Utente 273XXX
Buongiorno Dottore,
scopro dopo un anno di convivenza che il mio compagno è bipolare 1 .Io non capisco cosa succede e si rifiuta di essere aiutato in qualsiasi modo e mi sbatte fuori di casa con accuse che non stanno ne in cielo né in terra.Qualche giorno prima mi picchia per la sua gelosia riguardante la mia convivenza precedente,non ha senso tutto ciò,ma riesce a farmi venire i sensi di colpa. Provo il modo di scappare,ma non me la sento perché in casa con noi ci sono i suoi 2 figli,lui è vedovo,ho paura per loro. Purtroppo si effettua un Tso,deliri e allucinazioni prendono il sopravvento . Ora il tutto è rientrato con terapia al litio e abilify iniezione mensile. Sono stata a trovarlo ed è irriconoscibile, sguardo perso nel vuoto,bocca aperta,trema, è tutto rallentato,voce diversa ,sbava,dorme troppo. In queste condizioni è riuscito a trovare un lavoro essendosi licenziato dal precedente mentre era in piena crisi. Sono preoccupata credo che nelle sue condizioni l'abilify lo stia distruggendo, è irriconoscibile,fa un lavoro di precisione piega e taglio laser , naturalmente nelle sue condizioni per evitare danni è ancor più lento,ma non può andare avanti così per molto. La psichiatra non intende smettere l'abilify. Ora lui si opporrà alla terapia. Secondo lei è normale tutto ciò? Io non credo,mi sembra che per non aver problemi con questa malattia si riducano le persone a larve depersonalizate. Come si sospende l'abilify ? Esiste un piano terapeutico per la sospensione? Io non vivo più con lui,ma vorrei tornarci perché lo amo nonostante tutto. Esistono terapie vere? O la psichiatria rende le persone ,ammalate ,schiave per non dare problemi sociali? Mi dica per favore che la psichiatria non è fallita e che esistono terapie curative. Grazie infinite

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Dr. Matteo Pacini

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Invece di offendere i professionisti che hanno semplicemente bloccato una psicosi anche a suo dire pericolosa, potrebbe con calma capire quali sono i limiti e gli aspetti a volte inevitabili nelle prime fasi di queste cure, e in cosa consistono invece le terapie preventive. Partiamo da una condizione in cui è stato necessario costringere la persona alla cura, ed è la ragione per cui la terapia è in parte iniettiva.
Dr.Matteo Pacini
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