Utente 149XXX
Gentili medici,
nel mio ultimo consulto di circa 2 mesi e mezzo fa, avendo riportato il referto della prima visita al csm (prima ero seguita privatamente) mi ave ate detto che era chiaramente una diagnosi di bipolarismo di tipo I. Terapia: sali di litio, bupropione, rivotril, talofen.
Mi chiedevate come mai fossi in dubbio sulla diagnosi e questo perché il mio psichiatra che mi ricoverò nel 2014 (valutata in un momento in cui assumevo solo rivotril) mi aveva prima ricoverata con diagnosi di depressione maggiore, dimessa con diagnosi di borderline, dopo successivi ricoveri e tentativi farmacologici dimessa con diagnosi N.A.S e infine valutato una depressione maggiore, che è senza tregua da 4 anni. Gli psicoterapeuti che mi hanno seguito hanno tutti rilevato sintomi psicotici (depressione psicotica). Assumendo il bupropione i sintomi psicotici come deliri e allucinazioni sono peggiorati, come anche l'angoscia: mi ha attivata ma non nel modo sperato. Sono stata ricoverata per interrompere l'isolamento e ripensare alla terapia nella clinica dello psichiatra che mi conosceva da tempo. Avendo crisi d'angoscia ogni giorno, restando in camera con occhiali neri per non essere vista in volto e avendo improvvisamente paura (essendo il 4 lungo ricovero) di non uscire più dal mondo psichiatrico, spinta dal bupropione che aveva attivato anche forti spinte suicidarie, mi sono autodimessa, concordandolo comunque con il medico. Successivamente ho avuto la visita di presa in carico al csm e la psichiatra mi ha vista sotto bupropione, ha saputo delle mie autodimissioni e ha cambiato la diagnosi in borderline, diagnosi che purtroppo mi fanno quando sono sotto antidepressivo. Tolto talofen rivotril messo olanzapina anafranil e aumentato il litio.
Tolto il bupropione la mia situazione è questa: al risveglio angoscia e presenze in testa, non mi alzo sperando di riaddormentarmi perché non sopporto l'idea di esistere, a fatica mangio, torno a letto e resto immobile fino a sera. Ogni tot arrivano le allucinazioni cenestesiche che solo il talofen riesce a sedare, e che mi distruggono, non ho interesse per nulla, non piango, non ho espressioni, non ho pensieri ma presenze in testa.
Per le presenze non riesco nemmeno a guardare la tv, fisso solo il soffitto.
Il vecchio psichiatra mi aveva detto un giorno: mi ero sbagliato anch'io: tu non sei assolutamente borderline. E voleva provare la clozapina.
Quella nuova si è scocciata per le autodimissioni (ma non sono una "ribelle", ero solo molto confusa dal wellbrutin e spaventata) mi ha dato dei farmaci che con i miei problemi di allucinazioni somatiche e i 17 precedenti anni di anoressia. La mia psicoterapeuta dice che mi farebbe bene un ricovero in una struttura in cui oltre ai farmaci facciano anche psicoterapia, ma ci vuole il mandato del csm che invece non vuole darmelo. Borderline bipolare depressa psicotica.... di fatto sono nel completo ritiro sociale e anche i miei genitori non mi riconoscono più (post 2012)

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente 149XXX

Gentile Dottor Ruggiero,
la mia domanda riguarda la diagnosi che continua a variare in base alla terapia che sto prendendo (in sostanza SSRI e dopaminergici e tricuclici hanno una funzione non antidepressiva sull'umore e i pensieri ma solo attivante in termini di maggiore angoscia e impulsività - e quando sono sotto effetto di quelli, mi viene fatta diagnosi borderline. Quando invece non li assumo emerge un quadro clinico da depressione maggiore con sintomi psicotici) e dunque: come è possibile fare una diagnosi precisa valutando la situazione allo stato "naturale"?
La seconda domanda è: lo stato di completa assenza di forza vitale, di emozioni, la totale apatia, l'assenza di pianto, di gioia, progressivo ritiro sociale e perdita di capacità cognitive + crisi psicotiche sono uno stato reversibile? Il fatto che io continui a peggiorare di anno in anno dipende dalla malattia?

[#3] dopo  
Utente 149XXX

Qualcuno può aiutarmi? Può essere il liti a causare appiattimento emozionale?