore? Vorrei inoltre chiedere se lo stile e la qualità della vita hanno una qualche influenza sull’emicrania (dormire bene, mangiare correttamente, non fumare ecc): intervenendo su questi fattori si può avere un riscontro positivo che prescinda da una eventuale profilassi?

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
MESSINA (ME)
BROLO (ME)
FICARRA (ME)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2007
Gentile Utente,

è difficile stabilire se il vomito sia stato un effetto collaterale del farmaco o facesse parte della sintomatologia emicranica considerato che è un sintomo non proprio raro associato a questa condizione.
Riguardo lo stile di vita, è importante ma non sempre sufficiente a prevenire gli attacchi emicranici.
Le rinnovo l’invito alla visita neurologica.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro