Utente 290XXX
salve, ho 23 anni e ho rapporti sessuali da 4 anni e mezzo.

sabato 9 febbraio, alla mattina ho fatto il bidet, dopodichè durante la mattinata ho cominciato a sentir dolore nella zona genitale. il mio ragazzo mi ha guardata e non ha visto niente di strano. più tardi sabato sera ho cercato di guardarmi e ho scoperto che tra le piccole labbra sul lato destro era presente come un brufolo con punta bianca-gialla tipo pus, intorno era arrossato e gonfio, così gonfio che ho notato che non vedevo più l'entrata della vagina allo stesso modo ma da dentro sporgeva gonfia la parete interna. il mio ragazzo mi ha fatto mettere dell'acqua ossigenata sul 'brufolo' o comunque nella zona.

domenica mattina ho riguardato come era la situazione e ho visto che la punta bianca-gialla del 'brufolo' non c'era più, si vedeva il gonfiore arrossato dove c'era il brufolo e più sotto sempre gonfio cm la sera prima forse di più. La sera pensando che si potesse trattare di infiammazione della ghiandola di bartolini ho preso una bustina di antinfiammatorio nimesulide. durante la sera ho anche notato che perdevo molto più liquido vaginale del solito, mi sono pulita e poi il mio ragazzo mi ha colato sul lato gonfio l'acqua ossigenata (molti getti).

lunedì mattina mi ritrovo ancora nella stessa situazione di domenica tranne per il fatto che riesco a camminare e a sedermi senza sentire molto dolore. prima mi faceva male a prescindere, anche in piedi, ora solo se mi siedo o o tocco la parte.
ho chiamato in consultorio e ho chiesto per fare una visita ma poichè mi hanno detto che me l'avrebbero data il prima possibile il giovedì mi hanno consigliato di andare al pronto soccorso per intervenire prima sul problema.
sono andata al prontosoccorso del niguarda. Diagnosi: alcune ulcere e un eruzione bollosa sul piccolo labbro destro compatibile con herpes.

il medico di base mi ha detto che i sintomi dei gentiali sono molto 'chiari' e che quindi la diagnosi dovrebbe essere giusta soprattutto perchè i medici del pronto soccorso sono affidabili.

ma ho il dubbio che non sia esatta. ho dimenticato di dire al ginecologo che mi ha visitato la questione dell'acqua ossigenata. non vorrei che le lesioni 'ulcere' non siano state provocate da quella e che il problema sia solo il 'brufolo' e il gonfiore e che non sia herpes.

aggiungo che venerdì sera il mio ragazzo mi ha toccato nella zona. noi abbiamo sempre avuto rapporti protetti col preservativo ed è sempre stato messo prima di qualsiasi contatto tra i genitali. il mio ragazzo non presenta alcun tipo di fastidio ed entrambi non abbiamo mai avuto herpes di alcun tipo.
io è da un mese e qualcosa che continuo ad avere raffreddore e intasamento di muco prolungato per cui ho preso in questo lasso di tempo rinazina (ho finito il flacone), fluemucil (molte buste), e un actigrip.

la diagnosi è giusta? il gonfiore da cosa è dato?
potrebbe essere qualcosa d'altro?

grazie mille

[#1]  
Dr. Nicola Blasi

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Chiaramente la diagnosi di infezione erpetica o di ascesso della ghiandola del BARTOLINO è solo clinica.
I Colleghi del PS avranno avuto dei criteri per far diagnosi di Herpes Virus , supportata da test di laboratorio.
Ricerca diretta dei virus sulla lesione con coltura (abbastanza lenta e indaginosa) e sierologica (sul sangue) prelevando secrezioni dalle vescicole a grappolo , che in seguito diventano pustole e poi ulcere..
quasi sempre è presente dolore e bruciore con aumento di volume dei linfonodi inguinali, a volte cervicite e uretrite.
In questo modo è possibile poi trattare la paziente con antivirali (aciclovyr ect...)
SALUTI
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#2] dopo  
Utente 290XXX

grazie mille per la risposta.
al pronto soccorso il ginecologo non ha fatto test di laboratorio di alcun tipo. mi ha solo guardata e prescritto lavaggi vaginali con betadine e famciclovir 1pastiglia la mattina e la sera per 5 giorni.
ho chiesto al medico di base se dovessi fare tamponi o altro per accertare che si trattasse di herpes e mi ha detto di cominciare a fare la terapia e di fare una visita ginecologica tra qualche giorno la prossima settimana dopo la quale se necessario si sarebbe potuto fare il tampone o analisi per vedere la presenza effettiva dell'herpes.

dopo queste considerazioni, è quindi meglio andare prima possibile a fare un'altra visita supportata da appositi test per verificare che si tratti veramente di herpes e non di un altro problema?
grazie

[#3]  
Dr. Nicola Blasi

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Dopo aver terminato la terapia.
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

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